Biennale: omaggio a Roma
Biennale: omaggio a Roma
11/09/2008
Roma interrotta, promossa dagli Incontri Internazionali d'Arte, è un progetto innovativo ideato da Piero Sartogo nel 1978, al quale hanno partecipato 12 grandi architetti internazionali invitati a configurare una "Nuova Roma" intervenendo sul nucleo storico della città.
Aaron Betsky, Direttore della 11. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, ha scelto di esporre nella prima sala delle Artiglierie dell’Arsenale, i progetti in originale di Roma interrotta, come premessa a Uneternal City, a trent’anni da Roma interrotta. In questa sezione, 12 studi di architettura, di cui 5 italiani, 4 europei e 3 statunitensi, sono stati invitati a immaginare nuovi strumenti per il progetto urbano nell’area metropolitana di Roma.
La mostra si propone quindi l’obiettivo culturale e scientifico di verificare nuovi strumenti per la trasformazione della città contemporanea; alla ricerca di una urbanistica differente che non parta da una astratta pianificazione a tavolino. Il progetto del '78 prendeva in esame l'area descritta nella Pianta di Roma di Giovan Battista Nolli, ultimo grande disegno urbano della città, prima di 230 anni di incoerenti trasformazioni urbanistiche seguite alla Unità d'Italia, al regime fascista e alla speculazione edilizia post-bellica.
Con i progetti dei dodici architetti invitati, Piero Sartogo, Costantino Dardi, Antoine Grumbach, James Stirling, Paolo Portoghesi, Romaldo Giurgola, Robert Venturi, Colin Rowe, Michael Graves, Leon Krier, Aldo Rossi, Robert Krier, fu allestita una mostra ai Mercati Traianei di Roma.
Roma interrotta è diventata nel tempo una vera icona del progetto urbano, in ragione di un suo itinerario espositivo internazionale che ha toccato tra l’altro sedi prestigiose come il Cooper Hewitt Musem di New York, l'Architectural Association di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Centro de Cultura Contemporanea di Barcellona.
L’accostamento tra le due esposizioni, messo in atto all’Arsenale, è un significativo omaggio alla mostra del 1978.
"Roma è una città interrotta perché si è cessato di immaginarla" scriveva Giulio Carlo Argan, sindaco della città nel 1978. Trent'anni dopo La Biennale di Venezia riapre il gioco allargando l’orizzonte dei confini urbani a quelli metropolitani: l’itinerario creativo ritrova l’immaginazione.
Al termine della mostra, le opere esposte di proprietà esclusiva dell'Archivio degli Incontri Internazionali d'Arte (con l'eccezione dei disegni di James Stirling) saranno destinate alla Collezione permanente del MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma. A breve sarà edita a cura di Johan & Levi Editore una nuova pubblicazione su Roma interrotta, bilingue italiano e inglese, che riproporrà i testi e i progetti originali della mostra del 1978.
Aaron Betsky, Direttore della 11. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, ha scelto di esporre nella prima sala delle Artiglierie dell’Arsenale, i progetti in originale di Roma interrotta, come premessa a Uneternal City, a trent’anni da Roma interrotta. In questa sezione, 12 studi di architettura, di cui 5 italiani, 4 europei e 3 statunitensi, sono stati invitati a immaginare nuovi strumenti per il progetto urbano nell’area metropolitana di Roma.
La mostra si propone quindi l’obiettivo culturale e scientifico di verificare nuovi strumenti per la trasformazione della città contemporanea; alla ricerca di una urbanistica differente che non parta da una astratta pianificazione a tavolino. Il progetto del '78 prendeva in esame l'area descritta nella Pianta di Roma di Giovan Battista Nolli, ultimo grande disegno urbano della città, prima di 230 anni di incoerenti trasformazioni urbanistiche seguite alla Unità d'Italia, al regime fascista e alla speculazione edilizia post-bellica.
Con i progetti dei dodici architetti invitati, Piero Sartogo, Costantino Dardi, Antoine Grumbach, James Stirling, Paolo Portoghesi, Romaldo Giurgola, Robert Venturi, Colin Rowe, Michael Graves, Leon Krier, Aldo Rossi, Robert Krier, fu allestita una mostra ai Mercati Traianei di Roma.
Roma interrotta è diventata nel tempo una vera icona del progetto urbano, in ragione di un suo itinerario espositivo internazionale che ha toccato tra l’altro sedi prestigiose come il Cooper Hewitt Musem di New York, l'Architectural Association di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Centro de Cultura Contemporanea di Barcellona.
L’accostamento tra le due esposizioni, messo in atto all’Arsenale, è un significativo omaggio alla mostra del 1978.
"Roma è una città interrotta perché si è cessato di immaginarla" scriveva Giulio Carlo Argan, sindaco della città nel 1978. Trent'anni dopo La Biennale di Venezia riapre il gioco allargando l’orizzonte dei confini urbani a quelli metropolitani: l’itinerario creativo ritrova l’immaginazione.
Al termine della mostra, le opere esposte di proprietà esclusiva dell'Archivio degli Incontri Internazionali d'Arte (con l'eccezione dei disegni di James Stirling) saranno destinate alla Collezione permanente del MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma. A breve sarà edita a cura di Johan & Levi Editore una nuova pubblicazione su Roma interrotta, bilingue italiano e inglese, che riproporrà i testi e i progetti originali della mostra del 1978.
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