Biografia di Josep Maria Subirachs

Subirachs
 

04/12/2000

Nato a Barcellona nel 1927 studia e inizia a lavorare nel capoluogo, per poi trasferirsi a Parigi e in Belgio. Del 1957 è sua la prima scultura astratta collocata in una delle strade di Barcellona. Nel 1961 nel Market Center di Dallas, negli Stati Uniti, installa la scultura “Cera perduta verticale” e nel 1968 sempre a Dallas è autore del monumento al Commercio Internazionale. Nello stesso anno è incaricato del Monumento alla XIX Olimpiade di Città del Messico. Molte altre opere sono installate a Barcellona, al monastero di Montserrat, all’aeroporto di Madrid e a Palma de Mallorca. Nel 1987 a Seul, in Corea, è autore de “I pilastri del cielo” e due anni dopo sempre a Seul assieme ad uno scultore orientale mette in opera il monumento “All’unione tra Oriente e Occidente” per ricordare il primo anniversario delle Olimpiadi in Corea. E’ nel 1987 ottiene l’incarico per il gruppo scultoreo della Facciata della Passione (o di ponente) della Sagrada Familia. Nel 1998 inizia a collocare l’ultimo gruppo scultoreo, quello dedicato a Pilato, nella facciata della Passione. Oggi nella cattedrale si mischiano stili e atmosfere diverse. Decorazioni scarne e di estrema modernità nella Facciata della Passione, mentre quelle della Facciata della Nascita sono esuberanti, infinite e di maniera, in un disordine che pare non segua nessun filo logico e in stridente contrasto con la “surrealistica” opera architettonica. Sul retro il racconto si snoda dal basso verso l’alto, dal processo alla flagellazione, risalendo fino alla crocifissione sul Golgota. La sequenza ha il tracciato inconfondibile di una S, firma inequivocabile di Subirachs. Come Gaudì anche Subirachs ha stabilito il proprio studio e domicilio all’interno dell’edificio della Sagrada Familia. Gaudí dedicò gli ultimi trent’anni della vita alla costruzione del tempio. Per Subirachs, ancora nel pieno della creatività artistica, l'incarico rappresenta l’inizio di una nuova tappa nell’evoluzione della sua opera. L'artista spagnolo chiude, non solo metaforicamente, il proprio lavoro con la messa in opera delle due porte in bronzo ai lati del gruppo della flagellazione. E' un'interpretazione in chiave del tutto personale e contemporanea della lezione di Ghiberti esemplificata dalle Porte del Paradiso del Battistero di Firenze. Per Subirachs il rimando è un omaggio all’arte italiana del Quattrocento e del Cinquecento di cui è un fervido ammiratore. Tutta l’opera che Subirachs ha dedicato alla Sagrada Familia è stata seguita e fotografata da Joan Iriarte e pubblicata in una serie di libri il cui provento andrà a sostegno dei lavori del tempio.

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