Da Milano a Napoli le mostre di fotografia da non perdere

Da Lartigue a Depardon, cinque appuntamenti con i maestri dello scatto

Raymond Depardon, Région Haute-Normandie, département de la Seine-Maritime, Dieppe, 2009 Série: la France | Courtesy Raymond Depardon/ Magnum photos
 

Samantha De Martin

10/11/2021

La borghesia parigina del nouveau siècle, dei gran premi automobilistici e delle corse ippiche di Auteuil - immortalata dall’obiettivo di Jacques Henri Lartigue - incontra la curiosità in movimento di Raymond Depardon che fruga tra immagini di strade e di rotaie fuori dal tempo dove il viaggio diventa vagabondaggio.
Storie di luoghi e di volti tessono un mosaico che ha come protagonista la potenza dell’obiettivo.
Da Milano a Napoli, ecco cinque appuntamenti da non perdere con la fotografia.

A Milano la vita moderna secondo Raymond Depardon
C’è il Piemonte, intriso di reminiscenze paesaggistiche francesi. E ci sono i paesi dell’entroterra mediterraneo a svelare strade e case dalle facciate irregolari. Ci sono i bambini, piccoli re delle strade di Glasgow, che sfidano la solitudine urbana e l’indifferenza individualista di New York, la città che sfugge, troppo forte, impossibile da filmare. E poi ancora la Francia che si svela con la serie Rural (1990-2018) per cedere poi alla vita negli ospedali psichiatrici di Trieste, Napoli, Arezzo e Venezia, alla vigilia della legge che, a partire dal 1978, rivoluzionerà il sistema ospedaliero psichiatrico italiano.

Abbraccia tutto questo La vita moderna del fotografo e cineasta francese Raymond Depardon, in mostra fino al 10 aprile 2022 negli spazi di Triennale.
Presentato in collaborazione con la Fondation Cartier pour l’art contemporain, il percorso riunisce trecento fotografie e due film, a scandire la più grande mostra mai realizzata sull’artista che, a partire dagli anni Settanta, ha rinnovato profondamente il mondo dell’immagine contemporanea.


Raymond Depardon, Glasgow, Scozia, 1980, Série: Glasgow | Courtesy Raymond Depardon/ Magnum photos

L’invenzione della felicità. Le fotografie di Lartigue in mostra a Roma
“La parte di mondo di Lartigue è quella di una Parigi ricca e borghese del nouveau siècle, e anche quando l’Europa verrà attraversata dagli orrori delle due guerre mondiali Lartigue continuerà a preservare la purezza del suo microcosmo fotografico, continuando a fissare sulla pellicola solo ciò che vuole ricordare, conservare. La fotografia diventa per lui il mezzo per riesumare la vita, per rivivere i momenti felici, ancora e ancora”.

Scrive così Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci e tra i curatori della mostra L’invenzione della felicità. Fotografie. Dopo il successo registrato a Venezia e a Milano, la più ampia retrospettiva mai realizzata in Italia sull’ "enfant prodige" della fotografia arriva a Roma, allestita fino al 9 gennaio al WeGil, l’hub culturale della Regione Lazio a Trastevere. Il percorso raccoglie 120 immagini, di cui 55 inedite, provenienti dagli album fotografici personali di Lartigue, oltre a materiali d’archivio, libri e riviste dell’epoca, documenti che ne ripercorrono la carriera - dagli esordi dei primi anni del ‘900 fino agli anni ‘80 - ricostruendo la storia di questo fotografo e la sua riscoperta. Annus mirabilis sarà il 1963, quando John Szarkowski, da poco nominato direttore del dipartimento di fotografia del MoMa, il Museum of Modern Art di New York, esporrà i lavori del fotografo al Museo newyorkese, permettendogli di raggiungere il successo alla soglia dei settant’anni.


Jacques Henri Lartigue, La Baule, 1979 | Courtesy © Jacques Henri Lartigue

A Torino l'omaggio di Martin Parr allo sport
Dalle corse di cavalli sulle spiagge irlandesi al Tai Chi praticato per le strade di Shanghai, dal tennis del Grande Slam alla vita da spiaggia, gli scatti di Martin Parr, ospitati da CAMERA - Centro Italiano per la fotografia fino al 13 febbraio, rappresentano un viaggio nella carriera del celebre autore inglese, membro di Magnum Photos. La mostra a cura di Walter Guadagnini con la collaborazione di Monica Poggi, e realizzata in collaborazione con Gruppo Lavazza, ha come focus lo sport e i suoi valori. Martin Parr. We ❤ Sports restituisce lo sguardo ironico e personale del fotoreporter britannico, il suo stile sincero e immediato, il realismo intransigente ma positivo.
L’ironia spietata e divertita, lo stile asciutto, i netti contrasti di colore costituiscono i tratti più accattivanti del fotoreporter che ha rivelato gli aspetti grotteschi e involontariamente comici di un mondo sempre più consumista e globalizzato.

A ripercorrne la carriera saranno circa 150 immagini dedicate a numerosi eventi sportivi, con un focus tematico incentrato sulle fotografie realizzate in occasione dei più rilevanti tornei di tennis degli ultimi anni.


Martin Parr, US Open, New York, USA, 2017 © Martin Parr / Magnum Photos

A Modena Robert Capa a colori
Conosciuto in tutto il mondo come il maestro della fotografia in bianco e nero, Robert Capa ha lavorato regolarmente con pellicole a colori fino alla morte, nel 1954. Oltre 150 immagini a colori, accanto alle lettere personali, tracciano un affascinante percorso, dal titolo Capa in color, in mostra fino al 13 febbraio alle Gallerie Estensi di Modena.

Nata da un progetto di Cynthia Young, curatrice della collezione di Robert Capa al Centro internazionale di fotografia di New York, per presentare un aspetto sconosciuto della carriera del maestro, la rassegna offre anche un interessante ritratto dell’alta società, tra le stazioni sciistiche più alla moda delle Alpi svizzere e le affascinanti spiagge francesi di Biarritz e Deauville. Non mancano i ritratti di Pablo Picasso, fotografato su una spiaggia con il figlio Claude, o di Giacometti nel suo studio a Parigi.


Robert Capa, Una sciatrice prende il sole davanti al Cervino, Zermatt, Svizzera | Courtesy Gallerie Estensi

La Napoli di Alex Trusty al Mann
Il volto di Pier Paolo Pasolini si fa murales sul tufo dei palazzi del centro storico di Napoli, mentre Capri, distesa nel mare del Golfo, diventa uno squarcio di libertà, come anche il Vesuvio coperto di nuvole, sospeso sull'agglomerato urbano del boom dell'edilizia.
Fino al 6 gennaio il MANN - Museo Archeologico nazionale di Napoli - regala, attraverso una cinquantina di scatti, un suggestivo viaggio in bianco e nero nel paesaggio e nell'architettura della città. A tessere il percorso Naples. Sense of place nella sala del Toro Farnese sono le fotografie di Alex Trusty, un atto d'amore per Napoli e la sua complessità, al di là degli stereotipi.
Classe 1967, romano, Alessandro Fidato è un manager, appassionato, sin da giovanissimo, di fotografia. Dalla sua prima mostra collettiva, nel 2014, con un reportage su L’Aquila dopo il terremoto, è conosciuto con lo pseudonimo Alex Trusty.



Alex Trusty. Naples. Sense of place | Courtesy MANN

 Leggi anche:
• Settembre con i maestri della fotografia, da Capa a Doisneau

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