L’intervento di Richard Meier all'Ara Pacis

Ara Pacis
 

25/02/2004

Passando a Piazza Augusto Imperatore, ci si accorge che c’è qualcosa che non va. L’Ara Pacis, uno dei monumenti più belli e simbolici della Roma di Augusto, è sparita alla vista dei passanti e dei turisti, completamente coperta da un lungo muro di lamiera, reso sicuramente più attraente dalle foto del rilievo del monumento e qualche indicazione su quello che sta succedendo. Si scopre con stupore che gran parte del padiglione che conteneva la struttura antica è stato quasi completamente demolito. Tale sistemazione fu realizzata in via provvisoria nel 1938, prima dell’inizio della guerra, durante gli anni del regime, per festeggiare il bimillenario dell’Imperatore Augusto. Si era, infatti, deciso di ricomporre quest’immensa ara celebrativa ricollocando parte dei pezzi ritrovati in circa quattro secoli di scavi archeologici, e di sostituirne alcuni conservati nei musei con calchi di gesso. La posizione del monumento ricostruito non è in realtà quella esatta, ma spostata di circa cento metri dal luogo originario. Leggendo i pannelli esplicativi si scopre che proprio lì è in fieri un immenso lavoro dell’architetto Richard Meier, sicuramente uno dei più apprezzati e famosi progettisti contemporanei. I lavori sono iniziati già dallo scorso settembre e dovrebbero terminare intorno all’aprile 2002. Il committente della ristrutturazione dell’area è la Sovrintendenza Archeologica di Roma, e come informa il cartellone esposto all’entrata del cantiere, tutto il progetto è costato e costerà poco meno di 17 miliardi. L’architetto statunitense ha come idea quella di eliminare completamente la struttura vecchia, posta a protezione del monumento, e di realizzare in sostituzione un vero e proprio complesso museale, con auditorium, biblioteca, un museum shop, uffici e magazzini. L’intento è quello di dare nuova luce e libertà alla piazza, alla chiesa di S.Rocco e naturalmente al mausoleo di Augusto alle spalle del padiglione, attraverso un gioco di materiali e forme che non soffochino più l’area, ma anzi la rivalorizzino. Il progetto seguirà il corso del Tevere e di via di Ripetta. Centro del complesso sarà una lunga loggia che conserverà l’ara, che verrà ristrutturata e alla quale verranno aggiunti i pezzi mancanti e fino ad ora sparsi in vari musei. Si accederà al complesso da Via di Ripetta, tramite una scalinata a sua volta costeggiata da un lungo scivolo d’acqua, che non solo si richiamerà al vicino fiume, ma dovrà ricordare l’antica funzione, in età romana, di sbarco fluviale della zona. Sul podio di fronte al monumento, Richard Meier realizzerà un immenso obelisco moderno, elemento di unione (o di contrapposizione?) tra l’arte antica e l’architettura moderna. Anche questo elemento architettonico è un richiamo all’antico orologio di Augusto, un obelisco che gettava la sua ombra su una meridiana pavimentale, ormai andata perduta. Scopo ultimo dell’intera impresa, è la volontà di far rinascere la piazza di Augusto Imperatore, di riconsegnarla più bella e viva ai cittadini e ai turisti di Roma.

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