Manzù: l'uomo e l'artista

Grande cardinale seduto di Giacomo Manzù
 

08/01/2003

Giacomo Manzù il grande protagonista della scultura italiana del ‘900. Una personalità complessa, forte spesso brutale, un’arte potente avvolta da una straordinaria sacralità. Nelle sale di Palazzo Venezia una grande retrospettiva ne racconta la vicenda umana e artistica. La mostra, posta sotto il Patronato del Presidente della Repubblica, è stata curata del professor Claudio Strinati, Soprintendente per il Polo Museale di Roma, coadiuvato da Livia Velani per l’allestimento e la scelta effettuata nella ricca e poliedrica attività dell’artista. Manzù fu un grande sperimentatore delle diverse tecniche antiche, come l’encausto, l’intarsio, il bassorilievo ‘stiacciato’, il cesello, lo sbalzo, la fusione a cera perduta e la doratura a mercurio, e al contempo pioniere delle più moderne espressioni artistiche, come l’incisione nel cristallo, la creta, lo stucco, l’intaglio in ebano, l’acquaforte unita all’acquatinta. L’insieme delle opere esposte rappresenta uno dei nuclei più cospicui della sua produzione, comprendendo una settantina di sculture, con un altrettanto numero di pitture e grafiche, tutte provenienti da importanti collezioni private e dai più prestigiosi musei italiani e stranieri, come il Museo Ludwig di Colonia, il Guggenheim Museum di New York, l’Accademia Carrara di Bergamo e il Museo di Brera di Milano. Manzù grazie ad un talento e una sensibilità eccezionali, riuscì a dare al messaggio cristiano un’attualità di alto valore artistico e simbolico. Dagli esordi con forme ‘primitive’, alle testine in cera e in bronzo di ‘sfumato’ medardiano, all’impegno sociale nelle famose formelle delle Crocefissioni del 1939, in cui l’iconografia del sacrificio di Cristo esprime la protesta contro la guerra e diviene l’emblema contro ogni tipo di violenza. La sua produzione religiosa è nota in tutto il mondo per i Cardinali e l’esecuzione della porta della Basilica di San Pietro. La poetica di Manzù, oltre all’aspetto morale e cristiano, è ricca di altri motivi ispirati alla sua vita d’artista e di uomo: i sentimenti intimi e quotidiani sono espressi nel “Pittore con modella”, negli “Amanti”, nel “Passo di danza” e nella “Donna distesa”. L’esposizione percorre tutto l’arco dell’attività dell’artista, dai suoi esordi nel 1929, fino agli ‘40, culminati con il Gran Premio per la Scultura nella Biennale di Venezia del 1948, ex aequo con Henry Moore, fino agli Ottanta in cui viene inaugurata nel 1989 nella sede dell’ONU a New York, “La Pace”, bronzo dorato alto più di sette metri, raffigurante una madre con bambino. Mostra nella mostra, la sala riservata alle opere di Manzù acquisite dalla Provincia di Bergamo in onore al maestro nato nel proprio territorio. “Giacomo Manzù. L’Uomo e l’Artista”. Roma, Palazzo Venezia, Fino al 2 marzo 2003. Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20; lunedì chiuso. Ingresso: intero € 7, ridotto speciale € 5, gruppi € 4, scuole gratuito solo con prenotazione (inclusa una guida sintetica alla mostra). Per informazioni e prenotazioni: tel. 06.32650712 – fax 06.32650715 Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo, tel. 049.663499 – fax 049.655098 e-mail: info@studioesseci.net sito: www.studioesseci.net In collaborazione con: Ufficio Stampa Polo Museale Romano: Antonella Stancati, tel. 06.69994212 fax 06.69940275 e-mail: anstancati@tiscali.it ; Tania Fasano, tel. 328.6267797; Cinzia Folcarelli, tel. 339.792597

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