Aspettando Raffaello alla Scuderie del Quirinale, in sala il 13, 14 e 15 settembre

Parla Phil Grabsky: "Al cinema Raffaello come non lo avete mai visto"

Il regista, autore e produttore britannico Phil Grabsky | © 2017 Exhibition On Screen
 

Samantha De Martin

08/09/2021

L’attesa è durata quasi un anno, ma alla fine il Raffaello di Phil Grabsky si appresta a conquistare le sale di tutta Italia con una promessa: sarà un documentario avvincente, drammatico e commovente che svelerà la vera anima, nascosta dietro tele e colori, del pennello più amato di sempre.
Parola del regista inglese, pioniere del genere del documentario dedicato all'arte, che ha aperto alla bellezza le strade poco battute del cinema, emozionando il pubblico di 67 paesi attraverso grandi storie, da Leonardo a Cézanne.
Questa volta il pluripremiato Grabsky punta sull' Urbinate, portando il maestro dei volti gentili dalle sale delle Scuderie del Quirinale - cornice della più grande mostra mai organizzata su Raffaello - al grande schermo.
Il 13, 14 e 15 settembre uscirà, come Evento speciale, distribuito in sala da Adler Entertainment, Raffaello alle Scuderie del Quirinale (Raphael Revealed), documentario diretto da Phil Grabsky dedicato alla mostra Raffaello 1520-1483 inaugurata a Roma a marzo scorso, nel Cinquecentenario dalla morte del pittore, ma chiusa ad appena quattro giorni dall’apertura a causa del lockdown.

Girata in Ultra HD e prodotta dalla società di produzione dello stesso regista, la Seventh Art Productions , in collaborazione con il brand Exibition on Screen (EOS), l’ultima fatica cinematografica di Grabsky porta in sala gli oltre 200 capolavori esposti in mostra, tra dipinti e disegni, prestigiosi prestiti da importanti musei, dagli Uffizi alla National Gallery of Art di Washington.

Il film, la cui gestazione è durata quasi tre anni, sarà un viaggio appassionante (e inedito) alla scoperta del genio, della creatività, dell’abilità pittorica del maestro che rappresentò, con la potenza degli sguardi e la straordinaria carica del pennello, un universo di valori senza tempo.


Raffaello alle Scuderie del Quirinale | Evento speciale, distribuito in sala da Adler Entertainment, il 13, 14 e 15 settembre 2021 | Docufilm di 88' prodotto da Seventh Art Productions in collaborazione con Exibition on Screen (EOS)

Raffaello ci riprova. Avremmo dovuto vederlo in sala a novembre scorso, fermato dalla pandemia. Il documentario dedicato alla più grande mostra mai organizzata sull’artista di Urbino è una sorta di regalo di Phil Grabsky ai tanti appassionati che non hanno avuto modo di vedere l’esposizione alle Scuderie, chiusa poco dopo l’apertura. Cosa vedremo al cinema?
“Vedremo un film che realmente ci consente di capire chi fosse davvero Raffaello e perché sia considerato uno dei più grandi maestri di tutti i tempi. Vedremo anche un film avvincente, drammatico e commovente che ci ricorderà perché abbiamo sempre amato il cinema”.

Trasformare una mostra epocale in un documentario non è una cosa semplice. Come ha fatto?
“Abbiamo realizzato 30 lungometraggi dedicati alla grande arte e ai grandi maestri. Siamo esperti nell’offrire esperienze cinematografiche in grado di intrattenere e informare. Sapevamo che ci sarebbe stata una grande mostra per celebrare i 500 anni dalla morte di Raffaello e ne abbiamo parlato con le Scuderie, con grande anticipo. Abbiamo avuto il privilegio di offrire l’accesso esclusivo a quella che è diventata una mostra a cinque stelle, accolta con entusiasmo da tutti ma purtroppo chiusa poco dopo l'inaugurazione a causa del Covid. Tutti gli appassionati d’arte avrebbero voluto vederla, in pochi ci sono riusciti. Adesso, grazie al nostro documentario, tutti ne avranno libero accesso”.

Quali capolavori ci aspettano sul grande schermo?
“Il film è ricco di capolavori che sono tra le più grandi opere d'arte che l'uomo abbia mai creato. Per molti versi Raffaello supera, per varietà e produzione, Leonardo e Michelangelo. È un artista davvero incredibile”.

Una gestazione, quella del documentario, durata quasi tre anni. Che tipo di difficoltà avete incontrato?
“La difficoltà principale non è stata la pandemia, anche se il Covid ha posto molti ostacoli che abbiamo dovuto affrontare con grande prudenza. La cosa più difficile è stata scrivere una sceneggiatura che desse uno sguardo fresco e nuovo su Raffaello, qualcosa che offrisse davvero, soprattutto al pubblico italiano, una nuova comprensione di questo grande italiano”.


Raffaello Sanzio, Ritratto di Leone X tra i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, 1912, Olio su tavola. Galleria Palatina, Galleria egli Uffizi ed Appartamenti Reali. Inv. 40, Palatina. Il dipinto dopo il restauro

Ci racconta qualche aneddoto relativo alle riprese?
“Abbiamo vissuto molti giorni meravigliosi durante le riprese, a Roma e in tutta Italia. Abbiamo parlato con gli esperti di tutto il mondo e filmato capolavoro dopo capolavoro. Tuttavia per me, un momento particolarmente emozionante è stato quando abbiamo effettuato le riprese del quadro di Papa Leone X che era stato appena restaurato, ricollocato nella sua cornice e poi appeso alla parete della galleria. È stata una scena notevole”.

Raffaello è un artista, per certi aspetti, cinematografico. Qual è l’opera che preferisce?
“È molto difficile rispondere a questa domanda. Posso dire che il primo dipinto che mi viene in mente è la Madonna d’Alba della National Gallery of Art di Washington DC. Basta ascoltare il direttore delle Scuderie del Quirinale, Matteo Lafranconi, che ne parla nel documentario, per capire quanto quest’opera sia straordinaria”.

Il pubblico apprezza sempre di più il cinema d’arte e lei è il pioniere che ha “reinventato” il format del documentario d’arte. Qual è il segreto di un prodotto di successo?

“Sì, siamo noi che abbiamo avuto l'idea di portare questo tipo di film d'arte al cinema e siamo molto orgogliosi di essere ora presenti in 67 paesi. Ma il segreto di un documentario di successo (facciamo anche film su altri argomenti, da Mozart all'Afghanistan) è che un film è un film. Non importa se si tratti di animazione, finzione, o di un documentario. Si tratta di raccontare storie. Sin da quando vivevano nelle caverne uomini e donne hanno sempre avvertito l’esigenza di storie. I grandi film raccontano grandi storie e, secondo me, quelle migliori provengono dalla vita reale. Nessuna storia che narri la vita romanzata di Raffaello sarà migliore del nostro documentario”.


Raffaello Sanzio, Madonna Alba, 1511 circa, Olio su tavola trasportata su tela, 98 × 98 cm, Washington, National Gallery of Art

La pandemia ha a lungo tenuto lontano il pubblico dai musei e da tutte le attività in presenza. Il ritorno alla normalità avrà delle ripercussioni sul cinema? Non crede che il pubblico preferisca piuttosto un ritorno all’arte “dal vivo”?
“Il mio auspicio è che il pubblico torni di corsa a visitare musei e gallerie, grandi e piccole. Quello che noi offriamo non è un'alternativa, ma un'aggiunta all’esperienza museale. Un’aggiunta che permette di portare al cinema la tua famiglia, sistemarti sulla tua poltrona con un grande pacco di popcorn ed essere trasportato indietro di 500 anni in una storia meravigliosa, con un'arte straordinaria”.

Dopo Raffaello, quale altro gigante dell’arte porterete al cinema?
“Abbiamo in cantiere un film straordinario su Frida Kahlo”.

Quali sono i prossimi progetti sui quali Seventh Art Productions e Exhibition on Screen investiranno?
“Abbiamo alcuni grandi film in produzione, che in Italia sono gestiti da Adler Entertainment. Ma al momento tutti i nostri sforzi sono rivolti ad assicurarci i numeri pre-covid delle persone che andranno a vedere il film su Raffaello. Quello che possiamo assicurare è che il pubblico non rimarrà deluso. E poi, dopo quasi 18 mesi di covid, questo è un film perfetto da vedere e da godersi".

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