Scaricabili e personalizzabili per creare gadget

Rijksmuseum fai da te con le opere digitalizzate

Johannes Vermeer, Het melkmeisje (La lattaia), 1660
 

E. Bramati

11/05/2014

Pur vantando una lunga tradizione, il Rijksmuseum di Amsterdam continua a dimostrarsi un'istituzione al passo con i tempi, in grado di anticipare strategie museali di successo.
E' stato infatti una delle prime istituzioni ad aver digitalizzato le proprie opere, tra le quali figurano la celebre "Notte di ronda" di Rembrandt, la "Lattaia" di Vermeer e un "Autoritratto" di Van Gogh del 1887, oltre a importanti elementi di arte decorativa. 

Dei circa 6.500 dipinti, 90 mila oggetti, 150 mila fotografie e 700 mila lavori su carta, più di 150 mila sono stati inseriti su Rijks Studio. Questa piattaforma digitale, accessibile gratuitamente, consente di visualizzare e scaricare in alta risoluzione le immagini dei maggiori capolavori del museo.
Attraverso il programma, inoltre, gli utenti possono modificarle a proprio piacimento, selezionando dei singoli dettagli e sovrapponendoli gli uni agli altri, creando una nuova, originale opera e partecipando ad un concorso.
Infine, con loro creazioni potranno decorare gadget personalizzati e acquistarli.

Si tratta insomma di uno strumento di promozione delle collezioni attraverso open data che in Italia è ancora poco considerato (con alcune eccezioni), al quale si aggiunge una proposta creativa, ma allo stesso tempo remunerativa, in grado di avvicinare il pubblico all'arte attraverso lo storytelling.

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