A Monaco l’arte è viva

Tour tra Street Art e gallerie d'arte contemporanea

Building Bridges è il titolo degli interventi che gli artisti hanno creato sui pilastri del ponte che attraversa la fermata Candidplatz
 

Eleonora Zamparutti

12/10/2017

Se chiedete in giro, tutti vi daranno la stessa risposta. A Monaco il costo della vita è troppo caro perché gli artisti possano permettersi di viverci. Gli artisti, per definizione “squattrinati” spesso preferiscono altre città per vivere. Berlino è sempre in testa alla classifica, ma anche Colonia, Lipsia si candidano a diventare nuove destinazioni “emergenti”.
 
D’altra parte Monaco, non da oggi, è una città di collezionisti.  Lo spirito del re “illuminato” Ludovico I di Baviera, grande collezionista e amante dell’arte, aleggia ancora per i grandi viali di questa città che è una delle più vivaci piazze culturali del mondo tedesco. E quindi gli artisti ci vengono eccome a Monaco di Baviera, almeno a trovare i compratori del loro lavoro.
 

Un intervento di urban art all'esterno del Museo Egizio di Monaco | Foto: Giorgia Bombino © ARTE.it 2017

E così il contrasto apparente tra ciò che è razionale e ciò che emerge da questa città così viva, si trasferisce presto anche nella topografia cittadina.
Se a ben guardare le vie di Monaco, così ordinate e pulite, potrebbero sembrare poco adatte all’arte di strada, sorprende scoprire che i graffiti e la street art hanno una lunga tradizione qui, lungo le sponde del fiume Isar che da decenni ospitano interventi di vario genere.  
 
Street art: hot spot in città
Tanto per cominciare la Street Art a Monaco è legale.
L’amministrazione cittadina definisce quali sono gli spazi in cui gli artisti possono intervenire e li affida loro attraverso concorsi che sono gestiti da tre istituzioni indipendenti che hanno come scopo quello di coinvolgere gli artisti da tutto il mondo.
 
Si sa l’arte di strada è effimera, e quello che c’è oggi potrebbe sparire domani.
Tuttavia gli hot spot dove ammirare numerosi interventi di street art sono sicuramente tre Alter Schlachthof (all’angolo tra Tumblinger Straße e Ruppertstraße), Isar Fan I (il sottopassaggio per i pedoni a Reichenbachbrücke) e Candidplatz.
A CandidPlatz in particolare gli artisti hanno creato opere d'arte sui pilastri del ponte che attraversa la fermata Candidplatz. Il titolo del progetto è "Building Bridges" ed è parte è parte di uno sforzo per abbellire l'area Untergiesing.
 
Se siete di passaggio in città, altri due indirizzi vanno assolutamente segnati in agenda.
Per ammirare il lavoro dell’italiano Ericailcane basta andare al numero 43 di Tulbeckstrasse (poco distante dalla fermata della metro Schwanthalerhöhe).
Per il grande Shepard Fairey bisogna raggiungere Landshuter Allee 54 (a due passi dalla fermata dei bus Landshuter Allee). La fatica verrà ripagata.
 
Da non perdere un salto al MUCA, la galleria di arte urbana, street art e arte contemporanea. Nata dalla passione di 6 collezionisti, il MUCA inizialmente operava esclusivamente come agenzia per la curatela degli spazi espositivi all’aperto. Poi nel tempo si è dotato di una sede espositiva (al civico 12 di Hotterstraße) e di due residenze per artisti.

MUCA Foto: Giorgia Bombino  © ARTE.it, 2017
L'edificio del MUCA a Monaco di Baviera | Foto: Giorgia Bombino © ARTE.it 2017
 
Le gallerie d’arte da tenere a mente
E’ vasta l’offerta di gallerie private a Monaco di Baviera. Di tutti gli indirizzi ne abbiamo selezionati alcuni, per diverse ragioni.
La Galerie Jo Van Deloo,piccolo spazio a Theresienstrasse 48 a due passi dal Museo Brandhorst, è stata fondata nel 2011. Il proprietario, lui stesso un fotografo, ha come vocazione quella di tenere un occhio aperto sulla produzione giovani artisti emergenti e internazionali. L’intenzione del progetto è quello di creare una piattaforma di dialogo tra artisti, collezionisti e curatori.

Galerie Jo Van Deloo Foto: Giorgia Bombino  © ARTE.it, 2017
La Galerie Jo Van Deloo a Monaco di Baviera: il proprietario (nella foto, a sinistra) e l'artista Andreas Chwatal (a destra) | Foto: Giorgia Bombino © ARTE.it 2017

Poco distante la Galerie Barbara Gross opera dal 1988. Fin dall’inizio si è data la missione di offrire una finestra di visibilità per presentare i lavori di artisti femminili eccezionali che, in quei tempi, erano in gran parte sottorappresentati sia nel mercato dell'arte che nei musei. Tra i nomi promossi dalla galleria e presentati per la prima volta in Germania spiccano Louise Bourgeois, Nancy Spero, Maria Lassnig, Kiki Smith, Ana Mendieta, Jana Sterbak e Eva Hesse.
 
La Galerie Rüdiger Schöttle (al civico 41 di Amalienstrasse) compierà 50 anni di attività nel 2018. Nella scuderia può contare su artisti del calibro di Candida Höfer e Goshka Macuga. La galleria ha iniziato l’attività promuovendo l’arte concettuale negli anni Settanta. Ha proseguito nel decennio successivo portando avanti i lavori dei giovani fotografi dell’Accademia. Oggi guarda con interesse al mercato dei giovani pittori cinesi.

nterno della Galerie Rüdiger Schöttle a Monaco di Baviera. Foto: Giorgia Bombino © ARTE.it, 2017
L'interno della Galerie Rüdiger Schöttle a Monaco di Baviera | Foto: Giorgia Bombino © ARTE.it 2017

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