A Palazzo Reale dal 9 ottobre al 6 gennaio
Art from Inside: nove capolavori svelati dalle tecnologie della medicina
Art from Inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, Palazzo Reale. Foto Carlotta Coppo
Francesca Grego
08/10/2025
Milano - Quante informazioni si celano dentro un’opera d’arte? Come è possibile ricostruire la genesi di capolavori realizzati centinaia di anni fa? In che modo scienza e tecnologia possono aiutarci a studiare l’arte e a prendercene cura? Lo racconta la mostra Art from Inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, inaugurata oggi a Palazzo Reale, un viaggio sotto la pelle di nove tesori d’arte restaurati di recente, ripercorrendo passo dopo passo le indagini diagnostiche condotte dagli esperti per portare alla luce la “vita segreta” di ogni opera, ovvero ripensamenti dell’artista, variazioni compositive, stratificazioni di materiali e figure, e perfino cambi di committenza. In programma da domani, giovedì 9 ottobre, fino al prossimo 6 gennaio, la mostra invita i visitatori a immergersi nei processi creativi di maestri come Caravaggio, Piero della Francesca, Beato Angelico, Piero del Pollaiolo, Giovanni Antonio Boltraffio, Giovanna Garzoni, per finire con un prezioso violino settecentesco di Lorenzo Storioni, tra i più illustri liutai della scuola cremonese.
Non tutti sanno che molte delle tecnologie impiegate per la ricerca sulle opere d’arte sono le stesse usate in ambito medico per conoscere lo stato di salute del corpo umano. Non è un caso perciò che l’esposizione milanese sia frutto della collaborazione di Palazzo Reale con Fondazione Bracco, leader globale nella diagnostica per immagini e dei mezzi di contrasto, con una lunga esperienza alle spalle nell’applicazione delle tecniche di imaging non invasivo allo studio e alla conservazione in campo artistico. “Per noi l’arte e la scienza sono due facce dello stesso amore per il sapere e il bello che, da sempre, accende il desiderio degli uomini. Siamo convinti dell’importanza e della forza generativa dell’incontro tra saperi diversi”, ha dichiarato Diana Bracco, presidente della fondazione: “Le tecnologie nate per la cura del corpo umano possono diventare strumenti di indagine preziosi anche per ‘prendersi cura’ delle opere d’arte, rivelandone l’anima nascosta e contribuendo in modo significativo al loro restauro, alla loro tutela e valorizzazione”.
Otto stazioni compongono il percorso a Palazzo Reale, che si avvale della consulenza scientifica di un team coordinato da Isabella Castiglioni, docente di fisica applicata all’Università degli Studi di Milano-Bicocca nonché direttore scientifico del CDI - Centro Diagnostico Italiano, e dello storico dell’arte Stefano Zuffi. Protagoniste sono nove celebri opere d’arte realizzate dal Quattrocento al Settecento, tra cui la Buona Ventura di Caravaggio, il San Nicola da Tolentino di Piero della Francesca, il Ritratto di giovane donna del Pollaiolo e uno splendido scomparto dell’Armadio degli Argenti del Beato Angelico. Capolavori apparentemente già noti in ogni dettaglio, che grazie a radiografie, immagini all’infrarosso, fotografie falso colore (infrarosso e ultravioletto) riservano sorprese insospettate: indizi e particolari invisibili a occhio nudo, pentimenti, stratificazioni, cambi di programma, ma anche intuizioni e segreti che ci avvicinano al gesto creativo dei maestri della pittura italiana. Un mondo per la prima volta pienamente accessibile al grande pubblico, grazie all’allestimento semplice e coinvolgente, a ingresso gratuito in una sede frequentata ogni giorno da centinaia di visitatori, dedicato a chi si avvicina all’arte con il desiderio di andare oltre la superficie con spirito critico e curiosità.
Non tutti sanno che molte delle tecnologie impiegate per la ricerca sulle opere d’arte sono le stesse usate in ambito medico per conoscere lo stato di salute del corpo umano. Non è un caso perciò che l’esposizione milanese sia frutto della collaborazione di Palazzo Reale con Fondazione Bracco, leader globale nella diagnostica per immagini e dei mezzi di contrasto, con una lunga esperienza alle spalle nell’applicazione delle tecniche di imaging non invasivo allo studio e alla conservazione in campo artistico. “Per noi l’arte e la scienza sono due facce dello stesso amore per il sapere e il bello che, da sempre, accende il desiderio degli uomini. Siamo convinti dell’importanza e della forza generativa dell’incontro tra saperi diversi”, ha dichiarato Diana Bracco, presidente della fondazione: “Le tecnologie nate per la cura del corpo umano possono diventare strumenti di indagine preziosi anche per ‘prendersi cura’ delle opere d’arte, rivelandone l’anima nascosta e contribuendo in modo significativo al loro restauro, alla loro tutela e valorizzazione”.
Otto stazioni compongono il percorso a Palazzo Reale, che si avvale della consulenza scientifica di un team coordinato da Isabella Castiglioni, docente di fisica applicata all’Università degli Studi di Milano-Bicocca nonché direttore scientifico del CDI - Centro Diagnostico Italiano, e dello storico dell’arte Stefano Zuffi. Protagoniste sono nove celebri opere d’arte realizzate dal Quattrocento al Settecento, tra cui la Buona Ventura di Caravaggio, il San Nicola da Tolentino di Piero della Francesca, il Ritratto di giovane donna del Pollaiolo e uno splendido scomparto dell’Armadio degli Argenti del Beato Angelico. Capolavori apparentemente già noti in ogni dettaglio, che grazie a radiografie, immagini all’infrarosso, fotografie falso colore (infrarosso e ultravioletto) riservano sorprese insospettate: indizi e particolari invisibili a occhio nudo, pentimenti, stratificazioni, cambi di programma, ma anche intuizioni e segreti che ci avvicinano al gesto creativo dei maestri della pittura italiana. Un mondo per la prima volta pienamente accessibile al grande pubblico, grazie all’allestimento semplice e coinvolgente, a ingresso gratuito in una sede frequentata ogni giorno da centinaia di visitatori, dedicato a chi si avvicina all’arte con il desiderio di andare oltre la superficie con spirito critico e curiosità.
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