Tutte le mostre del museo milanese dedicato all’arte contemporanea

Dopo il successo dell'Art Week il Museo del Novecento guarda ai prossimi appuntamenti

Sala Fontana, Museo del Novecento, courtesy © Comune di Milano Ph: Thomas Pagani
 

Samantha De Martin

06/04/2022

Milano - Mentre cala il sipario sulla Milano Art Week che, in concomitanza con miart ha trasformato Milano nella roccaforte indiscussa del contemporaneo, il Museo del Novecento fa un bilancio dell’evento appena trascorso snocciolando gli appuntamenti in corso e i prossimi che verranno.
Senza dubbio per il Museo di piazza Duomo la settimana dell’arte da poco conclusasi è stata un’edizione di successo, come confermano gli oltre mille i biglietti staccati dal Museo del Novecento nella sola giornata di sabato 2 aprile durante l’ingresso gratuito offerto da Banca Generali, e la lunga serpentina di visitatori in coda dal sagrato del Duomo fino al Palazzo dell’Arengario. Un dato che non smentisce il fascino esercitato dall’arte contemporanea (e dal museo milanese che ne accoglie le più illustri voci) su appassionati e semplici curiosi.
E non è un caso che, tra le iniziative dell’Art Week, ampio riscontro di pubblico abbia registrato anche la BG Art Gallery, il nuovo spazio espositivo di Banca Generali che ha dato il benvenuto a oltre 300 visitatori concedendo l’opportunità di ammirare gratuitamente una selezione di opere dalla collezione della Banca. Fascino e potere del contemporaneo.


Visitatori in coda davanti al Museo del Novecento | Courtesy Banca Generali

“Siamo felici dello straordinario successo registrato dal Museo del Novecento in occasione dell’apertura gratuita che abbiamo organizzato in collaborazione col Comune di Milano durante Milano ArtWeek 2022 - commenta Michele Seghizzi, direttore Marketing e Relazioni Esterne di Banca Generali -. La voglia di arte dei milanesi, e non solo, è stata confermata anche dal numero di visitatori che hanno messo la nostra BG ArtGallery all’interno del loro circuito personale di fruizione artistica. Si tratta di dati che non possono che renderci entusiasti, confermando ancora una volta il ruolo dell’arte come volàno per la ripartenza sociale dopo due anni resi complicati dalla pandemia. Per questo vogliamo continuare il nostro impegno per offrire il nostro contributo non solo alla città di Milano, ma all’intero panorama dell’arte contemporanea italiana”.

Intanto il Museo del Novecento snocciola il suo palinsesto di mostre in corso e di appuntamenti che verranno.
Fino al prossimo 29 maggio il percorso Antonio Scaccabarozzi. Progettare sconfinare a cura di Gabi Scardi, con il supporto dell'Associazione Archivio Antonio Scaccabarozzi, nello spazio degli Archivi al quarto piano del Museo, porterà avanti l'indagine sull'arte italiana della seconda metà del XX secolo. La mostra ripercorre l’attività dell’artista di Merate, tra pittura, disegno e installazioni ambientali, attraverso i lavori provenienti dall’Associazione Archivio Scaccabarozzi e da collezioni private, molte esposte per la prima volta, che ne raccontano il lavoro nell’arco di cinquant’anni.


Antonio Scaccabarozzi, AMBIENTE, Sleeper Gallery, Edimburgo, 2004

Ci sarà tempo invece fino al 25 settembre per visitare la mostra Invito 2022 dedicata a Diego Perrone, Premio ACACIA 2022, a cura di Gemma Testa e Iolanda Ratti. L’artista si serve di materiali e tecniche diverse - dal video alla fotografia, dalla pittura al disegno - per sovrapporre immagini di luoghi, persone, oggetti, animali generando aspetti sorprendenti e stranianti attraverso un rigoroso processo di “alterazione” che stimola nello spettatore un confronto con le proprie strutture culturali.

Le iniziative del Museo del Novecento coinvolgono anche il pubblico da casa attraverso una mostra online, "visibile" fino al 30 aprile su Google Art & Culture, che celebra i 100 anni di crowdfunding civico ante litteram.
Nel 2020 il museo milanese ha infatti festeggiato un secolo dall’acquisto del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, un’opera iconica per la città, oggi esposta in uno spazio dedicato, che apre il percorso di visita del museo. Esempio precoce di crowdfunding civico, il grande dipinto accoglie il pubblico con la sua potente storia impregnata di passioni e ideali dell’epoca, correnti e stili artistici del Novecento, ma anche legata alla sfera privata del suo autore.

Era il mese di maggio del 1920 quando Il Quarto Stato approdava alla Galleria d’Arte di Lino Pesaro, in via Manzoni, dove era stata allestita una mostra monografica dedicata a Pellizza da Volpedo, a cura di Ugo Ojetti. L’esposizione nella Milano del sindaco socialista Emilio Caldara riscosse grande successo di pubblico e critica. A svelare perché sarà la mostra online Il Quarto Stato. Cronaca di un acquisto, ripercorrendo le vicende che ruotano intorno all’iconico dipinto.


Giuseppe Pellizza da Volpedo, Quarto Stato, 1898-1901, 293x545 cm. Museo del Novecento, Milano

Ma l’evento più atteso è senza dubbio l’arrivo della Collezione Mattioli che trasformerà il museo in un’autentica cittadella del Futurismo. A partire dal prossimo ottobre le 26 opere della Collezione Mattioli, un valore assicurativo di quasi 143 milioni di euro e nel 1973 dichiarata dallo Stato indivisibile in quanto “insostituibile testimonianza di momenti capitali della pittura italiana di questo secolo tra il 1910 e il 1920, essenzialmente per il futurismo e la metafisica”, andranno a inserirsi armonicamente nel nuovo allestimento dell’Arengario, che sarà presentato al pubblico il prossimo 30 settembre.

Nel Palazzo dell’Arengario, i pezzi della raccolta di Gianni Mattioli - amico fraterno di Fortunato Depero - dal quale appena diciottenne, ricevette in dono il primo pezzo della sua collezione e appassionato “fiancheggiatore” del movimento futurista - troveranno ottima compagnia: sommando le 35 opere già presenti a quelle in arrivo, il nucleo futurista del Museo del Novecento raggiungerà quota 61 tra dipinti e sculture, caratterizzandosi come il fondo di opere futuriste più ampio al mondo.

Nell’attesa, l’istituzione milanese porta avanti il dialogo interdisciplinare tra le arti, caratteristico della contemporaneità, ponendo sotto la lente la figura dell'architetto, designer, teorico e critico, Aldo Rossi. Per la prima volta, dal 29 aprile al 2 ottobre, oltre 350 oggetti, tra arredi prototipi, dipinti, modelli, studi e disegni realizzati dal 1960 al 1997 da uno dei protagonisti della cultura visiva del XX secolo, guideranno al Museo del Novecento il percorso espositivo dal titolo Design 1960-1997. Un viaggio in nove sale nell'universo del primo italiano vincitore, nel 1990, del Premio Pritzker.


Giacomo Balla, Mercurio passa davanti al Sole, 1910. Collezione Mattioli I Jackrosso, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

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