A Milano dal 13 aprile al 17 settembre un dialogo tra l'arte italiana e gli Stati Uniti

La “riscoperta” dell'America negli artisti italiani del '900

Museo del Novecento | Tano Festa, Cielo Newyorkese, 1966, Acrilico su tela, Mart, Museo di Arte Moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Collezione VAF – Stfung | © MART - Archivio Fotografco e Mediateca
 

Samantha De Martin

13/04/2017

Milano - Ci sono i Grattacieli e i tunnel di Depero, la Ragazza che corre sul balcone di Giacomo Balla, Il cielo newyorkese descritto da Tano Festa e ancora i Manichini in riva al mare ritratti da de Chirico, tra i pezzi di America tradotti in tela dallo sguardo dei grandi maestri italiani del Novecento, esposti nel cuore di Milano.
New York, raccontata dagli artisti italiani che l'hanno frequentata o semplicemente “immaginata” da lontano, dai primi anni del ventesimo secolo fino ai mitici Sessanta, sarà protagonista di un percorso che dal 13 aprile al 17 settembre si snoderà a Milano tra il Museo del Novecento e le Gallerie d'Italia.

New York New York. Arte italiana: la riscoperta dell'America, a cura di Francesco Tedeschi con Francesca Pola e Federica Boragina, passa in rassegna 150 opere di artisti italiani che hanno viaggiato, soggiornato, lavorato, esposto negli Stati Uniti, e in particolare a New York, o che hanno semplicemente “sognato” il nuovo mondo alla ricerca di uno spirito libero e di modelli differenti rispetto alla vecchia Europa.
Si tratta di un itinerario stimolante e articolato che ha inizio dagli anni Venti, quando Fortunato Depero, nell'autunno del 1928, raggiungeva gli Stati Uniti diventando il simbolico punto di partenza dell'incontro con la realtà americana.
Negli spazi del Museo del Novecento trova quindi posto l'immaginario americano - e in particolare il rapporto intenso con la città di New York - racchiuso nelle opere di Giorgio de Chirico, Tano Festa, Fortunato Depero, Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Alberto Savinio, Toti Scialoja. Tra le sale del museo di via Marconi, lo spettatore incontra due sezioni. La prima illustra le conseguenze dell'incontro, avvenuto tra la fine degli anni Venti e la seconda guerra mondiale, con la realtà americana, nei lavori di de Chirico, Depero e Cagli. La seconda ospita una serie di opere dedicate a New York da autori che ne hanno subito il fascino tra gli anni Cinquanta e Sessanta, oltre a una selezione di lavori ispirati a John F. Kennedy. Una sezione a parte è dedicata, al quarto piano, alla fotografia di Ugo Mulas, oltre 500 scatti che caratterizzano le fasi di crazione ed eleborazione del volume fotografico New York: arte e persone.

Nelle Gallerie d'Italia a Piazza Scala, sede museale milanese di Intesa Sanpaolo, vengono invece illustrati i rapporti con le istituzioni, le gallerie e i collezionisti americani che hanno valorizzato la presenza artistica italiana sul territorio americano. Capolavori di Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Renato Guttuso si intrecciano alle opere di Carla Accardi, Alberto Burri, Mario Schifano, Emilio Vedova, in un percorso che enfatizza il fecondo dialogo tra gli illustri pennelli dell'arte italiana e le voci d'oltreoceano, da Alexander Calder a Franz Kline, da Arshile Gorky a Cy Twombly.

Questa nuova “scoperta dell'America” da parte dell'arte italiana, lungi dal provocare una sua subordinazione a tendenze e modelli “esterofili”, ne ha consentito piuttosto l'affermazione sulla scena internazionale grazie al contributo di importanti musei e gallerie. 
«Questa mostra - spiega il curatore Francesco Tedeschi - racconta tante storie, come sono infinite le vicende individuali che vanno a formare un contesto di relazioni. Le storie di chi pensa di trovare la propria casa in un mondo nuovo, di chi si mette in viaggio per conoscere, di chi aspira a modelli differenti e più liberi di quelli che si trova accanto, di chi analizza e critica un'esperienza inevitabile per partecipare a pieno titolo della propria epoca».


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