Al Museo Hermann Hesse, nella frazione svizzera di Montagnola, fino al 2 febbraio

Hermann Hesse e Theodor Heuss, un'amicizia in tempi mutevoli nel segno dell'arte

Hermann Hesse e Theodor Heuss a Sils Maria anni '50. Foto: Andreas Pedrett (1892-1977) © Max Galli, Basel
 

Samantha De Martin

17/06/2019

Mondo - Un profondo amore per l’arte del disegno e la letteratura, la comune origine sveva, ma soprattutto una reciproca stima, testimoniata dai lunghi scambi epistolari, oltre alla comune fermezza nel difendere gli altri rimanendo fedeli alle proprie convinzioni, sebbene lontane dai dogmi imposti dallo spirito del tempo.
Sono alcuni dei fattori che hanno caratterizzato l’amicizia tra lo scrittore e premio Nobel per la letteratura, Hermann Hesse, e il primo Presidente della Repubblica Federale Tedesca, Theodor Heuss. Un lungo sodalizio divenuto il fil rouge della mostra “Hermann Hesse e Theodor Heuss - un rapporto di amicizia in tempi mutevoli", ospitata fino al 2 febbraio 2020 al Museo Hermann Hesse di Montagnola, nel distretto di Lugano, in Canton Ticino. Il percorso si inserisce tra le celebrazioni che ricordano i cento anni dall'arrivo dello scrittore in Ticino, presso l'appartamento della Casa Camuzzi di Montagnola, dove Hesse visse dal 1919 al 1931.

Dai primi contatti professionali - avviati quando entrambi erano due giovani cultori della letteratura - agli ultimi anni della loro carriera, il percorso di amicizia ha inizio con la recensione di un libro che il ventiduenne Theodor Heuss, all’epoca redattore della rivista Die Hilfe di Berlino, dedicò nel 1906 alla raccolta di racconti Diesseits di Hesse. Già in quell'epoca il giovane e noto scrittore di tendenza liberale si batteva per l’estensione dei diritti democratici nell’Impero tedesco.
In questi anni furono pochi gli incontri tra i due di cui abbiamo notizia certa. Fu proprio Theodor Heuss, nel 1915, nel pieno della Prima guerra mondiale, a difendere Hermann Hesse dall’accusa di essere un traditore della patria, attraverso un dettagliato e oggettivo articolo pubblicato su un quotidiano.
“Con queste righe - scriveva Heuss - ho voluto pregare il lettore affinché resti diffidente nei confronti degli slogan che oggi più che mai ottundono i sensi.”
Queste parole, che connotano la comune fermezza nel rimanere fedeli alle proprie convinzioni nonostante i tempi difficili, costituiscono un elemento significativo importante per descrivere l’amicizia tra i due.

E fu sempre Theodor Heuss, ventidue anni dopo, in epoca nazista, a pubblicare l’unico contributo giornalistico che celebrava l’opera del grande scrittore in occasione del suo sessantesimo compleanno. Gli incontri personali si tennero spesso a distanza di molti anni, tuttavia il contatto si mantenne sempre vivo attraverso lettere e pubblicazioni.
Queste lettere, accanto alle fotografie, agli articoli di giornale e ai libri che documentano l’evoluzione di questa lunghissima amicizia, sono esposti in mostra assieme agli oggetti - provenienti dal lascito di Theodor Heuss - come la selezione di acquarelli realizzati durante i soggiorni in Ticino e in Engadina - che illustrano il grande amore di Heuss per l’arte.

Si dovrà attendere il 1945 per assistere all’età degli onori e dei pubblici riconoscimenti per entrambi. L’autore di Siddhartha fu presto insignito di premi e ordini di merito e le sue opere raggiunsero milioni di lettori in tutto il mondo, mentre Theodor Heuss divenne il primo Presidente della Repubblica Federale Tedesca, contribuendo a stabilire i primi, cauti contatti tra il giovane stato e i partner internazionali.

Erano gli anni Cinquanta quando Heuss fece visita a Hermann Hesse a Montagnola ed entrambi si riconobbero come interlocutori vivaci, intelligenti e pieni di umorismo.
Concepita dalla Fondazione Hermann Hesse, sotto il Patronato dell’Ambasciata tedesca di Berna, la mostra sarà accompagnata dalla pubblicazione di un libro in tedesco e italiano edito da Schwabe Verlag Basel.

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