Al Museé d’Orsay Il maestro impressionista in due mostre
Parigi celebra Renoir, pittore dell’amore e della gioia di vivere
Auguste Renoir, Dance at Le Moulin de la Galette, 1876, Musée d'Orsay, Paris | Courtesy RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt / Distributed by AMF
Francesca Grego
19/03/2026
Mondo - So bene quanto sia difficile far ammettere alla gente che un grande dipinto può essere tale pur restando gioioso”, ha affermato Pierre-Auguste Renoir. E anche in seguito la serenità e il buonumore che spirano dalle sue tele hanno fatto sì che molti le considerassero poco in sintonia con la modernità. Oggi il vento è cambiato, e la gioia di vivere diventa una carta vincente nelle mani del maestro impressionista: lo testimonia la grande mostra Renoir e l’amore. La modernità felice (1865-1885), al Musée d’Orsay fino al prossimo 19 luglio, organizzata dal museo parigino in collaborazione con la National Gallery di Londra - dove sarà visitabile a partire dal ottobre - e dal Museum of Fine Arts di Boston. Per la prima volta dopo quasi 40 anni tornano a essere esposti insieme alcuni capolavori iconici creati dall’artista nella prima parte della carriera: La colazione dei canottieri (Phillips Collection, Washington), Gli ombrelli (National Gallery, Londra), La Grenouillère (Nationalmuseum, Stoccolma), il Ballo a Bougival (Museum of Fine Art, Boston), La Passeggiata (J. Paul Getty Museum, Los Angeles), ma soprattutto il Ballo al Moulin de la Galette, gioiello del Musée d’Orsay di cui ricorre il centocinquantesimo anniversario.
Una selezione di dipinti talmente noti e amati dal pubblico contemporaneo che oggi non è facile coglierne l'originalità per l’epoca in cui furono realizzati. È proprio questo l’obiettivo della mostra, che mette in luce lo sguardo estremamente personale con cui Renoir si avvicina alla modernità e ai cambiamenti dell’ultimo scorcio del XIX secolo. In primo piano nell’approccio del pittore ci sono le relazioni e l’empatia nei confronti dei modelli: nelle sue “scene di vita moderna” l’individualità delle persone balza all’occhio al pari dei legami tra loro, in un'evidente armonia di insieme. L’atteggiamento socievole ed empatico di Renoir si esprime nei temi delle opere (danze, pasti, conversazioni), così come nel modo dipingere: dalla luce avvolgente ai gesti dei personaggi, dai colori bilanciati alle pennellate fluide, tutto concorre a creare un senso di unità.
Il percorso espositivo punta poi l’attenzione sull'interesse dell’artista per le giovani coppie, per sfatare lo stereotipo di una pittura “sentimentale”. In realtà Renoir evita le narrazioni romantiche e l’espressione diretta delle emozioni. Secondo la tesi della mostra, i suoi dipinti “amorosi” sarebbero da collegare invece a una vita bohèmien lontana dai legami istituzionalizzati e dalle norme borghesi dominanti nella Francia dell’epoca, e alla ricerca della felicità anche in relazioni allora considerate illegittime. “I suoi quadri di grande formato dedicati alle coppie felici e alla convivialità - scrivono i curatori dell’esposizione - appaiono come manifesti contro la violenza dei rapporti di genere, gli antagonismi di classe e la crescente solitudine della vita urbana”. Nella sua ariosa leggerezza, suggerisce ancora l’allestimento al Musée d’Orsay, il maestro impressionista sarebbe l’erede dei pittori del XVIII secolo da lui amati: le sue danze e i suoi pranzi potrebbero essere lette come versioni moderne delle fêtes galantes settecentesche, promesse di libertà nella Parigi tra la fine del Secondo Impero e l'inizio della Terza Repubblica. Motore dell’arte di Renoir, l’amore è qui inteso come una forza complessa e pervasiva, che governa le relazioni umane e caratterizza l’approccio dell’artista verso il mondo e la pittura stessa.

Pierre-Auguste Renoir, Danza a Bougival, 1883, olio su tela, cm 181,9x98,1 (© Museum of Fine Arts, Boston)
Ma non finisce qui. Al Musée d’Orsay il pittore della gioia di vivere è protagonista anche di un altro importante progetto: organizzata in collaborazione con la Morgan Library & Museum di New York e in corso fino al prossimo 19 luglio, Renoir Disegni è la prima grande mostra dedicata alle opere su carta del maestro impressionista e mette in evidenza l’importanza delle tecniche grafiche nell’evoluzione della sua arte. Considerato un grande pittore e colorista, a lungo Renoir è stato invece ritenuto un disegnatore mediocre. Eppure Berthe Morisot osservava già nel 1886, dopo una visita nel suo studio: “È un disegnatore di prim'ordine; sarebbe interessante mostrare al pubblico tutti i suoi studi preparatori per un singolo dipinto”. Più tardi le abilità grafiche di Renoir avrebbero trovato un ammiratore fervente in Pablo Picasso, che acquisì uno dei disegni a sanguigna più spettacolari, lo studio per La Coiffure del 1900-1901, presentato a conclusione del percorso parigino. In mostra oltre 100 opere riunite da collezioni di tutto il mondo - inclusi fogli mai esposti prima - raccontano i rapporti del pittore francese con il disegno per tutto l’arco della carriera, con un’attenzione speciale per la fase centrale quando, ispirandosi a Raffaello e a Ingres, l’artista si dedicò con nuova enfasi alla linea.
L’esposizione offre poi uno sguardo ravvicinato sui processi creativi di Renoir, illustrando le sue ricerche su luce, forma e colore. In primo piano, la libertà e la naturalezza con cui il maestro si avvicinò a un'ampia gamma di tecniche: disegni a grafite, matita Conté, pietra nera, carboncino, penna e inchiostro, pastelli, acquerelli, gouache e altro ancora. La sanguigna occupa un posto speciale in questo repertorio, diventando il medium preferito a partire dagli anni Ottanta dell'Ottocento, grazie alla flessibilità del tratto, alla tonalità rossa che evoca l'incarnato e al legame con maestri del XVIII secolo come Jean-Antoine Watteau, François Boucher e Jean-Honoré Fragonard, che Renoir ammirava.

Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri, 1880-1882, Olio su tela, 172.5 x 129.5 cm, Washington, Phillips Collection
Una selezione di dipinti talmente noti e amati dal pubblico contemporaneo che oggi non è facile coglierne l'originalità per l’epoca in cui furono realizzati. È proprio questo l’obiettivo della mostra, che mette in luce lo sguardo estremamente personale con cui Renoir si avvicina alla modernità e ai cambiamenti dell’ultimo scorcio del XIX secolo. In primo piano nell’approccio del pittore ci sono le relazioni e l’empatia nei confronti dei modelli: nelle sue “scene di vita moderna” l’individualità delle persone balza all’occhio al pari dei legami tra loro, in un'evidente armonia di insieme. L’atteggiamento socievole ed empatico di Renoir si esprime nei temi delle opere (danze, pasti, conversazioni), così come nel modo dipingere: dalla luce avvolgente ai gesti dei personaggi, dai colori bilanciati alle pennellate fluide, tutto concorre a creare un senso di unità.
Il percorso espositivo punta poi l’attenzione sull'interesse dell’artista per le giovani coppie, per sfatare lo stereotipo di una pittura “sentimentale”. In realtà Renoir evita le narrazioni romantiche e l’espressione diretta delle emozioni. Secondo la tesi della mostra, i suoi dipinti “amorosi” sarebbero da collegare invece a una vita bohèmien lontana dai legami istituzionalizzati e dalle norme borghesi dominanti nella Francia dell’epoca, e alla ricerca della felicità anche in relazioni allora considerate illegittime. “I suoi quadri di grande formato dedicati alle coppie felici e alla convivialità - scrivono i curatori dell’esposizione - appaiono come manifesti contro la violenza dei rapporti di genere, gli antagonismi di classe e la crescente solitudine della vita urbana”. Nella sua ariosa leggerezza, suggerisce ancora l’allestimento al Musée d’Orsay, il maestro impressionista sarebbe l’erede dei pittori del XVIII secolo da lui amati: le sue danze e i suoi pranzi potrebbero essere lette come versioni moderne delle fêtes galantes settecentesche, promesse di libertà nella Parigi tra la fine del Secondo Impero e l'inizio della Terza Repubblica. Motore dell’arte di Renoir, l’amore è qui inteso come una forza complessa e pervasiva, che governa le relazioni umane e caratterizza l’approccio dell’artista verso il mondo e la pittura stessa.

Pierre-Auguste Renoir, Danza a Bougival, 1883, olio su tela, cm 181,9x98,1 (© Museum of Fine Arts, Boston)
Ma non finisce qui. Al Musée d’Orsay il pittore della gioia di vivere è protagonista anche di un altro importante progetto: organizzata in collaborazione con la Morgan Library & Museum di New York e in corso fino al prossimo 19 luglio, Renoir Disegni è la prima grande mostra dedicata alle opere su carta del maestro impressionista e mette in evidenza l’importanza delle tecniche grafiche nell’evoluzione della sua arte. Considerato un grande pittore e colorista, a lungo Renoir è stato invece ritenuto un disegnatore mediocre. Eppure Berthe Morisot osservava già nel 1886, dopo una visita nel suo studio: “È un disegnatore di prim'ordine; sarebbe interessante mostrare al pubblico tutti i suoi studi preparatori per un singolo dipinto”. Più tardi le abilità grafiche di Renoir avrebbero trovato un ammiratore fervente in Pablo Picasso, che acquisì uno dei disegni a sanguigna più spettacolari, lo studio per La Coiffure del 1900-1901, presentato a conclusione del percorso parigino. In mostra oltre 100 opere riunite da collezioni di tutto il mondo - inclusi fogli mai esposti prima - raccontano i rapporti del pittore francese con il disegno per tutto l’arco della carriera, con un’attenzione speciale per la fase centrale quando, ispirandosi a Raffaello e a Ingres, l’artista si dedicò con nuova enfasi alla linea.
L’esposizione offre poi uno sguardo ravvicinato sui processi creativi di Renoir, illustrando le sue ricerche su luce, forma e colore. In primo piano, la libertà e la naturalezza con cui il maestro si avvicinò a un'ampia gamma di tecniche: disegni a grafite, matita Conté, pietra nera, carboncino, penna e inchiostro, pastelli, acquerelli, gouache e altro ancora. La sanguigna occupa un posto speciale in questo repertorio, diventando il medium preferito a partire dagli anni Ottanta dell'Ottocento, grazie alla flessibilità del tratto, alla tonalità rossa che evoca l'incarnato e al legame con maestri del XVIII secolo come Jean-Antoine Watteau, François Boucher e Jean-Honoré Fragonard, che Renoir ammirava.

Pierre-Auguste Renoir, La colazione dei canottieri, 1880-1882, Olio su tela, 172.5 x 129.5 cm, Washington, Phillips Collection
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