Dal 3 dicembre la mostra alle Gallerie d’Italia

A Napoli l'inverno è di Artemisia

Artemisia Gentileschi, Sansone e Dalila, 1630 ca, Napoli, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia - Napoli
 

Francesca Grego

06/09/2022

Napoli - Era l’estate del 1630 quando Artemisia si trasferì a Napoli: a 37 anni, dopo un’esistenza avventurosa e una carriera densa di successi, trovò nella capitale del vicereame spagnolo una nuova casa. Seconda metropoli europea per popolazione dopo Parigi, Napoli offriva una vita culturale alquanto vivace: era ancora fresco il ricordo di Caravaggio, mentre maestri come Josè de Ribera e Massimo Stanzione erano impegnati a impreziosire la città con opere di valore. Alla pittrice non mancarono né i mecenati – da don Antonio Ruffo di Sicilia a re Filippo IV di Spagna - né gli scambi con i migliori artisti presenti sulla piazza. Per la prima volta Artemisia si ritrovò a dipingere tre tele per la stessa chiesa, la Cattedrale di Pozzuoli al Rione Terra, e dimostrò di saper rinnovare la propria arte rispondendo alle trasformazioni del gusto con nuovi soggetti.
 
La signora della pittura seicentesca trovò la capitale borbonica così congeniale al proprio spirito che, salvo un breve soggiorno in Inghilterra, decise di restarci per sempre. Una storia che finora nessuna mostra ha mai raccontato e che a dicembre andrà finalmente in scena nel cuore di Napoli, presso le Gallerie d’Italia in via Toledo. Realizzato in special collaboration con la National Gallery di Londra, il progetto vede il direttore del museo britannico Gabriele Finaldi nel ruolo di specialist advisor ed è curato da Antonio Ernesto Denunzio e Giuseppe Porzio, mentre altre preziose collaborazioni arrivano dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dall’Archivio di Stato di Napoli.
 
Dal prossimo 3 dicembre al 20 marzo 2023 Artemisia Gentileschi a Napoli presenterà un’accurata selezione di opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, con uno spazio speciale riservato alle ricerche più recenti. Temi e soggetti cari alla pittrice negli ultimi vent’anni della sua vita si rincorreranno lungo il percorso della mostra, che esplorerà l’enorme successo incontrato in città da Artemisia e ricostruirà il vibrante contesto del suo lavoro a Napoli.
 
Seguendo il filo dei dipinti scelti dai curatori, potremo immaginare l’artista nella sua fiorente bottega, al lavoro con maestri rinomati in città come Stanzione, Onofrio Palumbo, Bernardo Cavallino. E scopriremo come le sue iconografie e i suoi soggetti siano divenuti presto popolari presso il pubblico partenopeo: da Cleopatra a Giuditta, le eroine femminili amate da Artemisia furono riprese con innumerevoli varianti e immesse sul mercato con successo, evidenziando l’influenza della pittrice sull’ambiente artistico partenopeo. Nascono proprio qui alcuni degli spunti più interessanti del progetto, che scopriremo grazie a una vasta campagna di ricerca condotta per l’occasione.

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