Dal 12 febbraio al 14 giugno a Palazzo Barberini

Bernini e i Barberini: presto una grande mostra a Roma

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli, 1637 - 1638 ca., marmo, h 74.5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello . Su concessione de l Ministero della Cultura – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Riproduzione vietata
 

Samantha De Martin

22/01/2026

Roma - Ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo personale e intellettuale tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.
È uno degli obiettivi dell’attesa mostra intitolata Bernini e i Barberini, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi Che si potrà visitare dal 12 febbraio al 14 giugno presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica.
Realizzata con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, l’esposizione coincide con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana.

In un dibattito ancora aperto sulle origini del Barocco - tra chi lo colloca intorno al 1600, con Carracci e Caravaggio, e chi ne vede la piena affermazione negli anni Trenta del Seicento con Bernini, Pietro da Cortona e Borromini - la mostra trova il suo fulcro nel rapporto tra l’artista e il cardinale Barberini, ponendosi in continuità con le recenti esposizioni di Palazzo Barberini dedicate ai Barberini e al loro contesto artistico, L’immagine sovrana (2023) e Caravaggio 2025. Articolato in sei sezioni, il percorso si soffermerà sulla carriera di Bernini, seguendola dagli esordi alla piena maturità, attraverso capolavori in prestito da musei e collezioni private, molte delle quali esposte per la prima volta in Italia.


Pietro Bernini e Gian Lorenzo Bernini, Putto con drago, 1617 circa, The J. Paul Getty Museum, Los Angeles Marmo, 87.SA.42

Lavori fondamentali come il San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e il Putto con drago del Getty Museum incontrano prestiti eccezionali come Le Quattro Stagioni dalla collezione Aldobrandini che permetteranno di approfondire il confronto tra il padre Pietro Bernini, scultore e artista, e il figlio Gian Lorenzo. In occasione dell’appuntamento romano arriverà per la prima volta a Palazzo Barberini la galleria dei ritratti degli antenati Barberini, capolavori in marmo scolpiti da Bernini, da Giuliano Finelli e da Francesco Mochi, oggi dispersi in collezioni pubbliche e private.

La memoria di Urbano VIII, sarà invece ricordata attraverso busti in marmo e bronzo accostati a uno dei pochissimi dipinti attribuiti con certezza a Gian Lorenzo. La mostra esplora infatti anche il Bernini pittore. Accanto a un importante dipinto ‘pubblico’ sarà esposto il pendant di Andrea Sacchi (entrambe le opere sono un prestito eccezionale della National Gallery di Londra). Non mancheranno disegni, incisioni e modelli che svelano il ruolo dell’artista nei grandi cantieri di San Pietro, dal Baldacchino alla rimodellazione della crociera fino al monumento funebre di Urbano VIII. Uno sguardo più ampio sul gusto barberiniano, promosso dalle Apes Urbanae,chiude il percorso. In dialogo con il maestro vi saranno ance altri artisti dell’epoca, tra cui Guido Reni, e busti raramente esposti, come quelli di Thomas Baker dal Victoria and Albert Museum e di Costanza Bonarelli dal Museo Nazionale del Bargello, oltre a capolavori di Alessandro Algardi e Francois Duquesnoy.