In mostra a Padova dal 29 gennaio

Dai romantici a Segantini. L'Ottocento va in scena con la collezione Oskar Reinhart

Giovanni Segantini, Paesaggio alpino con donna all'abbeveratoio, 1893 circa. Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart I © SIK-ISEA Zurigo. Foto Philip Hitz
 

Francesca Grego

11/11/2021

Padova - Una cavalcata nell’arte europea lunga due secoli, alla scoperta delle relazioni tra i pittori del continente, degli influssi reciproci, delle tendenze comuni e delle peculiarità di ogni paese: è il nuovo progetto Geografie dell’Europa. La trama della pittura tra Ottocento e Novecento, a cura di Marco Goldin, che animerà il panorama espositivo delle prossime stagioni con un ciclo di grandi mostre. La prima è stata presentata oggi a Padova, dove porterà in scena presso il Centro San Gaetano 76 capolavori selezionati all’interno della prestigiosa collezione della fondazione svizzera Oskar Reinhart. 

Dai romantici a Segantini. Storie di lune e poi di sguardi e montagne - questo il titolo dell’esposizione in programma dal 29 gennaio al 5 giugno 2022 - risale all’origine della pittura moderna per immergersi nelle atmosfere sublimi del Romanticismo. Per questo il centro di gravità del percorso sarà la Germania, insieme alla Svizzera, “con la quale condivide, almeno in una parte del secolo, intenzioni simili soprattutto sul versante del realismo”, spiega Goldin. E “proprio la Svizzera”, continua il curatore, “con alcuni incantevoli pittori, da Hodler a Segantini giunto dall’Italia, tra Ottocento e Novecento si mostrerà più aperta verso il nuovo”.


Caspar David Friedrich, Le bianche scogliere di Rügen, 1818. Olio su tela. Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart I © SIK-ISEA Zurigo. Foto Philipp Hitz

Sette sezioni tematiche guideranno i visitatori alla scoperta di pittori come Caspar David Friedrich, presente con cinque dipinti tra cui il celebre Le bianche scogliere di Rügen, e poi Böcklin, Hodler, Wolf, Segantini, nonché Giovanni Giacometti, il padre di Alberto. “L’Ottocento è il secolo della natura”, scrive Goldin nel suo nuovo libro Il giardino e la luna (La nave di Teseo), dedicato all’arte di questo periodo. Immagini fotografiche di grandi formato faranno perciò da sfondo alle opere, in “un’avventura della forma e del colore, con paesaggi meravigliosi e ritratti altrettanto significativi”.


Albert Anker, Louise, la figlia dell'artista, 1874. Olio su tela. Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart I © SIK-ISEA Zurigo. Foto Philipp Hitz

Protagonista dell’esposizione sarà la raccolta di Oskar Reinhart, oggi nella rete del Kunst Museum di Winterthur, le cui opere, dopo aver viaggiato in un memorabile tour tra i grandi musei di Stati Uniti, Germania e Regno Unito, sono rimaste lontane dalle ribalte per quasi 30 anni. “Sono centinaia i dipinti tedeschi e svizzeri conservati nella collezione”, tra i quali spiccano i dipinti di Friedrich in arrivo a Padova, prosegue il curatore. E fu proprio Reinhart a contribuire alla riscoperta del grande pittore tedesco durante una mostra a Berlino nel 1906, dopo un oblio di oltre mezzo secolo.  


Caspar David Friedrich, Donna sulla spiaggia di Rügen, 1818 circa. Olio su tela. Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart I © SIK-ISEA Zurigo. Foto Philipp Hitz

“La mostra sarà un racconto nuovo e pieno di fascino per il pubblico italiano, che verrà condotto a viaggiare, attraverso opere di grande bellezza, entro una pittura che dalla strepitosa modernità dei paesaggi di fine Settecento in Svizzera di Caspar Wolf, che quasi anticipa Turner, arriverà fino a Segantini, procedendo dal romanticismo ai vari realismi sia tedeschi sia svizzeri”, rivela Goldin.


Ferdinand Hodler, Louise-Delphine Duchosal, 1885. Olio su tela. Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart I © SIK-ISEA Zurigo. Foto Philipp Hitz

“Vere e proprie sezioni monografiche saranno dedicate a Böcklin e a Hodler, fino all’Impressionismo tedesco e alle novità, francesizzanti, del colore di pittori svizzeri come Cuno Amiet e Giovanni Giacometti, il papà del grande scultore Alberto. Tra Hodler e Segantini nasce la devozione emozionata per la montagna che è insieme spazio fisico e categoria dello spirito. La mostra ne darà ampia e appassionata testimonianza, innalzando così alla natura un vero e proprio inno”, conclude il curatore. 


Caspar Wolf, Veduta dal Banisegg sul ghiacciaio inferiore del Grindelwald e sul massiccio del Fiescherhorn, 1774. Olio su tela. Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart I © SIK-ISEA Zurigo. Foto Philipp Hitz

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