A Roma dal 20 novembre al 27 gennaio

A Palazzo Cipolla 60 anni di Ennio Calabria

Ennio Calabria, Quando viene l’estate, 1965, olio su tela, 180 x 140 cm
 

Samantha De Martin

20/11/2018

Roma - "La pittura deve porsi come qualcosa che si sente, non come qualcosa che si capisce". È il messaggio più intenso, profondo di Ennio Calabria. Con la sua “pittura di storia” simile a uno strale volto a indagare il mutamento sociale dell’uomo di oggi, senza tralasciare una lucida speculazione filosofica e antropologica, l’artista di Tripoli inaugura una grande rassegna antologica a sessant’anni esatti dalla sua prima personale alla Galleria La Feluca di Roma.

Ad accogliere i lavori di questo “pittore filosofo”, testimoni di una complessa ed irrequieta vitalità e forza visionaria - dove l’idea di arte assurge sempre a bene sociale, con un suo valore radicale, conoscitivo ed etico - sono le sale di Palazzo Cipolla.
Il percorso dal titolo “Ennio Calabria. Verso il tempo dell’essere. Opere 1958-2018”, allestito fino al 27 gennaio, racchiude un’ottantina di opere fra quadri - alcuni dei quali realizzati appositamente per questa mostra - e pastelli che ripercorrono l’intero percorso di questo pittore filosofo, grande protagonista della figurazione visionaria ed esistenziale italiana ed europea. E in questo viaggio a ritroso volto ad approfondire il tempo interiore di Calabria accanto ai principali avvenimenti dell’Italia, vigile è la sua testimonianza. Su tutto dominano, potenti, la forza del colore e il vigore del gesto pittorico.

Fortemente voluta dal Prof. Emmanuele F. M. Emanuele, promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale e realizzata da POEMA, in collaborazione con l’Archivio Calabria e con il supporto tecnico di Civita Mostre, la rassegna è curata da Gabriele Simongini.
«Lungo sessant’anni di ricerca - commenta Simongini - la pittura per Calabria ha sempre avuto un potente valore sociale, in senso ampio, come strumento conoscitivo delle infinite trasformazioni di un mondo passato dalla Guerra Fredda all’attuale dominio globale delle corporazioni hi-tech e di un’Italia ormai irriconoscibile, passata dall’entusiasmo della ricostruzione e del boom economico allo spaesamento dell’odierno ruolo di emblema della crisi europea».

Prendendo avvio da Imponderabile nel circo, opera esposta nella prima personale del 1958, l’itinerario prosegue tra i capolavori più noti dell’artista. La città che scendeFunerali di Togliatti, esposto molto raramente, e ancora Pantheon, Il Traghetto per Palermo, cedono il posto ai lavori dal 2000 ad oggi, fino ai cinque, inediti, realizzati in questi ultimi mesi. Non mancano i ritratti dedicati a Stalin, Italo Calvino, Papa Giovanni Paolo II, gli autoritratti, i pastelli e ad una sintetica scelta di manifesti.

«Ennio Calabria - commenta il Prof. Emmanuele F. M. Emanuele - ha traghettato il figurativismo italiano ed europeo dal secolo scorso ad oggi, imponendosi come un protagonista assoluto sempre in linea con il suo tempo. Dalle opere di questo artista promanano un’energia ed una vitalità che sono specchio del suo approccio critico ed appassionato al mondo che lo circonda».


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