A Roma dal 28 settembre al 20 novembre

Da Manzoni a Fontana, la Milano delle Avanguardie si racconta in una mostra

Lucio Del Pezzo, L'oro era oro, Collage e tecnica mista su carta, 47.5 x 37.5 cm
 

Samantha De Martin

20/09/2022

Roma - La rigogliosa stagione dell’arte a Milano tra gli anni Sessanta e Settanta fiorisce a Roma in una mostra che mette in dialogo i due grandi poli dell’arte in Italia negli anni del boom economico e della rinascita del paese.
Dal 28 settembre al 20 novembre all’Auditorium Conciliazione, “I Favolosi anni 60 e 70 a Milano” travolgono i visitatori in una rivoluzione di visioni e forme espressive nel corso della quale l’opera d’arte subisce una trasformazione radicale nel suo assetto teorico e nella sua natura fisica.

Promosso dalla Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale, presieduta da Emmanuele F. M. Emanuele, e realizzato da Poema in collaborazione con l’Auditorium Conciliazione, il percorso, a cura di Lorenzo e Enrico Lombardi, abbraccia oltre trenta opere dei maggiori protagonisti dell’arte a Milano di quegli anni, riletta nella sua complessità e nelle sue poliedriche declinazioni.


Sergio Sarri, Baroness Steel N. 2, 1973, Tecnica mista e collage su tavola, 35 x 45 cm 

Le quattro sezioni del percorso indagheranno le compresenze, le divergenze, le commistioni e le comunanze di sguardi di un periodo particolarmente felice dal punto di vista creativo. Se l'esposizione si apre con la sezione Arte, Materia e Spazio Verso Lo Zero, con opere di Vincenzo Agnetti, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, le Nouveau Réalisme tra Italia e Francia scandisce la seconda tappa con lavori di Arman, Piero Manzoni, Mimmo Rotella.
La sezione Nuclearismo e Astrazioni - che include opere di Roberto Crippa, Sergio Dangelo, Gianni Dova, Emilio Scanavino - cede alla quarta e ultima tappa, Nei Mondi della Nuova Comunicazione, dove le opere di Valerio Adami, Enrico Baj, Lucio del Pezzo, Bruno Di Bello, incontrano i lavori di Ugo Nespolo, Fabrizio Plessi, Sergio Sarri, Emilio Tadini.


Valerio Adami, Studio per professione pittore, 1974, Acrilico su tela, 97 x 130 cm

Le fasi più innovative delle avanguardie a Milano tra anni Sessanta e Settanta passano attraverso un’astrazione che si apre all’ambiente e allo spazio della vita, travalicano la pittura e la scultura intese in senso tradizionale, per approdare a una visione che si serve spesso dei nuovi materiali della realtà contemporanea o del loro annullamento in una dimensione mentale che culmina nei nuovi esiti concettuali.
“Milano in quegli anni - commenta Emmanuele F. M. Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro - era il fulcro dell’Avanguardia internazionale in cui prendevano forma movimenti e tendenze, dallo Spazialismo all’Arte Nucleare. Non a caso essa era caratterizzata da una forte animazione per così dire più “scientista”, in cui gli artisti, che ne proclamavano la primazia attraverso un serrato confronto con le Avanguardie europee, si connotavano per una visione molto soggettiva della loro creatività: penso a Enrico Baj, Roberto Crippa, Gianni Dova, Ugo Nespolo. Inoltre, mentre gli artisti dell’area romana - Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Renato Mambor e altri - apparivano maggiormente in dialogo con la Pop Art americana, Milano era più in sintonia con il contesto artistico europeo, in particolare con Francia, Belgio e Inghilterra. Le sperimentazioni e l’innovazione di cui gli artisti attivi in quel periodo sulla piazza milanese si fecero portatori hanno rappresentato una svolta culturale non soltanto italiana e segnato indelebilmente un’epoca, rispetto alla quale ancora oggi non me ne sovviene un’altra che possa reggere il confronto”.
La mostra, a ingresso gratuito, con visite guidate a pagamento, sarà aperta da martedì a sabato dalle 12 alle 19.


Arman, Accomulazione di tubetti e sassofono tagliato montato su tela riportato su tavola, 82 x 102 cm 

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