Una mostra racconta la rivista che fu all'avanguardia negli anni '80
Frigidaire, una rivoluzione tra fumetto e arte
Ranxerox è il protagonista dell'omonima serie a fumetti ideata da Stefano Tamburini con Andrea Pazienza e Tanino Liberatore e pubblicata sulla rivista Frigidaire | dalla mostra "FRIGIDAIRE" al Museo di Roma in Trastevere fino al 7 settembre 2025
Luca Muscarà
05/05/2025
Roma - Nel novembre 1980 appare in Italia Frigidaire. Rivista d’avanguardia, tendenze e linguaggi che attraversa arte e fumetto, musica e satira, giornalismo d’assalto e fiction, reportage e politica, Frigidaire rappresenta un unicum dell’editoria italiana. Fin dalla prima iconica copertina dedicata ai Devo, Frigidaire spicca su tutte le testate in edicola, a esplicitare il primato di una ricerca visiva originale che, attraverso le pagine della rivista, si dispiega nelle tavole dei fumetti, nelle foto, nella grafica, per dar forma, insieme ai testi, a una fenomenologia del presente oltre i conformismi ideologici degli anni ’70 (come ben annota Leon Benz).
Il nome della testata evoca la varietà dei contenuti (e delle letture combinatorie possibili) e preannuncia un drastico abbattimento della temperatura: in quei giorni, la vittoria di Reagan su Carter, e il sangue di Lennon sul marciapiede del Dakota un mese dopo, leveranno altre illusioni alle generazioni nate nei ’50 e ’60 che si affacciavano allora alla nuova decade.
Diretta da Vincenzo Sparagna, e pubblicata da Primo Carnera Editore, la redazione di Frigidaire è laboratorio di sperimentazioni. Stefano Tamburini e Andrea Pazienza, Filippo Scozzari e Tanino Liberatore, Massimo Mattioli e lo stesso Sparagna provengono da esperienze diverse, condivise dalla fine dei ’70 su fanzines come Il Male e Cannibale. Insieme a un’ampia rete di collaboratori esterni, con Frigidaire daranno vita a un’esperienza memorabile al passaggio tra quelle due decadi e negli anni a seguire.
Tra le meritorie realizzazioni di Frigidaire va ricordata la falsa prima pagina di Stella Rossa, periodico del ministero della difesa sovietico che, con l’aiuto dei mujahiddin viene clandestinamente affissa nelle vie di Kabul durante l’occupazione sovietica, per invitare i soldati dell’Armata Rossa alla pace. Se essa costituisce un’evoluzione rispetto a quelle de Il Male, l’azione mediatico/artistica esprime insieme un’estetica politica e un rigore intellettuale, che contrastano con le convulsioni delle attuali fake news e propagande incrociate.
Se RanXerox, nella Roma dai molteplici livelli verticali, o Zanardi, restano emblematici di Frigidaire e degli stessi anni ‘80, la rivendicazione esplicita della rivista come fucina del movimento dell’Arte Maivista o Maivismo appare dal 1985. Con oltre 300 opere: disegno e pittura, fotografia e grafica, la mostra, curata da Vincenzo Sparagna, documenta la plurivocità delle tensioni artistiche, ideali e intellettuali che fin dall’inizio si esprimono in Frigidaire, e che attraversano stagioni e generazioni fino all’umbra repubblica di Frigolandia. Al Museo di Roma in Trastevere fino al 7 settembre. Da non perdere.
Il nome della testata evoca la varietà dei contenuti (e delle letture combinatorie possibili) e preannuncia un drastico abbattimento della temperatura: in quei giorni, la vittoria di Reagan su Carter, e il sangue di Lennon sul marciapiede del Dakota un mese dopo, leveranno altre illusioni alle generazioni nate nei ’50 e ’60 che si affacciavano allora alla nuova decade.
Diretta da Vincenzo Sparagna, e pubblicata da Primo Carnera Editore, la redazione di Frigidaire è laboratorio di sperimentazioni. Stefano Tamburini e Andrea Pazienza, Filippo Scozzari e Tanino Liberatore, Massimo Mattioli e lo stesso Sparagna provengono da esperienze diverse, condivise dalla fine dei ’70 su fanzines come Il Male e Cannibale. Insieme a un’ampia rete di collaboratori esterni, con Frigidaire daranno vita a un’esperienza memorabile al passaggio tra quelle due decadi e negli anni a seguire.
Tra le meritorie realizzazioni di Frigidaire va ricordata la falsa prima pagina di Stella Rossa, periodico del ministero della difesa sovietico che, con l’aiuto dei mujahiddin viene clandestinamente affissa nelle vie di Kabul durante l’occupazione sovietica, per invitare i soldati dell’Armata Rossa alla pace. Se essa costituisce un’evoluzione rispetto a quelle de Il Male, l’azione mediatico/artistica esprime insieme un’estetica politica e un rigore intellettuale, che contrastano con le convulsioni delle attuali fake news e propagande incrociate.
Se RanXerox, nella Roma dai molteplici livelli verticali, o Zanardi, restano emblematici di Frigidaire e degli stessi anni ‘80, la rivendicazione esplicita della rivista come fucina del movimento dell’Arte Maivista o Maivismo appare dal 1985. Con oltre 300 opere: disegno e pittura, fotografia e grafica, la mostra, curata da Vincenzo Sparagna, documenta la plurivocità delle tensioni artistiche, ideali e intellettuali che fin dall’inizio si esprimono in Frigidaire, e che attraversano stagioni e generazioni fino all’umbra repubblica di Frigolandia. Al Museo di Roma in Trastevere fino al 7 settembre. Da non perdere.
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