L'archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, ci porta alla scoperta della Domus di Tito Macro
Le meraviglie della domus di Tito Macro
Cristiano Tiussi
28/05/2023
Udine - Il direttore della Fondazione Aquileia, l'archeologo Cristiano Tiussi Erica ci conduce a scoprire la Domus di Tito Macro, la più grande domus 'pompeiana' e i suoi incredibili mosaici, scoperta nel Nord Italia.
Tito Macro e la Domus Tito Macro rappresentano un unicum per una serie di motivi, il primo dei quali è senz'altro l'estensione di questa casa di circa 1.500 metri quadri, una delle più grandi case che siano state rinvenute in Italia settentrionale. E poi perché è l'unica casa di età romana che sia stata integralmente scavata proprio qui ad Aquileia e questo ha fatto sì che il progetto che poi si è sviluppato, il progetto di valorizzazione, abbia puntato anche alla ricostruzione dei volumi che contraddistinguevano una domus rendendo quindi l'idea di come dovesse articolarsi la casa, di quali fossero gli spazi che essa comprendeva anche attraverso le coperture in laterizio che sono state realizzate.
La casa di Tito macro è una casa tipicamente pompeiana per quanto riguarda la sua articolazione: abbiamo un atrio abbiamo, il tablino - cioè il luogo in cui il padrone di casa riceveva i suoi ospiti - abbiamo una grande sala di rappresentanza di quasi 100 metri quadrati. Abbiamo un giardino retrostante che evidentemente dava frescura d'estate all'intero ambiente.
Chi era poi Tito Macro non lo sappiamo con esattezza. Il suo nome compare su un peso di pietra che è stato trovato durante gli scavi all'interno dell'abitazione. Supponiamo che possa trattarsi di un mercante, quindi di una persona che si era arricchita con quei traffici commerciali che ponevano Aquileia veramente al centro della Mediterraneo, in particolare come luogo di scambio tra il Mediterraneo e l'Adriatico e l'entroterra danubiano e balcanico che ancora oggi definiamo mitteleuropa.
Una posizione quindi privilegiata che fece fare un boom ad Aquileia proprio in quel periodo. I mosaici che noi ritroviamo nella Domus di Tito Macro sono mosaici che rappresentano un po' il campionario dell'artigianato musivo di Aquileia in quel periodo. Siamo intorno all'inizio del primo secolo dopo Cristo o al più presto alla fine del primo secolo avanti Cristo e quindi ci danno tutta una serie di indicazioni su quali fossero le caratteristiche e i gusti all'epoca degli aquileisi facoltosi. Quindi abbiamo veramente l'idea di come si sviluppasse in quel periodo questa importante forma di artigianato che effettivamente dà ad Aquileia poi il titolo di "città dei mosaici".
Tito Macro e la Domus Tito Macro rappresentano un unicum per una serie di motivi, il primo dei quali è senz'altro l'estensione di questa casa di circa 1.500 metri quadri, una delle più grandi case che siano state rinvenute in Italia settentrionale. E poi perché è l'unica casa di età romana che sia stata integralmente scavata proprio qui ad Aquileia e questo ha fatto sì che il progetto che poi si è sviluppato, il progetto di valorizzazione, abbia puntato anche alla ricostruzione dei volumi che contraddistinguevano una domus rendendo quindi l'idea di come dovesse articolarsi la casa, di quali fossero gli spazi che essa comprendeva anche attraverso le coperture in laterizio che sono state realizzate.
La casa di Tito macro è una casa tipicamente pompeiana per quanto riguarda la sua articolazione: abbiamo un atrio abbiamo, il tablino - cioè il luogo in cui il padrone di casa riceveva i suoi ospiti - abbiamo una grande sala di rappresentanza di quasi 100 metri quadrati. Abbiamo un giardino retrostante che evidentemente dava frescura d'estate all'intero ambiente.
Chi era poi Tito Macro non lo sappiamo con esattezza. Il suo nome compare su un peso di pietra che è stato trovato durante gli scavi all'interno dell'abitazione. Supponiamo che possa trattarsi di un mercante, quindi di una persona che si era arricchita con quei traffici commerciali che ponevano Aquileia veramente al centro della Mediterraneo, in particolare come luogo di scambio tra il Mediterraneo e l'Adriatico e l'entroterra danubiano e balcanico che ancora oggi definiamo mitteleuropa.
Una posizione quindi privilegiata che fece fare un boom ad Aquileia proprio in quel periodo. I mosaici che noi ritroviamo nella Domus di Tito Macro sono mosaici che rappresentano un po' il campionario dell'artigianato musivo di Aquileia in quel periodo. Siamo intorno all'inizio del primo secolo dopo Cristo o al più presto alla fine del primo secolo avanti Cristo e quindi ci danno tutta una serie di indicazioni su quali fossero le caratteristiche e i gusti all'epoca degli aquileisi facoltosi. Quindi abbiamo veramente l'idea di come si sviluppasse in quel periodo questa importante forma di artigianato che effettivamente dà ad Aquileia poi il titolo di "città dei mosaici".
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