C-arte in-chiostri e scrittura/e
C-arte in-chiostri e scrittura/e, Ravenna
Dal 20 Maggio 2014 al 25 Maggio 2014
Ravenna | Visualizza tutte le mostre a Ravenna
Luogo: Biblioteca Classense e altre sedi
Indirizzo: via Baccarini 3
Curatori: CRAC - associazione artistico-culturale di promozione sociale Rosa Banzi / Silvia Casavecchia / Loretta Zaganelli
Enti promotori:
- Comune di Ravenna
- Biblioteca Classense
- MAR
- Ravenna 2019
Telefono per informazioni: +39 0544 482116 / 338 1837841
E-Mail info: lorettazaganelli@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.scritturafestival.com/
La mostra, che si svolge a Ravenna dal 20 al 25 maggio 2014, è dislocata in luoghi diversi della città ed è collegata al progetto "Scrittura Festival", a cura di Matteo Cavezzali e di Associazione Culturale Onnivoro.
La città stessa diviene, in parte, una galleria a cielo aperto e vari luoghi come Piazza dell’Unità d’Italia, i chiostri di Biblioteche, alcune librerie e qualche edificio storico, sono stati allestiti con opere di artisti contemporanei che si sono confrontati col libro e con la scrittura, da sempre uno dei principali strumenti espressivi utilizzati dall'uomo. Ogni artista ha dato corpo alla propria idea di scrittura con oggetti diversi, spesso tridimensionali, come i libri d’artista che diventano metafore dei significati molteplici legati alla suggestione che solo la scrittura e il libro possono esprimere. Ne nascono grafie e segni, nelle opere di Riccardo Righini, presentate come storie e stagioni scritte dall’anima.
Spesso la riflessione riguarda il libro e la sua metamorfosi odierna, poiché i libri si stanno trasformando in qualcos'altro, ed è interessante vedere come gli artisti hanno interpretato questa trasformazione. Il tema della scrittura viene declinato con varietà di linguaggi espressivi. La parola scritta si fa leggera per lasciarsi trasportare nell'opera collettiva, oppure si trasforma, in relazione all'uso che se ne può fare, e, come sui quotidiani, viene portata in giro dal vento dai libri farfalle di Rosa Banzi.
Le parole e la cultura che Loretta Zaganelli presenta in forma di panini ripieni di pagine, possono essere rubate e mangiate, divenendo cibo per l'anima. La parola crea intrecci e incroci, rivestendo anche gli oggetti del nostro quotidiano nei vasi di Marcello Bersini e nei vasi coi cruciverba di Giovanni Musci. Ci aiuta a raggiungere luoghi elevati, impalpabili come nuvole, quasi a poter vedere il mondo dall’alto nella nuvole con carte geografiche e nei palloncini di Maria Giovanna Morelli.
La carta si fa nido, spazio intimo in cui essere accolti nei nidi di Nadia Trotta. La parola scritta riveste le nostre fragili protezioni, e porta in giro il nostro racconto, per ridisegnarci come nei libri d’artista di Monica Zani, Alice Iaquinta e di Fausto Fori. Narra le nostre gioie e sofferenze nel libro di Paolo Gagliardi e nel foiletton di Claudia Majoli, o ancora riscrive il vedere oltre le trame nella collezione dei "Vestiti Nuovi dell’Imperatore" di Silvia Casavecchia, mettendo in luce alcune verità.
In altri casi il libro diviene veste scritta, densa di testamenti poetici, pronta per essere indossata come un grande gioco dove realtà fisica e fiabesca giocano un’eterna partita nel lavoro della coppia Stradada (Giovanni e Renata Strada).
In ogni caso si ricrea continuamente, ricollegando immagini, ricordi, frammenti e altri oggetti trovati, come accade nei libri di Andrea Zaffi, oppure diviene luogo ideale per dissertazioni filosofico-geometriche, dove strategie razionali colorano di segni imprevisti pagine a quadretti, creando mappe mentali concettuali, nel libro di Cinzia Ortali. In altro caso le parole si susseguono nella sceneggiatura del film di Greenaway "Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante" creando un affascinante film "muto", scritto a mano con pazienza estetica da Francesca Maltoni, su un lungo rotolo di carta.
Il libro divenuto tecnologico si scioglie fondendosi in un magma di plastica, cenere, parole e carta di Fulvio Celico. Ed è in un estremo e metaforico dialogo tra il tempo mitico della poesia e le vertiginose velocità delle nuove tecnologie che le parole scritte formano una Santa Sebastiana trafitta, strettamente legate, tra natura e cultura, ad un albero colonna sacrificale, nell’opera di Ezio Antonelli.
Partenza dalla Biblioteca Classense con letture di Marco Focaccia, Enrico Battaglia, Viola Casadei, Ilaria Cavezzali, Matteo Gatta, Massimiliano Rassu, Luca Soleri
Altre sedi:
Sala Multimediale del MAR, esterno Emeroteca, Librerie Feltrinelli e Dante di Longo, Caffè Letterario.
Alcune opere sono visibili all’aperto durante il periodo del Festival, in Piazza dell’Unità d’Italia, e all’angolo via Cavour-via Barbiani.
Artisti:
Ezio Antonelli, Rosa Banzi, Marcello Bersini, Silvia Casavecchia, Fulvio Celico, Fausto Fori, Paolo Gagliardi, Alice Iaquinta, Francesca Maltoni, Claudia Majoli, Giovanni Musci, Maria Giovanna Morelli, Cinzia Ortali, Riccardo Righini, Renata e Giovanni - Stradada, Nadia Trotta, Andra Zaffi, Loretta Zaganelli, Monica Zani.
La città stessa diviene, in parte, una galleria a cielo aperto e vari luoghi come Piazza dell’Unità d’Italia, i chiostri di Biblioteche, alcune librerie e qualche edificio storico, sono stati allestiti con opere di artisti contemporanei che si sono confrontati col libro e con la scrittura, da sempre uno dei principali strumenti espressivi utilizzati dall'uomo. Ogni artista ha dato corpo alla propria idea di scrittura con oggetti diversi, spesso tridimensionali, come i libri d’artista che diventano metafore dei significati molteplici legati alla suggestione che solo la scrittura e il libro possono esprimere. Ne nascono grafie e segni, nelle opere di Riccardo Righini, presentate come storie e stagioni scritte dall’anima.
Spesso la riflessione riguarda il libro e la sua metamorfosi odierna, poiché i libri si stanno trasformando in qualcos'altro, ed è interessante vedere come gli artisti hanno interpretato questa trasformazione. Il tema della scrittura viene declinato con varietà di linguaggi espressivi. La parola scritta si fa leggera per lasciarsi trasportare nell'opera collettiva, oppure si trasforma, in relazione all'uso che se ne può fare, e, come sui quotidiani, viene portata in giro dal vento dai libri farfalle di Rosa Banzi.
Le parole e la cultura che Loretta Zaganelli presenta in forma di panini ripieni di pagine, possono essere rubate e mangiate, divenendo cibo per l'anima. La parola crea intrecci e incroci, rivestendo anche gli oggetti del nostro quotidiano nei vasi di Marcello Bersini e nei vasi coi cruciverba di Giovanni Musci. Ci aiuta a raggiungere luoghi elevati, impalpabili come nuvole, quasi a poter vedere il mondo dall’alto nella nuvole con carte geografiche e nei palloncini di Maria Giovanna Morelli.
La carta si fa nido, spazio intimo in cui essere accolti nei nidi di Nadia Trotta. La parola scritta riveste le nostre fragili protezioni, e porta in giro il nostro racconto, per ridisegnarci come nei libri d’artista di Monica Zani, Alice Iaquinta e di Fausto Fori. Narra le nostre gioie e sofferenze nel libro di Paolo Gagliardi e nel foiletton di Claudia Majoli, o ancora riscrive il vedere oltre le trame nella collezione dei "Vestiti Nuovi dell’Imperatore" di Silvia Casavecchia, mettendo in luce alcune verità.
In altri casi il libro diviene veste scritta, densa di testamenti poetici, pronta per essere indossata come un grande gioco dove realtà fisica e fiabesca giocano un’eterna partita nel lavoro della coppia Stradada (Giovanni e Renata Strada).
In ogni caso si ricrea continuamente, ricollegando immagini, ricordi, frammenti e altri oggetti trovati, come accade nei libri di Andrea Zaffi, oppure diviene luogo ideale per dissertazioni filosofico-geometriche, dove strategie razionali colorano di segni imprevisti pagine a quadretti, creando mappe mentali concettuali, nel libro di Cinzia Ortali. In altro caso le parole si susseguono nella sceneggiatura del film di Greenaway "Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante" creando un affascinante film "muto", scritto a mano con pazienza estetica da Francesca Maltoni, su un lungo rotolo di carta.
Il libro divenuto tecnologico si scioglie fondendosi in un magma di plastica, cenere, parole e carta di Fulvio Celico. Ed è in un estremo e metaforico dialogo tra il tempo mitico della poesia e le vertiginose velocità delle nuove tecnologie che le parole scritte formano una Santa Sebastiana trafitta, strettamente legate, tra natura e cultura, ad un albero colonna sacrificale, nell’opera di Ezio Antonelli.
Partenza dalla Biblioteca Classense con letture di Marco Focaccia, Enrico Battaglia, Viola Casadei, Ilaria Cavezzali, Matteo Gatta, Massimiliano Rassu, Luca Soleri
Altre sedi:
Sala Multimediale del MAR, esterno Emeroteca, Librerie Feltrinelli e Dante di Longo, Caffè Letterario.
Alcune opere sono visibili all’aperto durante il periodo del Festival, in Piazza dell’Unità d’Italia, e all’angolo via Cavour-via Barbiani.
Artisti:
Ezio Antonelli, Rosa Banzi, Marcello Bersini, Silvia Casavecchia, Fulvio Celico, Fausto Fori, Paolo Gagliardi, Alice Iaquinta, Francesca Maltoni, Claudia Majoli, Giovanni Musci, Maria Giovanna Morelli, Cinzia Ortali, Riccardo Righini, Renata e Giovanni - Stradada, Nadia Trotta, Andra Zaffi, Loretta Zaganelli, Monica Zani.
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