Namsal Siedlecki. Mvah Cha
Namsal Siedlecki. Mvah Cha, Cassero di Prato
Dal 11 June 2022 al 28 August 2022
Prato
Luogo: Cassero di Prato
Indirizzo: Via Cassero 6
Orari: da giovedì a domenica 16 - 20
Curatori: Camilla Mozzato
Aperta da oggi al pubblico Mvah Cha, la mostra di sculture di Namsal Siedlecki, a cura di Camilla Mozzato, organizzata dal Museo di Palazzo Pretorio e dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, nell’ambito delle iniziative promosse da Pratomusei.
La mostra, visitabile al Cassero di Prato fino al 28 di agosto, è stata inaugurata alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Prato Simone Mangani, della direttrice del Museo di Palazzo Pretorio Rita Iacopino, del direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci Stefano Collicelli Cagol, della curatrice Camilla Mozzato e dell’artista Namsal Siedlecki.
La suggestiva cornice del Cassero torna ad ospitare una mostra di livello internazionale, e a ricoprire un ruolo centrale nella vita sociale e culturale di Prato. Mvah Chah (Crisalidi), è il nucleo principale di un corpus di sculture in bronzo, realizzate dall’artista statunitense (che in Italia è di casa, e vive a Seggiano, tra le colline grossetane) nel 2019, durante un periodo di residenza a Kathmandu. Nella capitale nepalese, l’artista ha avuto modo di sperimentare e approfondire in alcune delle principali fonderie locali la tecnica della fusione a cera persa nepalese; mentre in Europa il modello in cera viene ricoperto da mattone triturato e gesso, in Nepal si utilizza un composto chiamato appunto “Mvaḥ Chā”, che si ottiene impastando argilla, sterco di vacca e pula. Il composto, solitamente distrutto per portare a termine il processo di fusione, risulta talmente spesso da nascondere la forma originale, e, in un ribaltamento delle funzioni, Siedlecki lo trasforma in opera.
Il risultato di questo insolito processo sono sculture dalle masse indeterminate, dei non finiti, forme dotate di un'espressività forte e primitiva, libere da canoni proporzionali e da precisi riferimenti anatomici, che tuttavia conservano una sottile relazione con l'iconografia religiosa induista e buddista, ricordando allo stesso tempo l'estetica arcaicista della scultura del primo Novecento in Europa. Sculture indefinite che creano un dialogo fra passato e presente, tra Oriente e Occidente, sottolineando come la fascinazione per l’ignoto e per lo spirituale accompagni l’uomo da sempre.
Mvah Chah è stata realizzata grazie al sostegno dell'Italian Council (6. Edizione, 2019), il programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.
La mostra, visitabile al Cassero di Prato fino al 28 di agosto, è stata inaugurata alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Prato Simone Mangani, della direttrice del Museo di Palazzo Pretorio Rita Iacopino, del direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci Stefano Collicelli Cagol, della curatrice Camilla Mozzato e dell’artista Namsal Siedlecki.
La suggestiva cornice del Cassero torna ad ospitare una mostra di livello internazionale, e a ricoprire un ruolo centrale nella vita sociale e culturale di Prato. Mvah Chah (Crisalidi), è il nucleo principale di un corpus di sculture in bronzo, realizzate dall’artista statunitense (che in Italia è di casa, e vive a Seggiano, tra le colline grossetane) nel 2019, durante un periodo di residenza a Kathmandu. Nella capitale nepalese, l’artista ha avuto modo di sperimentare e approfondire in alcune delle principali fonderie locali la tecnica della fusione a cera persa nepalese; mentre in Europa il modello in cera viene ricoperto da mattone triturato e gesso, in Nepal si utilizza un composto chiamato appunto “Mvaḥ Chā”, che si ottiene impastando argilla, sterco di vacca e pula. Il composto, solitamente distrutto per portare a termine il processo di fusione, risulta talmente spesso da nascondere la forma originale, e, in un ribaltamento delle funzioni, Siedlecki lo trasforma in opera.
Il risultato di questo insolito processo sono sculture dalle masse indeterminate, dei non finiti, forme dotate di un'espressività forte e primitiva, libere da canoni proporzionali e da precisi riferimenti anatomici, che tuttavia conservano una sottile relazione con l'iconografia religiosa induista e buddista, ricordando allo stesso tempo l'estetica arcaicista della scultura del primo Novecento in Europa. Sculture indefinite che creano un dialogo fra passato e presente, tra Oriente e Occidente, sottolineando come la fascinazione per l’ignoto e per lo spirituale accompagni l’uomo da sempre.
Mvah Chah è stata realizzata grazie al sostegno dell'Italian Council (6. Edizione, 2019), il programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.
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