A Palazzo Ducale dal 15 ottobre al 2 maggio

Una collezione lunga 200 anni. I capolavori degli Scharf si svelano a Genova

Pierre Auguste Renoir, Paesaggio fluviale con bagnanti, 1885 ca., olio su tela, 32,5x41 cm. Collezione Scharf
 

Francesca Grego

15/10/2026

Genova - Non un singolo collezionista o una coppia, ma ben quattro generazioni sono l’anima della raccolta Scharf, che diventa così specchio dell’evoluzione dell’arte dall’Ottocento ai nostri giorni. Da oggi è possibile toccarlo con mano a Palazzo Ducale di Genova, dove 140 capolavori della prestigiosa collezione tedesca debuttano fuori dalla Germania dopo due tappe presso l’Alte Nationalgalerie di Berlino e il Kunstpalast di Dűsseldorf. “Per generazioni le nostre opere sono comparse nei cataloghi soltanto come ‘collezione privata’ - ricordano René e Christiane Scharf, eredi di questa straordinaria tradizione familiare: “Portarle per la prima volta in Italia significa mostrare ciò che quattro generazioni hanno creato, salvato dalla guerra e ricostruito. Da Goya al Waterloo Bridge di Monet, quest'arte non ci appartiene davvero: la custodiamo per un tratto di tempo, e condividerla con il pubblico di Genova è il modo più bello di prendercene cura”. 

Curata da Ilaria Bonacossa e visitabile fino al 2 maggio 2027, la mostra Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne. 200 anni di arte dalla Collezione Scharf è una lunga cavalcata tra artisti, movimenti e capolavori degli ultimi due secoli, dove una varietà di stili ed epoche si trasforma in un insieme inaspettatamente coerente. Si parte dalle incisioni visionarie di Goya, una vera passione per il capostipite Otto Gerstenberg (1848-1935), imprenditore berlinese che pare fosse riuscito a riunire quasi tutte le stampe dell’artista spagnolo, per proseguire con un notevole nucleo di opere di maestri dell’Impressionismo - Monet, Degas, Renoir - le sperimentazioni di Bonnard e Toulouse-Lautrec, le rivoluzionarie ricerche di Cézanne. Ampio spazio è dedicato alle avanguardie del Novecento, dalle indagini  sul colore di Matisse alle scomposizioni cubiste di Pablo Picasso, Juan Gris e Fernand Léger, per arrivare al Surrealismo e all’Espressionismo Astratto, e infine approdare al contemporaneo con artisti come Sam Francis, Hiroshi Sugimoto, Daniel Richter, Tony Cragg, Katharina Grosse. Se il percorso della mostra si chiude qui, l’avventura della collezione è lontana dall’epilogo. René e Christiane Scharf non si limitano infatti a conservare le opere ereditate, ma continuano ad acquisirne di nuove e a impegnarsi in progetti di ricerca. 

“Lavorando per questa mostra, mi sono ritrovata a riflettere non tanto sui singoli capolavori, quanto sulla straordinaria continuità di un progetto”, racconta Ilaria Bonacossa, curatrice dell’esposizione e direttrice del Palazzo Ducale di Genova: “La Collezione Scharf è certamente una delle grandi raccolte private europee di arte francese dell’Ottocento e del Novecento. Eppure, ciò che la rende davvero unica non è soltanto la qualità delle opere di Monet, Degas, Cézanne o Bonnard, né l’eccezionale ampiezza del suo patrimonio. È il fatto che questa collezione abbia saputo rimanere intellettualmente viva per oltre due secoli”.   

    
Claude Monet, Waterloo Bridge, 1903. Olio su tela, 65 x 100 cm. The Scharf Collection

Ciascuno dei componenti della famiglia Scharf ha lasciato il proprio segno sulla raccolta.  A dare inizio all’impresa fu Otto Gerstenberg, dirigente della compagnia assicurativa berlinese Victoria Versicherung e appassionato di grafica, che investì sistematicamente nell’arte acquistando stampe e disegni antichi e riunendo serie complete di autori come Albrecht Dürer, Rembrandt e Francisco de Goya, ma anche di maestri francesi più recenti, da Courbet a Toulouse-Lautrec - del quale mise insieme un nucleo eccezionalmente completo - oltre a dipinti di impressionisti di Monet, Sisley, Renoir, Degas. Alla sua morte, nel 1935, la collezione comprendeva 2200 opere, ospitate in un’ala apposita della neobarocca Villa Gerstenberg a Berlino. 

A sua figlia Margarethe (1889-1961), laureata, infermiera e sposata con il fisico Johann Scharf, toccò il difficile compito di proteggere cotanto tesoro dai bombardamenti e i saccheggi della Seconda Guerra Mondiale. La parte più preziosa della raccolta fu affidata alla Nationalgalerie e custodita inizialmente nel caveau sotterraneo della zecca nazionale, poi trasferita nella torre antiaerea fortificata presso lo zoo di Berlino. Questo non bastò a salvare l’intera collezione. Nel 1945 le Trophy Brigades dell’esercito sovietico sequestrarono numerose opere - come Place de la Concorde di Degas - che finirono a Mosca e a San Pietroburgo. 

Anche Margarethe, tuttavia, poté lasciare ai suoi figli un patrimonio artistico di tutto rispetto. E qui la storia della Collezione Scharf si divide in due rami, ciascuno dotato di una propria identità. Il primo - il cosiddetto “ramo francese” - fa capo a Walther Scharf (1923-1996), erede della passione di famiglia per l’Impressionismo, il Post-Impressionismo e le avanguardie parigine. Con la moglie Eve Kiekert (1923-2018), ingegnere meccanico alla guida di una florida impresa, e successivamente con il figlio René, Walther ampliò la raccolta in questa direzione, acquistando numerosi capolavori. 
Dieter Scharf (1926-2001), il secondogenito di Margarethe, sviluppò invece il gusto per il fantastico del nonno Otto: le incisioni di Goya e di Piranesi ricevute in eredità furono lo spunto per l’acquisto di opere legate ai regni del sogno, dell’inconscio e dell’immaginazione, dal Simbolismo al Surrealismo, da Max Klinger a Magritte, Ernst, Dalì, Giacometti, accanto a sculture dell’Africa sub-sahariana. Dal 2008 la collezione di Dieter Scharf è visibile a Berlino nella Sammlung Scharf-Gerstenberg, in prestito permanente alla Nationalgalerie. 


Pierre Bonnard, Vaso con fiori, 1933. Olio su tela, 99,5 x 48,5 cm. The Scharf Collection

Le opere esposte a Genova provengono invece dalla collezione di René Scharf (figlio di Walther) e della moglie Christiane, animati da uno spiccato interesse per l’arte contemporanea internazionale. Pilota e istruttore di volo, studioso d’arte, dipendente di Christie’s a Londra e New York, e infine mercante d’arte in proprio negli Stati Uniti e in Germania, René ha ampliato le raccolte di famiglia con opere di autori come Sam Francis, Sean Scully, Daniel Richter, Tony Cragg, Katharina Grosse. Al cuore della sua attività di collezionista c’è una domanda: che cosa può diventare la pittura, e dove passa il confine tra figura e astrazione?

“Poche collezioni d'arte hanno attraversato in modo così diretto i drammi e le trasformazioni del Novecento: dall’ottimismo della Belle Époque alle tragedie dei due conflitti mondiali, dalle opere messe in salvo fino alle confische da parte dell’Armata Rossa come bottino di guerra, per giungere poi alla ricostruzione postbellica e alla nascita di un sistema dell’arte contemporanea globalizzato”, scrivono gli organizzatori della mostra genovese: “Oltre il valore storico-artistico dei singoli dipinti, ogni opera esposta porta con sé una densa storia di resistenza, spostamenti e straordinari gesti di cura”. Tutt’altro che un’eredità cristallizzata, la Collezione Scharf prosegue nel suo percorso di ricerca, reinterpretazione e rinnovamento, riflettendo la personalità dei membri della famiglia lungo quattro generazioni e le metamorfosi dell’arte nell’arco di duecento anni, mentre resta costante l’interesse per l’immagine, il colore e l’evoluzione del linguaggio artistico. 


Henri Matisse, Laguna, 1947. Pochoir / Stampa a stencil, 42 x 65 cm. The Scharf Collection