Anselmo Bucci
Fossombrone 25/05/1887 — Monza 19/11/1995
Anselmo Bucci nasce a Fossombrone il 25 maggio 1887 e muore a Monza il 19 novembre 1955. Pittore, incisore e scrittore, è una figura centrale della scena artistica italiana tra le due guerre, capace di attraversare con naturalezza ambienti e linguaggi diversi, dalla cultura figurativa lombarda alle avanguardie parigine, fino al ritorno all'ordine promosso dal gruppo del Novecento Italiano. Dopo gli studi all'Accademia di Brera a Milano, Bucci si trasferisce a Parigi nel 1906, dove entra in contatto con l'ambiente internazionale delle avanguardie. Frequenta artisti come Amedeo Modigliani e Pablo Picasso, assimilando suggestioni post-impressioniste e fauve, pur mantenendo una solida base disegnativa. In questi anni sviluppa una pittura vivace, attenta alla luce e alla vita urbana, affiancata da un'intensa attività incisoria. Allo scoppio della Prima guerra mondiale rientra in Italia e si arruola volontario. L'esperienza del conflitto segna profondamente il suo percorso umano e artistico. Dopo la guerra torna a Parigi, ma negli anni Venti si stabilisce definitivamente in Italia, aderendo al progetto culturale promosso da Margherita Sarfatti e partecipando alla fondazione del Novecento Italiano nel 1922. In questo contesto Bucci orienta la sua pittura verso una figurazione più solida, classica e monumentale, in linea con il clima di "ritorno all'ordine" europeo. La sua produzione si concentra su ritratti, nature morte e scene di vita quotidiana, caratterizzate da un equilibrio formale rigoroso e da una luce chiara e costruita. Parallelamente continua a lavorare come incisore, tecnica in cui raggiunge risultati di grande raffinatezza e riconoscimento internazionale. Negli anni Trenta e Quaranta ottiene importanti incarichi pubblici e riconoscimenti ufficiali. Dopo la Seconda guerra mondiale la sua posizione critica nei confronti del sistema artistico e della società contemporanea si fa più evidente, trovando espressione anche nella scrittura. Il suo libro Il pittore volante vince il Premio Viareggio nel 1940, confermando il suo talento anche come narratore. La figura di Bucci si distingue per la capacità di tenere insieme esperienze apparentemente opposte: l'apertura cosmopolita della Parigi d'inizio secolo e la ricerca di una identità artistica nazionale, la libertà della sperimentazione e il richiamo alla tradizione. La sua opera rappresenta uno dei tentativi più coerenti di definire una modernità figurativa italiana tra le due guerre, lontana dalle avanguardie radicali ma altrettanto distante da ogni forma di accademismo.
Notizie dal Web
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31/05/2012
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