Bestiario
Quentin Garel, Palinsesto, 2004
Quentin Garel, Palinsesto, 2004, Carboncino su carta, cm 150 x 200
Dal 25 May 2012 al 15 July 2012
Brescia
Luogo: Galleria dell’Incisione
Indirizzo: via Bezzecca 4
Orari: da martedì a domenica 17-21
Telefono per informazioni: +39 02 89053149
E-Mail info: stampa@adicorbetta.org
Sito ufficiale: http://www.incisione.com
Protagonista delle opere di Garel è il mondo animale. Sculture e disegni catturano il carattere, la dignità e, allo stesso tempo, la vulnerabilità di diverse specie animali. Le sue sculture tracciano con sapienza e spirito critico il limite tra vita e sfruttamento del modo animale, rendendo con forza la vitalità del soggetto rappresentato e, allo stesso tempo, evocandone la macabra somiglianza a trofei di caccia, resti inanimati in un mondo dominato dall'uomo.
L'indagine di Garel, inizialmente rivolta agli animali d'allevamento, si è più recentemente estesa a diverse specie del regno animale: elefanti, struzzi, giraffe, coccodrilli, ippopotami e animali di piccola taglia come rane e galli. Anche gli scheletri d'animale sono soggetti di studio per l'artista; nella serie Trophées grandi crani di uccello evocano la leggerezza e la transitorietà dei volatili.
Quentin Garel è un artista incredibilmente versatile per materiali e tecniche usate. Le sculture, in legno e fusioni di ferro e bronzo, sono spesso concepite come interventi per spazi pubblici esterni, come nel Jardin des Géants a Lille. I disegni, realizzati a matita, carboncino e acquarello su fogli di grande formato, rivelano la mano di un artista che si muove con disinvoltura fra disegno e scultura, restituendo ai disegni piena autonomia rispetto al lavoro plastico.
Quentin Garel è nato nel 1975 a Parigi, dove vive e lavora. Avvicinatosi all'arte prestissimo grazie al padre Philippe, artista e docente all'accademia di Rouen, il giovane Garel si è diplomato alla Scuola Superiore di Belle Arti di Parigi e ha completato la sua formazione presso l'Art Institute di Chicago e la casa Velázquez di Madrid.
L'indagine di Garel, inizialmente rivolta agli animali d'allevamento, si è più recentemente estesa a diverse specie del regno animale: elefanti, struzzi, giraffe, coccodrilli, ippopotami e animali di piccola taglia come rane e galli. Anche gli scheletri d'animale sono soggetti di studio per l'artista; nella serie Trophées grandi crani di uccello evocano la leggerezza e la transitorietà dei volatili.
Quentin Garel è un artista incredibilmente versatile per materiali e tecniche usate. Le sculture, in legno e fusioni di ferro e bronzo, sono spesso concepite come interventi per spazi pubblici esterni, come nel Jardin des Géants a Lille. I disegni, realizzati a matita, carboncino e acquarello su fogli di grande formato, rivelano la mano di un artista che si muove con disinvoltura fra disegno e scultura, restituendo ai disegni piena autonomia rispetto al lavoro plastico.
Quentin Garel è nato nel 1975 a Parigi, dove vive e lavora. Avvicinatosi all'arte prestissimo grazie al padre Philippe, artista e docente all'accademia di Rouen, il giovane Garel si è diplomato alla Scuola Superiore di Belle Arti di Parigi e ha completato la sua formazione presso l'Art Institute di Chicago e la casa Velázquez di Madrid.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI
-
Dal 14 February 2026 al 31 May 2026
Parma | Palazzo Tarasconi
Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard
-
Dal 14 February 2026 al 16 April 2026
Ancona | Pinacoteca Civica Francesco Podesti
TIZIANO VECELLIO E LORENZO LOTTO. Due capolavori del Rinascimento alla Pinacoteca Civica di Ancona per due mostre studio
-
Dal 12 February 2026 al 14 June 2026
Roma | Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini
BERNINI E I BARBERINI
-
Dal 11 February 2026 al 7 June 2026
Venezia | Gallerie dell’Accademia
Tintoretto racconta la genesi. Ricerca, analisi e restauro
-
Dal 10 February 2026 al 3 May 2026
Roma | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Bice Lazzari. I linguaggi del suo tempo
-
Dal 7 February 2026 al 27 September 2026
Milano | Palazzo Reale
Anselm Kiefer. Le Alchimiste