Marco Loi. Pratobello delenda est
Marco Loi. Pratobello delenda est, Centro comunale d’arte Exma, Cagliari
Dal 9 Agosto 2024 al 1 Settembre 2024
Cagliari | Visualizza tutte le mostre a Cagliari
Luogo: Centro comunale d’arte Exma
Indirizzo: Via S. Lucifero 71
Orari: dal martedì alla domenica (lunedì chiusura settimanale) dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20
Dal 9 agosto all’1 settembre l’Exma presenta una personale del fotografo Marco Loi dal titolo Pratobello delenda est, organizzata da Orientare srl nuovo appuntamento di un ciclo di personali che si alterneranno fino a settembre.
Un percorso fotografico di grande originalità e fascino, ideato e prodotto dal fotografo Marco Loi, composta da 13 fotografie in bianco e nero che ci guidano alla scoperta del pittoresco borgo di Pratobello a Orgosolo.
Il borgo di Pratobello, attualmente in uno stato di completo abbandono, quasi a voler esorcizzare un passato di imposizione, sembra essere vittima di una Damnatio Memoriae molto singolare. Su questo si concentra il progetto del fotografo scattato con pellicola di grande formato e stampato su carta ai sali d’argento.
La mostra ci consente di apprezzare un angolo poco conosciuto del nostro territorio, valorizzato dal mezzo fotografico che ne rivela gli aspetti più caratteristici: architetture, strade, paesaggi in un gioco di contraddizioni e contrasti continui.
Fotografo di professione, artigiano per vocazione. Inizia la carriera fotografica nel 2015. Nel 2019 ha dato vita a ZARPOS, un progetto basato sullo studio della fotografia analogica e delle tecniche antiche, e sul loro insegnamento.
“Il progetto su Pratobello - scrive Marco Loi nella presentazione della mostra - nasce da un passaggio quasi casuale in quel luogo, durante un festival di fotografia. In quel momento non ero nelle vesti di fotografo, ma non ho mai dimenticato quel luogo. Il borgo di Pratobello, attualmente in uno stato di completo abbandono, quasi a voler esorcizzare un passato di imposizione, sembra essere vittima di una Damnatio Memoriae molto singolare. Su questo ho voluto concentrare la fotografia. L’abbandono prende l’aspetto di rimozione. Anche la fierezza dell’azione compiuta, celebrata attraverso diversi murales in paese, in qualche caso sembra destinata all’oblio, col progressivo agire delle intemperie sulle pitture. Le foto sono state scattate nel giugno di quest’anno. In diversi giorni di residenza a Orgosolo”.
Un percorso fotografico di grande originalità e fascino, ideato e prodotto dal fotografo Marco Loi, composta da 13 fotografie in bianco e nero che ci guidano alla scoperta del pittoresco borgo di Pratobello a Orgosolo.
Il borgo di Pratobello, attualmente in uno stato di completo abbandono, quasi a voler esorcizzare un passato di imposizione, sembra essere vittima di una Damnatio Memoriae molto singolare. Su questo si concentra il progetto del fotografo scattato con pellicola di grande formato e stampato su carta ai sali d’argento.
La mostra ci consente di apprezzare un angolo poco conosciuto del nostro territorio, valorizzato dal mezzo fotografico che ne rivela gli aspetti più caratteristici: architetture, strade, paesaggi in un gioco di contraddizioni e contrasti continui.
Fotografo di professione, artigiano per vocazione. Inizia la carriera fotografica nel 2015. Nel 2019 ha dato vita a ZARPOS, un progetto basato sullo studio della fotografia analogica e delle tecniche antiche, e sul loro insegnamento.
“Il progetto su Pratobello - scrive Marco Loi nella presentazione della mostra - nasce da un passaggio quasi casuale in quel luogo, durante un festival di fotografia. In quel momento non ero nelle vesti di fotografo, ma non ho mai dimenticato quel luogo. Il borgo di Pratobello, attualmente in uno stato di completo abbandono, quasi a voler esorcizzare un passato di imposizione, sembra essere vittima di una Damnatio Memoriae molto singolare. Su questo ho voluto concentrare la fotografia. L’abbandono prende l’aspetto di rimozione. Anche la fierezza dell’azione compiuta, celebrata attraverso diversi murales in paese, in qualche caso sembra destinata all’oblio, col progressivo agire delle intemperie sulle pitture. Le foto sono state scattate nel giugno di quest’anno. In diversi giorni di residenza a Orgosolo”.
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