Fabrizio Prevedello. Luce
Fabrizio Prevedello, Solido alle intemperie, ferro e gesso, ottobre 2012. Made in Filandia Pieve a Presciano (AR)
Dal 31 October 2014 al 12 April 2015
La Spezia
Luogo: CAMeC - Centro Arte Moderna e Contemporanea
Indirizzo: piazza Battisti 1
Orari: da martedì a domenica 11-18
Curatori: Francesca Cattoi, Fabrizio Prevedello
Telefono per informazioni: +39 0187 734593
E-Mail info: camec@comune.sp.it
Sito ufficiale: http://camec.spezianet.it
CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia, secondo ciclo dedicato alla declinazione di un linguaggio artistico per volta. La scelta è ricaduta sulla scultura, che dopo la stampa d’arte e la fotografia, mostra la complessità e vivacità delle collezioni del CAMeC, con alcuni inserimenti dalle collezioni civiche e private della Spezia. Questo secondo momento nel ripensare l’identità del centro, vede proseguire la collaborazione e scambio con enti e associazioni che si occupano del Contemporaneo su vari livelli. Così dopo il dialogo con il LAB43, Venezia, si inizia la collaborazione con Database, associazione sorta a Carrara per mettere in contatto il territorio toscano con le avanguardie artistiche operanti oggi a livello internazionale.
L’attenzione alla Scultura si completa con l’inaugurazione il 31 ottobre 2014, ore 18-21, della personale di Fabrizio Prevedello “LUCE” scultore di origini venete che da tempo risiede in un piccolo paese delle Alpi Apuane. Nel suo lavoro si unisce l’interesse per la montagna e lo sguardo attento alle strutture legate alla sua escavazione e al trattamento commerciale della pietra, strutture che caratterizzano la zona industriale tra Carrara e Massa.
La mostra, pensata dall’artista con Francesca Cattoi, si sviluppa nelle tre sale del Piano Zero come un percorso nel quale il visitatore si confronta con le opere, ricomponendone la frammentaria totalità e cogliendo la volontà di creare un progetto installativo specifico per lo spazio del centro.
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Carrara, Fabrizio Prevedello (Padova, 1972) si trasferisce dal 1995 al 2002 a Berlino, dove inizia l’attività di scultore. Nel 2002 ritorna in Italia e si stabilisce in un paese situato sulle Alpi Apuane. La sua ricerca artistica parte dalla formazione accademica legata alla scultura classica per poi trovare, nell’ultimo decennio, un linguaggio capace di coniugare consapevolezza riguardo al metodo compositivo e all’utilizzo dei materiali.
Nelle sue opere rimane evidente la parte performativa del fare dello scultore che si manifesta sulla pietra, sul ferro, sul legno, sul cemento, e che talvolta si esprime in bruciature da saldatura sul muro di appoggio dell’opera o all’interno della materia stessa. La coerenza interna viene raggiunta attraverso il precipitare delle esperienze vissute all’aperto, spesso in montagna, e nella creazione di strutture che insistono sulle relazioni tra natura e artificio, tra conservazione e sfruttamento, tra rispetto e manipolazione.
Dopo la prima personale “Storie Naturali”, Palazzo dei Priori, Volterra (PI) nel 2003, si intensifica la sua partecipazione a mostre personali, tra cui "Less concreteness", con Sara Enrico, MARS / Milano Artist Run Space, Milano, 2010; “Fa un po’ freddo ma non preoccuparti” Brown Space Project, a cura di Luigi Presicce, Milano, 2011; “Verde”, a cura di Ilaria Mariotti, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana (SP), 2012; e collettive, tra cui “Laboratorio” con Luigi Presicce, residenza, MACRO, Roma, 2012; “Apologia", Museo Civico del Marmo, a cura di Federica Forti, Carrara (MS), 2013; “Il collasso dell’entropia”, Museo d’Arte Contemporanea, a cura di Alberto Zanchetta, Lissone (MB); "I baffi del bambino", Lucie Fontaine, a cura di Luca Bertolo, Milano, 2014.
L’attenzione alla Scultura si completa con l’inaugurazione il 31 ottobre 2014, ore 18-21, della personale di Fabrizio Prevedello “LUCE” scultore di origini venete che da tempo risiede in un piccolo paese delle Alpi Apuane. Nel suo lavoro si unisce l’interesse per la montagna e lo sguardo attento alle strutture legate alla sua escavazione e al trattamento commerciale della pietra, strutture che caratterizzano la zona industriale tra Carrara e Massa.
La mostra, pensata dall’artista con Francesca Cattoi, si sviluppa nelle tre sale del Piano Zero come un percorso nel quale il visitatore si confronta con le opere, ricomponendone la frammentaria totalità e cogliendo la volontà di creare un progetto installativo specifico per lo spazio del centro.
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Carrara, Fabrizio Prevedello (Padova, 1972) si trasferisce dal 1995 al 2002 a Berlino, dove inizia l’attività di scultore. Nel 2002 ritorna in Italia e si stabilisce in un paese situato sulle Alpi Apuane. La sua ricerca artistica parte dalla formazione accademica legata alla scultura classica per poi trovare, nell’ultimo decennio, un linguaggio capace di coniugare consapevolezza riguardo al metodo compositivo e all’utilizzo dei materiali.
Nelle sue opere rimane evidente la parte performativa del fare dello scultore che si manifesta sulla pietra, sul ferro, sul legno, sul cemento, e che talvolta si esprime in bruciature da saldatura sul muro di appoggio dell’opera o all’interno della materia stessa. La coerenza interna viene raggiunta attraverso il precipitare delle esperienze vissute all’aperto, spesso in montagna, e nella creazione di strutture che insistono sulle relazioni tra natura e artificio, tra conservazione e sfruttamento, tra rispetto e manipolazione.
Dopo la prima personale “Storie Naturali”, Palazzo dei Priori, Volterra (PI) nel 2003, si intensifica la sua partecipazione a mostre personali, tra cui "Less concreteness", con Sara Enrico, MARS / Milano Artist Run Space, Milano, 2010; “Fa un po’ freddo ma non preoccuparti” Brown Space Project, a cura di Luigi Presicce, Milano, 2011; “Verde”, a cura di Ilaria Mariotti, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana (SP), 2012; e collettive, tra cui “Laboratorio” con Luigi Presicce, residenza, MACRO, Roma, 2012; “Apologia", Museo Civico del Marmo, a cura di Federica Forti, Carrara (MS), 2013; “Il collasso dell’entropia”, Museo d’Arte Contemporanea, a cura di Alberto Zanchetta, Lissone (MB); "I baffi del bambino", Lucie Fontaine, a cura di Luca Bertolo, Milano, 2014.
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