Gioni David Parra. Le Seduzioni Timbriche della Scultura
Gioni David Parra. Le Seduzioni Timbriche della Scultura, Villa La Versiliana, Marina di Pietrasanta
Dal 10 Luglio 2021 al 5 Settembre 2021
Pietrasanta | Lucca | Visualizza tutte le mostre a Lucca
Luogo: Villa La Versiliana
Indirizzo: Viale Enrico Morin 16, Marina di Pietrasanta
Orari: tutti i giorni ore 17.30-23.30
Curatori: Luciano Caprile
Enti promotori:
- Comune di Pietrasanta – Fondazione La Versiliana
Prolungata: fino al 5 settembre 2021
Costo del biglietto: ingresso gratuito
E-Mail info: armandagoriarte@gmail.com
Si inaugura sabato 10 luglio alle ore 18.30, la mostra dell’artista Gioni David Parra (Pisa, 1962). In occasione del 42° anno del Festival della Versiliana, il progetto realizzato dall’artista, con la curatela di Luciano Caprile, che firma il saggio che accompagna la mostra per Villa La Versiliana di Marina di Pietrasanta, che fu dimora di Gabriele d'Annunzio per i suoi soggiorni estivi, nella quale il festival ospita ogni anno mostre di grandi artisti contemporanei.
Realizzata in collaborazione con la galleria Armanda Gori Arte di Prato, il progetto della mostra è stato coordinato dal lavoro di Leonardo Marchi, Art Advisor e Consulente nel campo dell’arte contemporanea di Firenze ed il contributo di Daniele Crippa Presidente del MUPA - Centro internazionale di scultura all’aperto di Portofino.
Gioni David Parra, scultore che ha alle spalle un' ampia e prestigiosa carriera internazionale, ma che affonda le sue radici in Toscana e più in particolare a Pietrasanta, sua dimora artistica, vuole consacrare questo legame con una mostra, in uno dei luoghi simbolo del territorio.
Le opere, tutte pensate site-specific per la mostra nella Villa della Versiliana, saranno allestite nei primi 2 piani, in un percorso museale che dialogherà con gli storici ambienti dell’edificio; grandi opere monumentali si alternano a piccoli dipinti ed installazioni, con particolare attenzione ai contrasti bianco e nero dei marmi installati sulle tele monocromatiche dipinte, con l’innesto della foglia d’oro, in un gioco di chiaroscuri che esaltano la ricerca della luce che l’artista porta avanti da anni, con le sue celebri “lame di luce” in marmo e non solo. Marmo e foglia d'oro sono le materie millenarie, nobili e intrise di classicità che Parra plasma con un approccio contemporaneo e rivoluzionario, ribaltando completamente la percezione di monumentalità della pietra, ricreando nuovi equilibri e orchestrando con sapiente abilità nuove armonie tra gli elementi. Grande risalto anche ai nuovi lavori eseguiti direttamente su vari tessuti come jeans e damascati. Ad accogliere il visitatore, per introdurlo alla mostra, una scultura monumentale posta all’entrata del celebre parco della Versiliana, proprio di lato dall’ingresso della Villa.
La concettualità delle opere di Parra
(…) Il comportamento “concettuale” di Gioni David Parra si traduce in quella narrazione che fa lievitare il gesto fino a toccare l’inconscio di chi osserva. In che modo? Ponendo in delicata e magica sintonia la scultura con un essenziale approccio pittorico. Che siano il candido marmo michelangiolesco di Carrara o le lame di granito nero a fornire il pretesto creativo ( in ricercata liberazione aerea o da comporre su un pannello ), poco importa. Il colore fornisce un carattere agli immacolati incastri dello “statuario” e ad ogni altra combinazione come un’ombra o un respiro. Non era così che si comportavano i grandi scultori della classicità per donare un’anima alla bellezza? Parra risolve il problema non concedendosi alla facile estetica, al trionfo dell’apparenza ma affidando alla sintesi propositiva il lieve transito dell’intuizione. Così la sua ricerca profuma di assoluto, di felice sorpresa per chi contempla le sue opere. (…)
Luciano Caprile
Realizzata in collaborazione con la galleria Armanda Gori Arte di Prato, il progetto della mostra è stato coordinato dal lavoro di Leonardo Marchi, Art Advisor e Consulente nel campo dell’arte contemporanea di Firenze ed il contributo di Daniele Crippa Presidente del MUPA - Centro internazionale di scultura all’aperto di Portofino.
Gioni David Parra, scultore che ha alle spalle un' ampia e prestigiosa carriera internazionale, ma che affonda le sue radici in Toscana e più in particolare a Pietrasanta, sua dimora artistica, vuole consacrare questo legame con una mostra, in uno dei luoghi simbolo del territorio.
Le opere, tutte pensate site-specific per la mostra nella Villa della Versiliana, saranno allestite nei primi 2 piani, in un percorso museale che dialogherà con gli storici ambienti dell’edificio; grandi opere monumentali si alternano a piccoli dipinti ed installazioni, con particolare attenzione ai contrasti bianco e nero dei marmi installati sulle tele monocromatiche dipinte, con l’innesto della foglia d’oro, in un gioco di chiaroscuri che esaltano la ricerca della luce che l’artista porta avanti da anni, con le sue celebri “lame di luce” in marmo e non solo. Marmo e foglia d'oro sono le materie millenarie, nobili e intrise di classicità che Parra plasma con un approccio contemporaneo e rivoluzionario, ribaltando completamente la percezione di monumentalità della pietra, ricreando nuovi equilibri e orchestrando con sapiente abilità nuove armonie tra gli elementi. Grande risalto anche ai nuovi lavori eseguiti direttamente su vari tessuti come jeans e damascati. Ad accogliere il visitatore, per introdurlo alla mostra, una scultura monumentale posta all’entrata del celebre parco della Versiliana, proprio di lato dall’ingresso della Villa.
La concettualità delle opere di Parra
(…) Il comportamento “concettuale” di Gioni David Parra si traduce in quella narrazione che fa lievitare il gesto fino a toccare l’inconscio di chi osserva. In che modo? Ponendo in delicata e magica sintonia la scultura con un essenziale approccio pittorico. Che siano il candido marmo michelangiolesco di Carrara o le lame di granito nero a fornire il pretesto creativo ( in ricercata liberazione aerea o da comporre su un pannello ), poco importa. Il colore fornisce un carattere agli immacolati incastri dello “statuario” e ad ogni altra combinazione come un’ombra o un respiro. Non era così che si comportavano i grandi scultori della classicità per donare un’anima alla bellezza? Parra risolve il problema non concedendosi alla facile estetica, al trionfo dell’apparenza ma affidando alla sintesi propositiva il lieve transito dell’intuizione. Così la sua ricerca profuma di assoluto, di felice sorpresa per chi contempla le sue opere. (…)
Luciano Caprile
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