A caccia di farfalle. Lo spirito del collezionista
Pompeo Batoni, Atalanta piange Meleagro morente | Courtesy Galleria Orsi, Milano
Dal 21 Ottobre 2021 al 5 Novembre 2021
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Galleria Orsi
Indirizzo: Via Bagutta 14
Orari: Lun 15 - 19 | Mar - Ven 10 - 13 / 15 - 18 | Sab - Dom chiuso
Costo del biglietto: Ingresso gratuito
La Galleria Orsi annuncia la mostra “A caccia di farfalle. Lo spirito del collezionista”, che si terrà dal 21 ottobre al 5 novembre presso la sede di via Bagutta 14, Milano.
Saranno esposte quattro importanti opere, tra cui una coppia di dipinti di Pompeo Batoni con Prometeo modella l’uomo con l’argilla e Atalanta piange Meleagro, realizzati per il marchese Sardini di Lucca. Il tondo con l’Adorazione del Bambino di Lorenzo Di Credi, uno degli esemplari più raffinati dell’artista che aveva lavorato a fianco di Leonardo nella bottega di Verrocchio. Tre scomparti di polittico, con San Giovanni Battista, Santa Caterina d'Alessandria, San Nicola da Tolentino di Bartolomeo Vivarini (in questa occasione viene per la prima volta proposta la ricomposizione del polittico dei Tagliapietra delle Galleria dell’Accademia, cui i tre scomparti appartenevano). Infine L’allegoria della città di Parma presentata alla Vergine, rarissima tavola e capolavoro di Giorgio Gandini Del Grano, l’allievo di Correggio che era stato incaricato di finire gli affreschi del maestro nel duomo di Parma dopo la morte del pittore.
La mostra, ripensando alle importanti vicende collezionistiche delle opere esposte, vuole essere un’occasione per riflettere su cosa spinge a raccogliere opere d’arte. La caccia alle farfalle, infatti, non è altro che il percorso irto di gioie, ostacoli, inciampi, amori, passioni, errori, e colpi di fortuna che ogni aspirante collezionista intraprende senza sapere esattamente a cosa va incontro.
L’esposizione è corredata da un catalogo con introduzione di Gian Enzo Sperone. La testimonianza di uno dei più grandi galleristi dei nostri tempi, che nei suoi gusti ha spaziato dai fondi ori fino al contemporaneo, è il modo migliore per comprendere l’atteggiamento di chi nei confronti del collezionismo si pone senza pregiudizi e a occhi aperti, cercando di capire la grandezza anche al di là dei propri limiti e delle proprie conoscenze, come spesso accade ai cacciatori di farfalle.
Saranno esposte quattro importanti opere, tra cui una coppia di dipinti di Pompeo Batoni con Prometeo modella l’uomo con l’argilla e Atalanta piange Meleagro, realizzati per il marchese Sardini di Lucca. Il tondo con l’Adorazione del Bambino di Lorenzo Di Credi, uno degli esemplari più raffinati dell’artista che aveva lavorato a fianco di Leonardo nella bottega di Verrocchio. Tre scomparti di polittico, con San Giovanni Battista, Santa Caterina d'Alessandria, San Nicola da Tolentino di Bartolomeo Vivarini (in questa occasione viene per la prima volta proposta la ricomposizione del polittico dei Tagliapietra delle Galleria dell’Accademia, cui i tre scomparti appartenevano). Infine L’allegoria della città di Parma presentata alla Vergine, rarissima tavola e capolavoro di Giorgio Gandini Del Grano, l’allievo di Correggio che era stato incaricato di finire gli affreschi del maestro nel duomo di Parma dopo la morte del pittore.
La mostra, ripensando alle importanti vicende collezionistiche delle opere esposte, vuole essere un’occasione per riflettere su cosa spinge a raccogliere opere d’arte. La caccia alle farfalle, infatti, non è altro che il percorso irto di gioie, ostacoli, inciampi, amori, passioni, errori, e colpi di fortuna che ogni aspirante collezionista intraprende senza sapere esattamente a cosa va incontro.
L’esposizione è corredata da un catalogo con introduzione di Gian Enzo Sperone. La testimonianza di uno dei più grandi galleristi dei nostri tempi, che nei suoi gusti ha spaziato dai fondi ori fino al contemporaneo, è il modo migliore per comprendere l’atteggiamento di chi nei confronti del collezionismo si pone senza pregiudizi e a occhi aperti, cercando di capire la grandezza anche al di là dei propri limiti e delle proprie conoscenze, come spesso accade ai cacciatori di farfalle.
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