Fornasetti servitore di Arlecchino
Modello colore per piatto con Arlecchino, della serie “Maschere d’Italia”, Piero Fornasetti, anni ’50. Litografia su carta dipinta a mano. Courtesy Archivio Fornasetti.
Dal 27 Settembre 2023 al 29 Febbraio 2024
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Cineteca Milano Arlecchino
Indirizzo: via S. Pietro all’Orto, 9
Orari: Mar - Dom 14.30 - 21.00
Costo del biglietto: ingresso libero
Telefono per informazioni: +39 02 45479033
Sito ufficiale: http://www.cinetecamilano.it
Venerdì 27 ottobre 2023 inaugura la mostra Fornasetti servitore di Arlecchino ospitata all’interno del foyer della Cineteca Milano Arlecchino, storico cinema inaugurato alla fine degli anni Quaranta. Nato come sala cinematografica d’arte su progetto degli architetti Roberto Menghi e Mario Righini, lo spazio è noto per i preziosi arredi del foyer disegnati ad hoc da Piero Fornasetti, che vengono ora presentati al pubblico freschi di restauro. In questo scenario, l’Atelier milanese e Cineteca Milano, oggi alla guida della sala cinematografica, presentano una mostra che celebra l’Arlecchino come figura appartenente al mondo immaginifico di Fornasetti e che ha segnato l’identità del cinema stesso, aperta al pubblico fino al 29 febbraio 2024.
L’esposizione, curata da Fornasetti, si articola attorno all'opera di Piero La scuola degli Arlecchini, una serie di pannelli in legno smaltati e decorati a inchiostro datati 1948 appositamente realizzati per il foyer della sala cinematografica e recentemente restaurati sotto l'Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano. Protagonista dell’opera è Arlecchino, tra le più note maschere della commedia dell’arte italiana che Piero Fornasetti iniziò a ritrarre negli anni Quaranta ispirandosi agli arlecchini di Picasso, ritratti in pose statiche e pensanti nel loro caratteristico costume a losanghe. Per La scuola degli Arlecchini lo spunto creativo determinante per Piero fu la commedia goldoniana portata in scena da Giorgio Strehler nel 1947 che consacrò la maschera come uno dei personaggi più caratteristici della scena teatrale italiana nel mondo, quell’Arlecchino servitore di due padroni a cui Fornasetti oggi si ispira per la scelta del titolo dell’esposizione.
Nel corso degli anni Piero si dedicò allo studio di questa maschera, carica di ironia e irriverenza proprio come lo stesso spirito fornasettiano, cercando spunti creativi nelle più svariate forme d’arte. Nelle opere di Fornasetti si colgono, infatti, influenze derivanti da grandi pittori del calibro di Cézanne e Mirò che fecero dell’Arlecchino uno dei soggetti prediletti, ma anche dai personaggi dei balletti russi di Djagilev per i quali Piero nutriva una particolare fascinazione. Le numerose opere esposte in mostra, risalenti al periodo compreso tra gli anni Quaranta e Cinquanta, tutte provenienti dall’archivio storico di Fornasetti, permettono ai visitatori di ripercorrere le tappe dell’evoluzione dell’Arlecchino fornasettiano e, al contempo, di scoprire le molteplici doti artistiche di Piero: bozzetti e modelli colore manifestano la sua profonda passione per il disegno, mentre il paravento e il vassoio attestano le sue straordinarie abilità da stampatore.
Da sempre attivo promotore nel mondo delle arti e della cultura, Fornasetti entra in dialogo con Cineteca per restituire alla città di Milano uno dei luoghi più rilevanti nel suo panorama culturale, rendendolo nuovamente un polo di interscambio tra linguaggio artistico e cinematografico, con l’auspicio che possa definirsi nel tempo un vero e proprio avamposto di Fornasetti in città.
L’esposizione, curata da Fornasetti, si articola attorno all'opera di Piero La scuola degli Arlecchini, una serie di pannelli in legno smaltati e decorati a inchiostro datati 1948 appositamente realizzati per il foyer della sala cinematografica e recentemente restaurati sotto l'Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano. Protagonista dell’opera è Arlecchino, tra le più note maschere della commedia dell’arte italiana che Piero Fornasetti iniziò a ritrarre negli anni Quaranta ispirandosi agli arlecchini di Picasso, ritratti in pose statiche e pensanti nel loro caratteristico costume a losanghe. Per La scuola degli Arlecchini lo spunto creativo determinante per Piero fu la commedia goldoniana portata in scena da Giorgio Strehler nel 1947 che consacrò la maschera come uno dei personaggi più caratteristici della scena teatrale italiana nel mondo, quell’Arlecchino servitore di due padroni a cui Fornasetti oggi si ispira per la scelta del titolo dell’esposizione.
Nel corso degli anni Piero si dedicò allo studio di questa maschera, carica di ironia e irriverenza proprio come lo stesso spirito fornasettiano, cercando spunti creativi nelle più svariate forme d’arte. Nelle opere di Fornasetti si colgono, infatti, influenze derivanti da grandi pittori del calibro di Cézanne e Mirò che fecero dell’Arlecchino uno dei soggetti prediletti, ma anche dai personaggi dei balletti russi di Djagilev per i quali Piero nutriva una particolare fascinazione. Le numerose opere esposte in mostra, risalenti al periodo compreso tra gli anni Quaranta e Cinquanta, tutte provenienti dall’archivio storico di Fornasetti, permettono ai visitatori di ripercorrere le tappe dell’evoluzione dell’Arlecchino fornasettiano e, al contempo, di scoprire le molteplici doti artistiche di Piero: bozzetti e modelli colore manifestano la sua profonda passione per il disegno, mentre il paravento e il vassoio attestano le sue straordinarie abilità da stampatore.
Da sempre attivo promotore nel mondo delle arti e della cultura, Fornasetti entra in dialogo con Cineteca per restituire alla città di Milano uno dei luoghi più rilevanti nel suo panorama culturale, rendendolo nuovamente un polo di interscambio tra linguaggio artistico e cinematografico, con l’auspicio che possa definirsi nel tempo un vero e proprio avamposto di Fornasetti in città.
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