Guido Strazza. La variante del Re
Dal 13 Ottobre 2026 al 18 Dicembre 2026
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Studio d'Arte Del Lauro
Indirizzo: Via Mosé Bianchi 60
Orari: Mar - Ven 15 - 19
Curatori: Chiara Gatti, Cristina Sissa
Telefono per informazioni: +39 340 826 8664
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.studiodartedellauro.it
Lo Studio d’Arte del Lauro di Milano è lieto di annunciare l’inaugurazione martedì 13 ottobre 2026 alle ore 18 della mostra "La variante del Re", una personale di Guido Strazza (classe 1922) artista di primo piano dell’informale italiano e grande interprete dell’incisione contemporanea. Con questo progetto prosegue un dialogo virtuoso e una collaborazione fra la galleria milanese e l’Archivio Strazza di Roma, per la valorizzazione della ricerca del maestro.
Il percorso presenta un gruppo scelto e raro di opere storiche, dalla fine degli anni Cinquanta, tra cui una lunga pittura su rotolo, legata a una serie significativa di sperimentazioni su tele e carte arrotolate e attraversate da tracce sorgive, filamenti di colore che orchestrano nello spazio vibrazioni, interferenze, ritmi. A corona di questo lavoro importante datato al 1956, scorre una selezione di disegni coevi che, a partire da un motivo figurale, da labili scorci di paesaggio, orizzonti o pretesti vegetali, sviluppano matasse, coaguli di segni gestuali, energici, linee ondulate di un tracciato tachicardico. I graffi taglienti degli inchiostri si alternano qui a studi più geometrici dalle maglie regolari o a guizzi di colore inatteso fra le costanti nere e limacciose.
Una sezione è dedicata poi a numerosi studi di colonne classiche, con bozzetti che affondano fra le scanalature dei fusti e i marmi spezzati, in un gioco metamorfico che trasforma i cippi in blocchi modulari scolpiti dalla luce. A completare il percorso sono esposte le sue grandi incisioni, acqueforti e puntesecche, rappresentative della lunga ricerca espressiva dell’artista sul linguaggio del segno, che nasce nel clima europeo delle neoavanguardie e trova i suoi corrispettivi nella grafica di Hans Hartung o Antoni Tàpies. Nell’ambito dei suoi lavori su carta, lo studio metodico e concettuale del quadrato dà origine a un ciclo inesusto di varianti (da cui il titolo della mostra, ispirato alle mosse degli scacchi) che scompongono la geometria fino alla sua stessa dissoluzione e ragionano sull’iconografia della griglia, degli assi cartesiani, degli angoli retti e dei poligoni regolari in una ideale e progressiva scacchiera.
La mostra a cura di Chiara Gatti e Cristina Sissa è accompagnata da un catalogo con testo critico di Chiara Gatti.
Biografia
Guido Strazza nasce a Santa Fiora (Grosseto) nel 1922. Le sue prime esposizioni sono nelle mostre di aeropittura organizzate da F.T. Marinetti (Biennale di Venezia 1942). Viaggia in Sud America e partecipa alla Biennale di San Paolo nel 1951 e nel 1953. A Roma, frequenta la Calcografia Nazionale dove approfondisce il linguaggio dell’incisione nell’ambito di una ricerca segnica inerente tutto il suo lavoro. Spiccano le sue sale personali alla Biennale di Venezia del 1968 e del 1984. Nel 1988, riceve il Premio Feltrinelli per la grafica e nel 2003 per l’incisione. È stato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma e membro dell’Accademia di San Luca; dal 1997 ne è stato Presidente. Numerose sono le mostre personali in gallerie private e spazi pubblici. Si ricordano l’antologica alla Calcografia Nazionale del 1990, quella alla Basilica Palladiana di Vicenza nel 2005 e la grande antologica alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna nel 2017. Nel 2022 l’Accademia di Belle Arti di Roma ha celebrato i suoi cento anni con un’importante mostra antologica. Nel marzo del 2026 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ha ospitato eventi e conferenze per presentare al pubblico le recenti acquisizioni delle sue opere, all’interno delle proprie collezioni permanenti.
Il percorso presenta un gruppo scelto e raro di opere storiche, dalla fine degli anni Cinquanta, tra cui una lunga pittura su rotolo, legata a una serie significativa di sperimentazioni su tele e carte arrotolate e attraversate da tracce sorgive, filamenti di colore che orchestrano nello spazio vibrazioni, interferenze, ritmi. A corona di questo lavoro importante datato al 1956, scorre una selezione di disegni coevi che, a partire da un motivo figurale, da labili scorci di paesaggio, orizzonti o pretesti vegetali, sviluppano matasse, coaguli di segni gestuali, energici, linee ondulate di un tracciato tachicardico. I graffi taglienti degli inchiostri si alternano qui a studi più geometrici dalle maglie regolari o a guizzi di colore inatteso fra le costanti nere e limacciose.
Una sezione è dedicata poi a numerosi studi di colonne classiche, con bozzetti che affondano fra le scanalature dei fusti e i marmi spezzati, in un gioco metamorfico che trasforma i cippi in blocchi modulari scolpiti dalla luce. A completare il percorso sono esposte le sue grandi incisioni, acqueforti e puntesecche, rappresentative della lunga ricerca espressiva dell’artista sul linguaggio del segno, che nasce nel clima europeo delle neoavanguardie e trova i suoi corrispettivi nella grafica di Hans Hartung o Antoni Tàpies. Nell’ambito dei suoi lavori su carta, lo studio metodico e concettuale del quadrato dà origine a un ciclo inesusto di varianti (da cui il titolo della mostra, ispirato alle mosse degli scacchi) che scompongono la geometria fino alla sua stessa dissoluzione e ragionano sull’iconografia della griglia, degli assi cartesiani, degli angoli retti e dei poligoni regolari in una ideale e progressiva scacchiera.
La mostra a cura di Chiara Gatti e Cristina Sissa è accompagnata da un catalogo con testo critico di Chiara Gatti.
Biografia
Guido Strazza nasce a Santa Fiora (Grosseto) nel 1922. Le sue prime esposizioni sono nelle mostre di aeropittura organizzate da F.T. Marinetti (Biennale di Venezia 1942). Viaggia in Sud America e partecipa alla Biennale di San Paolo nel 1951 e nel 1953. A Roma, frequenta la Calcografia Nazionale dove approfondisce il linguaggio dell’incisione nell’ambito di una ricerca segnica inerente tutto il suo lavoro. Spiccano le sue sale personali alla Biennale di Venezia del 1968 e del 1984. Nel 1988, riceve il Premio Feltrinelli per la grafica e nel 2003 per l’incisione. È stato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma e membro dell’Accademia di San Luca; dal 1997 ne è stato Presidente. Numerose sono le mostre personali in gallerie private e spazi pubblici. Si ricordano l’antologica alla Calcografia Nazionale del 1990, quella alla Basilica Palladiana di Vicenza nel 2005 e la grande antologica alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna nel 2017. Nel 2022 l’Accademia di Belle Arti di Roma ha celebrato i suoi cento anni con un’importante mostra antologica. Nel marzo del 2026 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ha ospitato eventi e conferenze per presentare al pubblico le recenti acquisizioni delle sue opere, all’interno delle proprie collezioni permanenti.
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