Open Studio #5. La Collezione di Arnaldo Pomodoro – Vol. I
Arnaldo Pomodoro con Alighiero Boetti in studio durante la realizzazione di Autoritratto di Boetti, 1993 I Ph. Carlo Orsi
Dal 3 Ottobre 2026 al 30 Maggio 2027
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Fondazione Arnaldo Pomodoro
Indirizzo: Via Vigevano 3
Sito ufficiale: http://fondazionearnaldopomodoro.it
A conclusione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Arnaldo Pomodoro, il 1° ottobre 2026 la Fondazione inaugura Open Studio #5. La Collezione di Arnaldo Pomodoro – Vol. I, la prima di due mostre dedicate alla straordinaria raccolta d'arte che il Maestro ha costruito nel corso della sua vita e che oggi costituisce parte integrante del patrimonio della Fondazione.
Composta attraverso acquisti, scambi e doni, la collezione restituisce il ritratto più intimo di Arnaldo Pomodoro: una geografia di relazioni, amicizie e confronti con artisti, intellettuali e protagonisti della cultura italiana e internazionale che hanno accompagnato oltre sessant'anni della sua ricerca. Più che una semplice raccolta di opere, essa rappresenta il diario di una vita dedicata all'arte, raccontata attraverso gli incontri che ne hanno alimentato il pensiero e l'immaginario.
Allestito negli spazi dello Studio di Pomodoro il dittico espositivo (Vol. I - 2026-2027 / Vol. II - 2027-2028) presenterà complessivamente oltre cento opere della collezione, offrendo al pubblico l'occasione di scoprire per la prima volta un patrimonio finora in gran parte inedito e, allo stesso tempo, di ripercorrere alcune delle tappe fondamentali della vicenda umana e artistica di Pomodoro e della sua Fondazione, dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri.
Fin dal suo arrivo a Milano, nel 1954, Arnaldo Pomodoro iniziò a raccogliere opere degli artisti con cui entrava in contatto. Doni, scambi e acquisizioni dirette diedero vita, nel tempo, a una collezione eterogenea che riflette la pluralità dei suoi interessi e delle sue relazioni: dai maestri che ne orientarono la formazione, come Lucio Fontana, ai compagni di strada della sua generazione, come Gastone Novelli, fino agli artisti più giovani, tra cui Alighiero Boetti, di cui Pomodoro intuì precocemente il valore.
Nel 1974, preparando la sua prima mostra antologica alla Rotonda della Besana di Milano, Pomodoro maturò l'idea di costituire una collezione stabile delle proprie opere, destinata a garantire la possibilità di future esposizioni. Ben presto, tuttavia, questo progetto si trasformò in qualcosa di più ampio: una raccolta che comprendesse non soltanto il suo lavoro, ma anche quello degli artisti con cui aveva condiviso un percorso umano e professionale.
Da questa intuizione nacque progressivamente anche il progetto della Fondazione, istituita nel 1995. Fin dall'inizio, Pomodoro immaginò un'istituzione con una duplice missione: custodire e valorizzare la sua opera e, al tempo stesso, promuovere la ricerca, la formazione e il dialogo tra le arti, in uno spazio aperto al confronto tra passato e futuro. La collezione personale diventa così il nucleo originario di questa visione, destinata ad ampliarsi negli anni fino a costituire uno dei patrimoni più significativi della Fondazione.
L’offerta educativa prevede lo svolgimento di visite e laboratori a partire dalle tecniche artistiche e dalle riflessioni derivate dalle tematiche affrontate nelle mostre del ciclo Open Studio allestite negli spazi dello Studio del Maestro ma anche nei diversi luoghi in cui è possibile esplorare il lavoro dell’artista.
Con Open Studio ripartono le attività pensate per famiglie, per giovani e adulti:laboratori di scultura per scoprire la tecnica “in negativo” di Arnaldo Pomodoro per realizzare calchi in gesso; laboratori distampa per creare una serie di monotipi lavorando sulla matrice o una piccola tiratura di stampe firmate e numerate utilizzando il torchio; laboratori di cartotecnica e legatoria progettati in collaborazione con il collettivo artistico Libri Finti Clandestini per imparare a costruire fanzine, pop-up e piccoli quaderni rilegati a mano; laboratori di progettazione realizzati grazie al supporto di Faber-Castell per costruire elementi da indossare o piccoli teatrini dove mettere in scena le nostre opere.
La Fondazione Arnaldo Pomodoro propone tra le attività speciali del programma visite guidate nei luoghi legati alla memoria dell’artista: nella visita allafonderia artistica De Andreisentriamo negli spazi dell’officina per capire cosa avveniva quando prendevano vita le sculture in bronzo di Arnaldo Pomodoro (Via Volturno 67, Rozzano); nella visita in Labirinto andiamo alla scoperta di un’installazione ambientale ispirata all’Epopea di Gilgamesh, dove affiorano le tappe biografiche e artistiche di Arnaldo Pomodoro, per compiere un viaggio nell’immaginario dello scultore, tra rielaborazioni di opere già note e forme ancora in divenire (Via Solari 35, MIlano); nella visita con calice nello Studio di Arnaldo Pomodoro, accolti da un calice di vino offerto dal partner Tenute Lunelli, la cui cantina umbra è stata realizzata da Arnaldo Pomodoro, indaghiamo i molteplici aspetti della vita e del lavoro dell’artista attraverso un dialogo originale tra le opere e i materiali d’archivio presenti nel Laboratorio e nella mostra in corso del Ciclo Open Studio. (Via Vigevano 3, Milano).
Composta attraverso acquisti, scambi e doni, la collezione restituisce il ritratto più intimo di Arnaldo Pomodoro: una geografia di relazioni, amicizie e confronti con artisti, intellettuali e protagonisti della cultura italiana e internazionale che hanno accompagnato oltre sessant'anni della sua ricerca. Più che una semplice raccolta di opere, essa rappresenta il diario di una vita dedicata all'arte, raccontata attraverso gli incontri che ne hanno alimentato il pensiero e l'immaginario.
Allestito negli spazi dello Studio di Pomodoro il dittico espositivo (Vol. I - 2026-2027 / Vol. II - 2027-2028) presenterà complessivamente oltre cento opere della collezione, offrendo al pubblico l'occasione di scoprire per la prima volta un patrimonio finora in gran parte inedito e, allo stesso tempo, di ripercorrere alcune delle tappe fondamentali della vicenda umana e artistica di Pomodoro e della sua Fondazione, dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri.
Fin dal suo arrivo a Milano, nel 1954, Arnaldo Pomodoro iniziò a raccogliere opere degli artisti con cui entrava in contatto. Doni, scambi e acquisizioni dirette diedero vita, nel tempo, a una collezione eterogenea che riflette la pluralità dei suoi interessi e delle sue relazioni: dai maestri che ne orientarono la formazione, come Lucio Fontana, ai compagni di strada della sua generazione, come Gastone Novelli, fino agli artisti più giovani, tra cui Alighiero Boetti, di cui Pomodoro intuì precocemente il valore.
Nel 1974, preparando la sua prima mostra antologica alla Rotonda della Besana di Milano, Pomodoro maturò l'idea di costituire una collezione stabile delle proprie opere, destinata a garantire la possibilità di future esposizioni. Ben presto, tuttavia, questo progetto si trasformò in qualcosa di più ampio: una raccolta che comprendesse non soltanto il suo lavoro, ma anche quello degli artisti con cui aveva condiviso un percorso umano e professionale.
Da questa intuizione nacque progressivamente anche il progetto della Fondazione, istituita nel 1995. Fin dall'inizio, Pomodoro immaginò un'istituzione con una duplice missione: custodire e valorizzare la sua opera e, al tempo stesso, promuovere la ricerca, la formazione e il dialogo tra le arti, in uno spazio aperto al confronto tra passato e futuro. La collezione personale diventa così il nucleo originario di questa visione, destinata ad ampliarsi negli anni fino a costituire uno dei patrimoni più significativi della Fondazione.
L’offerta educativa prevede lo svolgimento di visite e laboratori a partire dalle tecniche artistiche e dalle riflessioni derivate dalle tematiche affrontate nelle mostre del ciclo Open Studio allestite negli spazi dello Studio del Maestro ma anche nei diversi luoghi in cui è possibile esplorare il lavoro dell’artista.
Con Open Studio ripartono le attività pensate per famiglie, per giovani e adulti:laboratori di scultura per scoprire la tecnica “in negativo” di Arnaldo Pomodoro per realizzare calchi in gesso; laboratori distampa per creare una serie di monotipi lavorando sulla matrice o una piccola tiratura di stampe firmate e numerate utilizzando il torchio; laboratori di cartotecnica e legatoria progettati in collaborazione con il collettivo artistico Libri Finti Clandestini per imparare a costruire fanzine, pop-up e piccoli quaderni rilegati a mano; laboratori di progettazione realizzati grazie al supporto di Faber-Castell per costruire elementi da indossare o piccoli teatrini dove mettere in scena le nostre opere.
La Fondazione Arnaldo Pomodoro propone tra le attività speciali del programma visite guidate nei luoghi legati alla memoria dell’artista: nella visita allafonderia artistica De Andreisentriamo negli spazi dell’officina per capire cosa avveniva quando prendevano vita le sculture in bronzo di Arnaldo Pomodoro (Via Volturno 67, Rozzano); nella visita in Labirinto andiamo alla scoperta di un’installazione ambientale ispirata all’Epopea di Gilgamesh, dove affiorano le tappe biografiche e artistiche di Arnaldo Pomodoro, per compiere un viaggio nell’immaginario dello scultore, tra rielaborazioni di opere già note e forme ancora in divenire (Via Solari 35, MIlano); nella visita con calice nello Studio di Arnaldo Pomodoro, accolti da un calice di vino offerto dal partner Tenute Lunelli, la cui cantina umbra è stata realizzata da Arnaldo Pomodoro, indaghiamo i molteplici aspetti della vita e del lavoro dell’artista attraverso un dialogo originale tra le opere e i materiali d’archivio presenti nel Laboratorio e nella mostra in corso del Ciclo Open Studio. (Via Vigevano 3, Milano).
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