Riccardo Guarneri. Transiti di luce
Riccardo Guarneri, Freddo e luminoso, 2022, cm. 95x95
Dal 6 Giugno 2026 al 5 Luglio 2026
Nova Milanese | Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Villa Vertua
Indirizzo: Via Garibaldi 1
Orari: sabato 15-19; domenica 10-12 e 15-19
Curatori: Massimo Bignardi
E-Mail info: premiobugattisegantini@lapacademy.it
Sito ufficiale: http://premiobicebugattisegantini.com
Il 67esimo Premio Bice Bugatti Segantini sarà assegnato a Riccardo Guarneri.
Il riconoscimento alla carriera del 2026 andrà all’artista fiorentino. Nato nel 1933 a Firenze, dove vive e lavora, inizia a dipingere nel 1953, alternando la pittura all’attività musicale. Dopo una breve stagione informale, dal 1962 intraprende una ricerca fondata sul segno e sulla luce che diventano suoi principali oggetti di studio all’interno di un impianto geometrico minimale. Esordisce a L’Aja nel 1960 con la prima mostra personale. Sei anni dopo partecipa alla Biennale di Venezia (con Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi) e alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunstalle di Berna. Nel 1967 è invitato alla Biennale di Parigi nella sezione "Nuove Proposte".
Dal titolo RICCARDO GUARNERI, transiti di luce, a cura del prof Massimo Bignardi, la mostra che traccerà un sintetico percorso attento alle esperienze che l’artista ha condotto nel corso degli ultimi decenni. Nelle sale di Villa Vertua diciotto dipinti che riassumono, come nel desiderio dell’artista, quel processo di rivelazione della luce, fatta filtrare dal fondo della tela, muovendosi tra schermi di tenue tinte, tracce di acquerello, di pastelli, leggerissime che organizzano piani a mo’ di architetture che dettano prospettive incerte.
Il dipinto Freddo e luminoso, del 2022 (tecnica mista su tela, 95x95 cm) verrà acquisito nella Civica raccolta artistica, andando così ad aggiungersi alla collezione del Premio.
L’inaugurazione del 67esimo Bugatti Segantini, con la premiazione dell’artista e l’apertura delle mostre che articolano la “prima fase” di questa edizione, si svolgerà sabato 6 giugno, alle ore 17, in Villa Vertua.
Nel programma anche una conferenza del prof Bignardi che illustrerà la lunga attività di Riccardo Guarneri e il contesto artistico degli anni settanta. La lezione sarà online, sul canale Youtube della LAP: uno strumento per una visione più consapevole della mostra.
In parallelo e in dialogo con la personale dedicata a Guarneri, la mostra “INCOMBENZA DELLA PITTURA. Opere dalla collezione del Premio Bugatti Segantini”. Nei due spazi espositivi nel centro di Nova, Villa Vertua e Villa Brivio, verrà proposta l’esposizione presentata nel mese di aprile nella prestigiosa cornice della Casa del Mantegna di Mantova, iniziativa organizzata dalla Fondazione Rossi in collaborazione con l’associazione Flangini. Dopo che per la prima volta la collezione è stata esposta “in trasferta”, ora le opere “tornano a casa”. Mostra e catalogo, curati dal prof Bignardi, che presenta opere acquisite tra il 1969 e il 2025. Un percorso che mira a evidenziare l’attualità della pittura e del suo farsi testimone del proprio tempo e dei rapidi cambiamenti sociali e culturali. «A sostare, oggi, davanti a un dipinto – scrive il curatore – siamo ancora in tanti ed è, per nostra fortuna, ciò che ereditiamo da un passato millenario. Una moltitudine di sguardi sosta, interrogandosi, davanti a quadri che Proust aveva definito specchi magici, “nei quali, allorché si sappia contemplarli bene, discostandosene un poco, si rivelano importanti parti della realtà”». Una narrazione che tiene insieme molteplici linguaggi creativi, segnando un dialogo tra dizionari immaginativi di generazioni diverse.
Lavori di una trentina di autori, italiani e stranieri, che hanno ottenuto riconoscimenti nelle diverse stagioni della rassegna (dall’epoca del concorso di pittura e del premio al disegno in bianco e nero, alla Sezione internazionale dedicata all’arte latinoamericana, fino ai più recenti premi alla carriera): Arcangelo, Moisés Anturiano, Renata Boero, Italo Bressan, Alejandro Fernández Centeno, Franco Chiarani, José Antonio Choy Lòpez, Agostino Ferrari, Franco Guerzoni, Fumitaka Kudo, Ugo La Pietra, Rosmery Mamani Ventura, Franco Marrocco, Rosaria Matarese, Claudio Palmieri, Alberto Diaz Parra, Marco Petrus, Concetto Pozzati, Mario Raciti, Tomas Rajlich, Liberio Reggiani, Francisco Romero, José Rosabal, Jorge Sarsale, Alessandro Savelli, Medhat Shafik, Domenico Simonini, Julio Cèsar Soria Justo, Giangiacomo Spadari, Togo, Armanda Verdirame, Claudio Verna.
Altro appuntamento è la “Cena con l’Arte”, serata nel cortile di Villa Brivio, che si svolgerà sabato 13 giugno (in caso di maltempo il 21 giugno). Cena collettiva all’aperto, con precisi “ingredienti” da un decennio: commensali vestiti di bianco, cibo e bevande portate da casa, nessun rifiuto da lasciare. Durante la sera sarà possibile visitare le mostre. Connubio tra socialità ed arte, con raccolta fondi solidale, realizzata in collaborazione con più associazioni novesi.
Il Premio Bice Bugatti Segantini, è organizzato dalla Libera Accademia di Pittura “Vittorio Viviani”, con il supporto della Fondazione Rossi e il contributo del Comune di Nova Milanese ed ha il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Brera, di Regione Lombardia e della Provincia di Monza e Brianza.
Il comitato scientifico del Premio Bugatti Segantini composto da Giuseppe Bonini (ex vice direttore della Accademia di Belle Arti di Brera), Gaetano Fanelli (preside del Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate della Accademia di Belle Arti di Brera), Alessandro Savelli (direttore artistico della LAP), dopo avere preso in esame diverse ipotesi di artisti meritevoli insieme al prof Massimo Bignardi (curatore del Premio), ha deciso di assegnare a Riccardo Guarneri il riconoscimento alla carriera per l’anno 2026.
RICCARDO GUARNERI. Nato nel 1933 a Firenze, dove vive e lavora, inizia a dipingere nel 1953, alternando la pittura all’attività musicale. Dopo una breve stagione informale, dal 1962 intraprende una ricerca fondata sul segno e sulla luce che diventano suoi principali oggetti di studio all’interno di un impianto geometrico minimale. Esordisce all’Aja nel 1960 con la prima mostra personale. Sei anni dopo partecipa alla Biennale di Venezia (con Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi) e alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunstalle di Berna. Nel 1967 è invitato alla Biennale di Parigi nella sezione "Nuove Proposte". Nel 1972 tiene la prima antologica al Westfalischer Kunstverein di Münster. Partecipa alle Quadriennali di Roma del 1973 e del 1986. Nel 1981 al Palazzo delle Esposizioni di Roma espone a Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980, mostra che nel 1997 viene riproposta alla Kunsthalle di Colonia Abstrakte Kunst Italiens '60/'90. Nel 2008 è tra gli artisti della mostra Pittura Aniconica presso la Casa del Mantegna di Mantova. Tre anni dopo prende parte a Percorsi riscoperti dell’arte italiana - VAFStiftung 1947- 2010 al Mart di Trento e Rovereto. Nel 2000 l’artista si confronta con un’esperienza totalmente nuova, realizzando il progetto per il mosaico di 24 mq della stazione Lucio Sestio della metropolitana di Roma. Nel 2004, presso la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, si tiene l’importante mostra antologica Contrappunto luce. Con l’occasione viene edito un catalogo con saggi critici di Giovanna Uzzani e Maria Grazia Messina, dichiarazioni dell’artista e un’antologia di scritti critici, a tutt’oggi testo di riferimento per l’opera di Guarneri. Dalla metà degli anni 2000, nell’ambito di un rinnovato interesse critico sulla pittura analitica, fioriscono in Italia e all’estero le mostre dedicate ai protagonisti di questa corrente artistica. Così Riccardo Guarneri (che ne è uno dei maggiori esponenti) è invitato nel 2007 a Milano, al Palazzo della Permanente, per la mostra Pittura Analitica. I percorsi italiani 1970-1980; nel 2008 alle mostre collaterali all’Arte Fiera di Bergamo e di Genova; nel 2009 alla Fondazione Zappettini; nel 2011 e nel 2014 alla galleria Cavana di La Spezia e poi ancora nel 2013 da Valmore di Vicenza e da Elleni di Bergamo. Nel 2015 è tra gli artisti di Un’idea di pittura. Astrazione analitica in Italia, 1972-1976 presso la Galleria d’Arte Moderna di Udine e nel 2016 partecipa ad altre due importanti mostre collettive: Pittura Analitica. Anni '70, presso la galleria Mazzoleni Art di Londra, e Gli anni della pittura analitica. I protagonisti, le opere, la ricerca al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Nel 2017 viene invitato ad altre importanti rassegne sulla pittura analitica: Pittura Analitica ieri e oggi alla Galleria Mazzoleni di Torino, Pittura analitica: origini e continuità, dislocata nelle due sedi di Villa Contarini (Piazzola sul Brenta, PD) e della Rocca di Umbertide. Questi anni vedono Guarneri protagonista anche di importanti mostre personali, sia in Italia che all'estero, e nel 2017 un importante riconoscimento giunge all’artista con l’invito da parte di Christine Macel alla Biennale di Venezia. Nel 2018 inizia invece il sodalizio con Ian Rosenfeld che, presso la propria galleria di Londra, espone opere di Guarneri in varie mostre personali e collettive. Nel 2019 il Museo del Novecento di Milano inserisce un’opera di Guarneri nell’ambito della riorganizzazione del museo, mentre il Museo del Novecento di Firenze gli dedica una mostra personale. Nel 2021 quattro sue opere entrano a far parte della collezione permanente del Centre Pompidou di Parigi. Tra fine 2025 e inizio 2026 un’importante mostra presso la Galleria Civica Albani di Urbino celebra, dopo oltre sessantacinque anni, il primo incontro di Guarneri con l’opera di Rembrandt, fondamentale per l’evoluzione della sua ricerca artistica. Nel 2026 viene insignito del Premio alla carriera Bugatti Segantini, al quale fa seguito una mostra personale negli spazi di Villa Vertua Masolo a Nova Milanese. Riccardo Guarneri ha insegnato pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bari, Venezia e Firenze ed è inoltre Accademico Emerito per l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Il riconoscimento alla carriera del 2026 andrà all’artista fiorentino. Nato nel 1933 a Firenze, dove vive e lavora, inizia a dipingere nel 1953, alternando la pittura all’attività musicale. Dopo una breve stagione informale, dal 1962 intraprende una ricerca fondata sul segno e sulla luce che diventano suoi principali oggetti di studio all’interno di un impianto geometrico minimale. Esordisce a L’Aja nel 1960 con la prima mostra personale. Sei anni dopo partecipa alla Biennale di Venezia (con Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi) e alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunstalle di Berna. Nel 1967 è invitato alla Biennale di Parigi nella sezione "Nuove Proposte".
Dal titolo RICCARDO GUARNERI, transiti di luce, a cura del prof Massimo Bignardi, la mostra che traccerà un sintetico percorso attento alle esperienze che l’artista ha condotto nel corso degli ultimi decenni. Nelle sale di Villa Vertua diciotto dipinti che riassumono, come nel desiderio dell’artista, quel processo di rivelazione della luce, fatta filtrare dal fondo della tela, muovendosi tra schermi di tenue tinte, tracce di acquerello, di pastelli, leggerissime che organizzano piani a mo’ di architetture che dettano prospettive incerte.
Il dipinto Freddo e luminoso, del 2022 (tecnica mista su tela, 95x95 cm) verrà acquisito nella Civica raccolta artistica, andando così ad aggiungersi alla collezione del Premio.
L’inaugurazione del 67esimo Bugatti Segantini, con la premiazione dell’artista e l’apertura delle mostre che articolano la “prima fase” di questa edizione, si svolgerà sabato 6 giugno, alle ore 17, in Villa Vertua.
Nel programma anche una conferenza del prof Bignardi che illustrerà la lunga attività di Riccardo Guarneri e il contesto artistico degli anni settanta. La lezione sarà online, sul canale Youtube della LAP: uno strumento per una visione più consapevole della mostra.
In parallelo e in dialogo con la personale dedicata a Guarneri, la mostra “INCOMBENZA DELLA PITTURA. Opere dalla collezione del Premio Bugatti Segantini”. Nei due spazi espositivi nel centro di Nova, Villa Vertua e Villa Brivio, verrà proposta l’esposizione presentata nel mese di aprile nella prestigiosa cornice della Casa del Mantegna di Mantova, iniziativa organizzata dalla Fondazione Rossi in collaborazione con l’associazione Flangini. Dopo che per la prima volta la collezione è stata esposta “in trasferta”, ora le opere “tornano a casa”. Mostra e catalogo, curati dal prof Bignardi, che presenta opere acquisite tra il 1969 e il 2025. Un percorso che mira a evidenziare l’attualità della pittura e del suo farsi testimone del proprio tempo e dei rapidi cambiamenti sociali e culturali. «A sostare, oggi, davanti a un dipinto – scrive il curatore – siamo ancora in tanti ed è, per nostra fortuna, ciò che ereditiamo da un passato millenario. Una moltitudine di sguardi sosta, interrogandosi, davanti a quadri che Proust aveva definito specchi magici, “nei quali, allorché si sappia contemplarli bene, discostandosene un poco, si rivelano importanti parti della realtà”». Una narrazione che tiene insieme molteplici linguaggi creativi, segnando un dialogo tra dizionari immaginativi di generazioni diverse.
Lavori di una trentina di autori, italiani e stranieri, che hanno ottenuto riconoscimenti nelle diverse stagioni della rassegna (dall’epoca del concorso di pittura e del premio al disegno in bianco e nero, alla Sezione internazionale dedicata all’arte latinoamericana, fino ai più recenti premi alla carriera): Arcangelo, Moisés Anturiano, Renata Boero, Italo Bressan, Alejandro Fernández Centeno, Franco Chiarani, José Antonio Choy Lòpez, Agostino Ferrari, Franco Guerzoni, Fumitaka Kudo, Ugo La Pietra, Rosmery Mamani Ventura, Franco Marrocco, Rosaria Matarese, Claudio Palmieri, Alberto Diaz Parra, Marco Petrus, Concetto Pozzati, Mario Raciti, Tomas Rajlich, Liberio Reggiani, Francisco Romero, José Rosabal, Jorge Sarsale, Alessandro Savelli, Medhat Shafik, Domenico Simonini, Julio Cèsar Soria Justo, Giangiacomo Spadari, Togo, Armanda Verdirame, Claudio Verna.
Altro appuntamento è la “Cena con l’Arte”, serata nel cortile di Villa Brivio, che si svolgerà sabato 13 giugno (in caso di maltempo il 21 giugno). Cena collettiva all’aperto, con precisi “ingredienti” da un decennio: commensali vestiti di bianco, cibo e bevande portate da casa, nessun rifiuto da lasciare. Durante la sera sarà possibile visitare le mostre. Connubio tra socialità ed arte, con raccolta fondi solidale, realizzata in collaborazione con più associazioni novesi.
Il Premio Bice Bugatti Segantini, è organizzato dalla Libera Accademia di Pittura “Vittorio Viviani”, con il supporto della Fondazione Rossi e il contributo del Comune di Nova Milanese ed ha il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Brera, di Regione Lombardia e della Provincia di Monza e Brianza.
Il comitato scientifico del Premio Bugatti Segantini composto da Giuseppe Bonini (ex vice direttore della Accademia di Belle Arti di Brera), Gaetano Fanelli (preside del Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate della Accademia di Belle Arti di Brera), Alessandro Savelli (direttore artistico della LAP), dopo avere preso in esame diverse ipotesi di artisti meritevoli insieme al prof Massimo Bignardi (curatore del Premio), ha deciso di assegnare a Riccardo Guarneri il riconoscimento alla carriera per l’anno 2026.
RICCARDO GUARNERI. Nato nel 1933 a Firenze, dove vive e lavora, inizia a dipingere nel 1953, alternando la pittura all’attività musicale. Dopo una breve stagione informale, dal 1962 intraprende una ricerca fondata sul segno e sulla luce che diventano suoi principali oggetti di studio all’interno di un impianto geometrico minimale. Esordisce all’Aja nel 1960 con la prima mostra personale. Sei anni dopo partecipa alla Biennale di Venezia (con Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi) e alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunstalle di Berna. Nel 1967 è invitato alla Biennale di Parigi nella sezione "Nuove Proposte". Nel 1972 tiene la prima antologica al Westfalischer Kunstverein di Münster. Partecipa alle Quadriennali di Roma del 1973 e del 1986. Nel 1981 al Palazzo delle Esposizioni di Roma espone a Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980, mostra che nel 1997 viene riproposta alla Kunsthalle di Colonia Abstrakte Kunst Italiens '60/'90. Nel 2008 è tra gli artisti della mostra Pittura Aniconica presso la Casa del Mantegna di Mantova. Tre anni dopo prende parte a Percorsi riscoperti dell’arte italiana - VAFStiftung 1947- 2010 al Mart di Trento e Rovereto. Nel 2000 l’artista si confronta con un’esperienza totalmente nuova, realizzando il progetto per il mosaico di 24 mq della stazione Lucio Sestio della metropolitana di Roma. Nel 2004, presso la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, si tiene l’importante mostra antologica Contrappunto luce. Con l’occasione viene edito un catalogo con saggi critici di Giovanna Uzzani e Maria Grazia Messina, dichiarazioni dell’artista e un’antologia di scritti critici, a tutt’oggi testo di riferimento per l’opera di Guarneri. Dalla metà degli anni 2000, nell’ambito di un rinnovato interesse critico sulla pittura analitica, fioriscono in Italia e all’estero le mostre dedicate ai protagonisti di questa corrente artistica. Così Riccardo Guarneri (che ne è uno dei maggiori esponenti) è invitato nel 2007 a Milano, al Palazzo della Permanente, per la mostra Pittura Analitica. I percorsi italiani 1970-1980; nel 2008 alle mostre collaterali all’Arte Fiera di Bergamo e di Genova; nel 2009 alla Fondazione Zappettini; nel 2011 e nel 2014 alla galleria Cavana di La Spezia e poi ancora nel 2013 da Valmore di Vicenza e da Elleni di Bergamo. Nel 2015 è tra gli artisti di Un’idea di pittura. Astrazione analitica in Italia, 1972-1976 presso la Galleria d’Arte Moderna di Udine e nel 2016 partecipa ad altre due importanti mostre collettive: Pittura Analitica. Anni '70, presso la galleria Mazzoleni Art di Londra, e Gli anni della pittura analitica. I protagonisti, le opere, la ricerca al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Nel 2017 viene invitato ad altre importanti rassegne sulla pittura analitica: Pittura Analitica ieri e oggi alla Galleria Mazzoleni di Torino, Pittura analitica: origini e continuità, dislocata nelle due sedi di Villa Contarini (Piazzola sul Brenta, PD) e della Rocca di Umbertide. Questi anni vedono Guarneri protagonista anche di importanti mostre personali, sia in Italia che all'estero, e nel 2017 un importante riconoscimento giunge all’artista con l’invito da parte di Christine Macel alla Biennale di Venezia. Nel 2018 inizia invece il sodalizio con Ian Rosenfeld che, presso la propria galleria di Londra, espone opere di Guarneri in varie mostre personali e collettive. Nel 2019 il Museo del Novecento di Milano inserisce un’opera di Guarneri nell’ambito della riorganizzazione del museo, mentre il Museo del Novecento di Firenze gli dedica una mostra personale. Nel 2021 quattro sue opere entrano a far parte della collezione permanente del Centre Pompidou di Parigi. Tra fine 2025 e inizio 2026 un’importante mostra presso la Galleria Civica Albani di Urbino celebra, dopo oltre sessantacinque anni, il primo incontro di Guarneri con l’opera di Rembrandt, fondamentale per l’evoluzione della sua ricerca artistica. Nel 2026 viene insignito del Premio alla carriera Bugatti Segantini, al quale fa seguito una mostra personale negli spazi di Villa Vertua Masolo a Nova Milanese. Riccardo Guarneri ha insegnato pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bari, Venezia e Firenze ed è inoltre Accademico Emerito per l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
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