Tre mostre alla Builging Gallery

Alice Cattaneo, Untitled, 2019, vetro soffiato di Murano, ardesia, ceramica, filo di cotone, 25x25x15 cm. Courtesy l’artista I Ph. Martin Devrient

 

Dal 15 January 2026 al 6 January 2027

Milano

Luogo: Building Gallery

Indirizzo: Via Monte di Pietà 23

Orari: martedì - sabato 10-19

Telefono per informazioni: +39 02 89094995

Sito ufficiale: http://www.building-gallery.com


BUILDING GALLERY
15.01.2026 – 14.03.2026
 
Un mondo tutto all’aperto
Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni
a cura di Giovanni Giacomo Paolin

Dal 15 gennaio al 14 marzo 2026, BUILDING GALLERY presenta la mostra Un mondo tutto all’aperto degli artisti Alice Cattaneo (Milano, 1976) e Marco Andrea Magni (Sorengo, Svizzera, 1975), a cura di Giovanni Giacomo Paolin. L’esposizione si sviluppa come un percorso che collega il piano terra e il primo piano della galleria, proponendo un dialogo a due voci tra opere scultoree e installazioni, in cui si intrecciano lavori preesistenti e nuove produzioni.
Il titolo della mostra è una citazione di un racconto di Italo Calvino intitolato Dall’opacocontenuto in La strada di San Giovanni (1990). In questo “esercizio di memoria”, Calvino descrive i luoghi della propria infanzia come un mondo fatto di linee spezzate e oblique, in cui l’orizzonte rimane l’unica retta continua possibile. 
Relazionarsi a un luogo, co-abitarlo, sono i principi adottati da Alice Cattaneo e Marco Andrea Magni all’inizio del lavoro insieme. Un mondo tutto all’aperto è stata ideata a partire da forme di convivenza tra le due ricerche artistiche e lo spazio che le accoglie, comprendendo un certo grado di opacità legato alla conoscenza reciproca. Questo si è tradotto anche in precise scelte allestitive, per cui lo spazio espositivo di BUILDING presenta alcuni moduli angolari come veri e propri dispositivi di opacità che alterano la relazione con gli ambienti della mostra. Con un gesto semplice, a cui fanno eco anche alcune delle opere, è nato un divisorio modulare: una struttura che non chiude né separa del tutto, ma apre nuove possibilità di orientamento. Un modo di avvicinarsi, per ripensare lo spazio espositivo come un luogo di passaggisoste e dialoghi, in cui gli angoli che fanno scivolare lo sguardo diventano strumenti di relazione: piccole architetture della vicinanza.

BUILDING BOX
12 artisti in 12 mesi
15.01.2026 – 06.01.2027
 
Per filo e per segno
Percorsi di arte tessile in Italia
a cura di Alberto Fiz
 
Primo trimestre:
1/12. Numero Cromatico 15.01.2026 – 11.02.2026
2/12. Paola Anziché 13.02.2026 – 11.03.2026
3/12. Maurizio Donzelli 13.03.2026 – 08.04.2026

Dal 15 gennaio 2026 al 6 gennaio 2027BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture lavori site-specific. I primi tre artisti sono: Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anziché (Milano, 1975) e Maurizio Donzelli (Brescia, 1958).
L'ultimo decennio è stato caratterizzato da una sempre maggior attenzione nei confronti dell'arte tessile che si è affermata come uno dei linguaggi più vitali della contemporaneità. Il progetto espositivo presentato da BUILDING BOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluidoa tutto tondo, da cui emergono le potenzialità di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s'intersecano tradizionememoria e attualità evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui.
Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull'arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l'inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bensì un approccio innovativo nei confronti della realtà e dell'immagine. 

BUILDING TERZO PIANO
15.01.2026 – 14.02.2026
 
Virginia Zanetti
La danza del sale
a cura di Giulia Bortoluzzi

Dal 15 gennaio al 14 febbraio 2026BUILDING TERZO PIANO presenta La danza del sale, una mostra personale dell’artista Virginia Zanetti (Fiesole, 1981) a cura di Giulia Bortoluzzi.
L’esposizione riunisce una selezione di opere fotografichevideo e scultoree, che documentano e sviluppano il tema dell’impermanenza e della trasformazione di stato che l’artista ha avviato con l’intervento site-specific e le performance collettive nella salina di Margherita di Savoia (BT). Zanetti offre una narrazione collettiva nella quale l’ambiente naturale – caratterizzato in questo caso dalla presenza del sale – e il tessuto sociale della comunità, che si esprime nell’attività di raccolta del composto cristallino, convergono in un processo comune di trasformazione.
La rappresentazione di questo divenire, nel quale la natura si riappropria della conoscenza e dei prodotti realizzati dall’uomo, emerge in questa mostra dai frammenti di sale riuniti come reperti di un passato che va a scomparire, generati dal deterioramento naturale di sculture cristallizzate, realizzate nell’estate del 2023 sotto la guida del saliniere Raffaele Valerio. Questi frammenti derivati dalle opere, originariamente ottenute dal processo di solidificazione del minerale sugli strumenti di lavoro e simboli collettivi della comunità pugliese sono la traccia tangibile dell’impermanenza, non solo della memoria antica che si disperde parallelamente ai tessuti comunitari che la conservano e tramandano, ma anche del desiderio dell’uomo di poter controllare i processi geologici e climatici della Terra. In questa assenza di controllo, l’artista agisce per preservare l’impossibile attivando una danza estatica di rinascita. Non solo: nella nuova e inedita fase di analisi di questo processo di evanescenza e conservazione, presentata per la prima volta in esclusiva nella mostra di BUILDING TERZO PIANO, Zanetti sceglie di rispondere alla fragilità con il suo stesso linguaggio utilizzando il vetro per imprimere il calco di oggetti altrimenti dispersi dal passare del tempo.


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