Martin Schongauer. Il bello immortale (Le bel immortel)

Martin Schongauer, L'Annunciazione (dettaglio), Pala d'altare di Orlier, 14870-1475 circa | Courtesy © Museo Unterlinden, Colmar, ph: Christian Kempf

 

Dal 8 Aprile 2026 al 20 Luglio 2026

Luogo: Musée du Louvre

Indirizzo: Rue de Rivoli

Orari: Mer - Lun 9 - 18 | Mar chiuso

Curatori: Pantxika Béguerie De Paepe, Hélène Grollemund

Costo del biglietto: € 22 | € 32

Telefono per informazioni: +33 01 40 20 53 17

E-Mail info: info@louvre.fr

Sito ufficiale: http://www.louvre.fr


Soprannominato "Il Bellissimo Martin" da Albrecht Dürer, Martin Schongauer (Colmar, circa 1445–Alt-Breisach, 1491) fu un prodigioso pittore, disegnatore e incisore che rimane relativamente sconosciuto al di fuori di una ristretta cerchia di esperti e appassionati. Fu tuttavia uno degli artisti più popolari del tardo Medioevo e una delle figure di spicco di questo periodo. La mostra riunisce un centinaio di opere per mettere in luce l'opera di Schongauer e la sua eredità che trascende confini e tempo. Presenta alcuni dei suoi rari disegni, un'ampia selezione delle incisioni che lo resero famoso in tutta Europa e, per la prima volta, una collezione quasi completa dei dipinti (pale d'altare e dipinti da cavalletto) che si ritiene siano opera sua, tra cui l'eccezionale Madonna del Roseto del 1473, il suo unico dipinto su tavola di cui si conosca la data di realizzazione.

La mostra è strutturata in due capitoli principali: il primo ripercorre la vita e la carriera di Martin Schongauer, mentre il secondo esplora la portata dell'impatto delle sue incisioni sulla cultura visiva europea.

La scarsità di fonti fa sì che ancora oggi si sappia relativamente poco della sua vita. Figlio e fratello di orafi di Colmar, Schongauer raggiunse rapidamente la maestria nella delicata tecnica del bulino nelle sue incisioni, dimostrando una precisione impeccabile e una chiara comprensione della profondità, superando il suo predecessore, il Maestro ES. Le sue prime opere testimoniano la sua conoscenza dei grandi pittori dei Paesi Bassi meridionali, come Rogier van der Weyden, ma anche degli artisti di Norimberga, dove probabilmente soggiornò durante un viaggio durato all'incirca dal 1465 al 1470.

Alcuni rari dipinti di Schongauer sono giunti fino ai giorni nostri. Essi rivelano il suo senso estetico, sia nelle rappresentazioni umane che nel trattamento della decorazione e dello sfondo, nonché il suo gusto per l'ornamento e il naturalismo. I suoi piccoli pannelli dipinti esemplificano la nuova visione, più intima, del suo tempo riguardo al rapporto tra la Vergine e il Bambino, la serenità delle scene di adorazione e l'importanza del ruolo di Maria. La mostra presenta queste opere di dimensioni ridotte, destinate alla devozione privata, accanto ai pezzi di grande formato di Schongauer, commissionati da istituzioni religiose - conservati nelle chiese di Colmar e nella commenda di Isenheim - che fino ad oggi sono rimasti per lo più in Alsazia.

Tuttavia, le sue incisioni, soprattutto, rappresentano l'apice del suo stile affascinante. In queste opere, la sua immensa abilità tecnica si fonde con la sua vasta conoscenza dei testi apocrifi e dei commentari sulle vite dei santi. Esse rivelano un artista colto, con una propensione per la narrazione raffinata e inventiva e un occhio attento alla natura. La varietà dei soggetti gli permise di raggiungere un vasto pubblico. Nelle sue scene religiose incorporò temi animali e fantastici, oltre a elementi decorativi.

La seconda parte della mostra illustra la longevità dell'opera di Schongauer nel tempo e nello spazio. L'arte di Schongauer, in particolare le sue incisioni, continuò ad affascinare gli artisti anche dopo la sua scomparsa. Molti disegni, dipinti, incisioni, opere a stampa, sculture e oggetti d'arte realizzati tra la fine del XV e il XVII secolo, dalla Spagna alla Francia, dalla Boemia all'Italia, da artisti sia rinomati che anonimi, si ispirarono alle creazioni di questo illustre incisore, sia rimanendo fedeli all'originale sia prendendosi diverse libertà. È stata effettuata una selezione tra oltre mille opere per illustrare questa vasta diffusione iconografica che si estese ben oltre i confini del Sacro Romano Impero. È proprio questa incredibile capacità di resistere al tempo che ha conferito a Schongauer il titolo di "immortale".

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