Nostalgia del presente
Nostalgia del presente, Biffi Arte - Palazzo Marazzani Visconti, Piacenza
Dal 11 Ottobre 2012 al 9 Dicembre 2012
Piacenza | Visualizza tutte le mostre a Piacenza
Luogo: Biffi Arte - Palazzo Marazzani Visconti
Indirizzo: Piazza Sant’Antonino – Via Chiapponi 39
Orari: da martedì a domenica 15.30-19.30
Curatori: Angela Madesani
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0523 1720408
E-Mail info: galleria@biffiarte.it
Sito ufficiale: http://www.biffiarte.it
Nostalgia del presente: sembra un ossimoro. Come è possibile avere nostalgia di quanto si sta vivendo in questo preciso momento?
Per rispondere a questa domanda, è impossibile non riandare con la memoria alla toccante poesia di Jorge Luis Borges dal medesimo titolo:
In quel preciso momento l'uomo si disse:
che cosa non darei per la gioia
di stare al tuo fianco in Islanda
sotto il gran giorno immobile
e condividere l'adesso
come si condivide la musica
o il sapore di un frutto.
In quel preciso momento
l'uomo stava accanto a lei in Islanda.
In ogni tempo gli artisti hanno sempre guardato al proprio presente con interesse, a volte con sofferenza, prendendolo come punto di riferimento per la propria ricerca. Un tempo veloce come il nostro, in cui tutto cambia con grande velocità, comporta un senso di perdita, di crisi, di paura. E i versi di Borges sono in tal senso più che mai attuali.
I 14 artisti invitati a esporre in Nostalgia del presente analizzano tutti – ciascuno obbedendo alla propria sensibilità e agendo nella propria disciplina – il nostro tempo: alcuni di loro denunciano con le proprie opere questo senso di spaesamento, in altri è evidente il tentativo di rispondere, attraverso la loro ricerca, a quanto sentono accadere intorno a loro. La mostra viene così ad essere occasione per riflessioni di diversa e mai banale natura: senz’altro utili in questo momento storico particolare, di crisi forse ancora più etica che economica, in cui la voglia di tutti pare essere quella di vivere il presente, affrancati da un passato talvolta oneroso, nel tentativo di non affrontare un futuro che ha poco di roseo.
In mostra sono rappresentati vari linguaggi contemporanei, dalla pittura all’installazione, dalla fotografia al video, e vi prevalgono quelli che potremmo definire paesaggi di un tempo sospeso. Che si tratti delle invenzioni di Fiorenzo Rosso o dei grandi paesaggi romani di Gabriele Basilico, come di quelli di Elisabeth Scherffig, il tempo, in queste opere, è davvero sospeso. Né esso riprende a scorrere per i personaggi storici di J & Peg; se poi andiamo alle vedute urbane di Antonio Marchetti Lamera, la forma, almeno nella sua definizione corrente, non esiste più.
Quelle di Mariateresa Sartori sono registrazioni grafiche dei diversi flussi umani: uomini, però, privi di una faccia, registrati nelle loro abitudini quotidiane. Le immagini di Francesca Es sono riflessioni di matrice esistenziale, cosa che si potrebbe dire anche delle installazioni di Mauro Ghiglione.
Di Lucia Veronesi è in mostra il recente, enigmatico video dedicato alla Finlandia. Partono invece dal tema architettonico di alcuni importanti musei italiani e internazionali, per giungere a un più ampio significato, le immagini fotografiche di Guido Sartorelli.
Le sculture di Carlo Vidoni sono una profonda quanto malinconica immersione nel tema della natura, dell’ecologia, così come il lavoro installativo dell’argentina Inés Fontenla, che è comunque analizzabile anche da una visuale geopolitica. Le opere video e fotografiche di Alessandro Sambini sono a tutti gli effetti narrazioni multiple in cui la riflessione sul nostro tempo è venata di una sottile ironia. Le immagini di Paolo Parma, infine, tutte dai toni molto scuri, sviscerano i dubbi esistenziali dell’uomo contemporaneo.
Per rispondere a questa domanda, è impossibile non riandare con la memoria alla toccante poesia di Jorge Luis Borges dal medesimo titolo:
In quel preciso momento l'uomo si disse:
che cosa non darei per la gioia
di stare al tuo fianco in Islanda
sotto il gran giorno immobile
e condividere l'adesso
come si condivide la musica
o il sapore di un frutto.
In quel preciso momento
l'uomo stava accanto a lei in Islanda.
In ogni tempo gli artisti hanno sempre guardato al proprio presente con interesse, a volte con sofferenza, prendendolo come punto di riferimento per la propria ricerca. Un tempo veloce come il nostro, in cui tutto cambia con grande velocità, comporta un senso di perdita, di crisi, di paura. E i versi di Borges sono in tal senso più che mai attuali.
I 14 artisti invitati a esporre in Nostalgia del presente analizzano tutti – ciascuno obbedendo alla propria sensibilità e agendo nella propria disciplina – il nostro tempo: alcuni di loro denunciano con le proprie opere questo senso di spaesamento, in altri è evidente il tentativo di rispondere, attraverso la loro ricerca, a quanto sentono accadere intorno a loro. La mostra viene così ad essere occasione per riflessioni di diversa e mai banale natura: senz’altro utili in questo momento storico particolare, di crisi forse ancora più etica che economica, in cui la voglia di tutti pare essere quella di vivere il presente, affrancati da un passato talvolta oneroso, nel tentativo di non affrontare un futuro che ha poco di roseo.
In mostra sono rappresentati vari linguaggi contemporanei, dalla pittura all’installazione, dalla fotografia al video, e vi prevalgono quelli che potremmo definire paesaggi di un tempo sospeso. Che si tratti delle invenzioni di Fiorenzo Rosso o dei grandi paesaggi romani di Gabriele Basilico, come di quelli di Elisabeth Scherffig, il tempo, in queste opere, è davvero sospeso. Né esso riprende a scorrere per i personaggi storici di J & Peg; se poi andiamo alle vedute urbane di Antonio Marchetti Lamera, la forma, almeno nella sua definizione corrente, non esiste più.
Quelle di Mariateresa Sartori sono registrazioni grafiche dei diversi flussi umani: uomini, però, privi di una faccia, registrati nelle loro abitudini quotidiane. Le immagini di Francesca Es sono riflessioni di matrice esistenziale, cosa che si potrebbe dire anche delle installazioni di Mauro Ghiglione.
Di Lucia Veronesi è in mostra il recente, enigmatico video dedicato alla Finlandia. Partono invece dal tema architettonico di alcuni importanti musei italiani e internazionali, per giungere a un più ampio significato, le immagini fotografiche di Guido Sartorelli.
Le sculture di Carlo Vidoni sono una profonda quanto malinconica immersione nel tema della natura, dell’ecologia, così come il lavoro installativo dell’argentina Inés Fontenla, che è comunque analizzabile anche da una visuale geopolitica. Le opere video e fotografiche di Alessandro Sambini sono a tutti gli effetti narrazioni multiple in cui la riflessione sul nostro tempo è venata di una sottile ironia. Le immagini di Paolo Parma, infine, tutte dai toni molto scuri, sviscerano i dubbi esistenziali dell’uomo contemporaneo.
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