Gregorio Botta. Essendo la mia casa addormentata
Opera di Gregorio Botta
Dal 13 Ottobre 2024 al 22 Novembre 2024
Luogo: Fondazione VOLUME!
Indirizzo: Via di San Francesco di Sales 86/88
Orari: dal martedì al venerdì dalle 17:00 alle 19:00
Telefono per informazioni: +39 06 6892431
Sito ufficiale: http://fondazionevolume.com
Il 13 ottobre 2024 dalle 12.00 alle 20.00 la Fondazione VOLUME! inaugura Essendo la mia casa addormentata un lavoro di Gregorio Botta. Il lavoro, accompagnato da un testo critico di Silvano Manganaro, fa parte di un ciclo avviato nel 2021, nel quale gli artisti si confrontano con uno spazio che mette in dialogo due ambienti diversi.
Gregorio Botta (Napoli, 1953) artista di radicale essenzialità che da sempre si esprime attraverso una composizione minimale di elementi materiali e immateriali, in questa occasione esplora l'alternanza tra luce e ombra, giorno e notte, attraverso un percorso sensoriale che richiama i versi mistici de La notte oscura di San Giovanni della Croce.
L'installazione si sviluppa attraverso un viaggio emozionale, che si apre nell'oscurità: sculture di cera nascondono elementi naturali come acqua e fuoco, evocando presenze misteriose e inafferrabili. Le sfumature grigie e nere creano un'atmosfera di introspezione e silenzio, dove le forme si rivelano solo parzialmente allo sguardo. Si passa gradualmente alla luce, dove i lavori di Botta si illuminano, assumendo colore e vitalità. Una voce, quella di Sergio Rubini(Bari, 1959), sussurra i versi di San Giovanni della Croce, intrecciando poesia e arte in un dialogo sensoriale profondo.
Il viaggio culmina nella luce in un ambiente luminoso come un’alba, simbolo del ciclo continuo tra il giorno e la notte. Ed è proprio attraverso il costante contrasto tra buio e luce che si offre una riflessione profonda sulla ricerca interiore, sulla spiritualità e sul rapporto tra visibile e invisibile.
Gregorio Botta vive e lavora a Roma. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1984 e da allora ha esposto le sue opere in molte gallerie italiane e estere. L'artista reinterpreta il tempo e la visibilità del mondo attraverso l'uso di elementi naturali come cera, acqua, ferro, fuoco, sangue, foglie, vetro, piombo, alabastro, pietre, terre e ossidi, mettendoli spesso in dialogo con elementi impalpabili come luce e suono. La sua ricerca è un'interrogazione costante del mistero dell'esistenza, dove ogni materiale diventa simbolo di una dimensione che sfugge alla percezione ordinaria. Le sue opere, spesso installazioni immersive, creano spazi di silenzio e contemplazione, invitando l'osservatore a riflettere su una realtà fluida e inafferrabile, in cui il tempo sembra sospeso e il visibile si dissolve nel mistero dell'invisibile.
Ha esposto in numerose gallerie italiane e straniere, tra cui Studio G7 di Bologna, Il Segno (ora Francesca Antonini arte contemporanea) di Roma, Studio Trisorio di Napoli, Lo Scudo di Verona e la galleria Simondi di Torino dove ha inaugurato l’ultima personale nel 2023. Ha firmato le scenografie di tre spettacoli di Sergio Rubini: Delitto e Castigo, Dracula e Il caso Jekyll. Scrittore e saggista ha pubblicato per Einaudi Pollock e Rothko, il gesto e il respiro e per Laterza Paul Klee, genio e regolatezza. Alla Fondazione VOLUME!, nel 2009, ha allestito la mostra Accendere una lampada e sparire a cura di Achill Bonito Oliva. Nel 2025 è in programma una sua esposizione al Man di Nuoro.
Gregorio Botta (Napoli, 1953) artista di radicale essenzialità che da sempre si esprime attraverso una composizione minimale di elementi materiali e immateriali, in questa occasione esplora l'alternanza tra luce e ombra, giorno e notte, attraverso un percorso sensoriale che richiama i versi mistici de La notte oscura di San Giovanni della Croce.
L'installazione si sviluppa attraverso un viaggio emozionale, che si apre nell'oscurità: sculture di cera nascondono elementi naturali come acqua e fuoco, evocando presenze misteriose e inafferrabili. Le sfumature grigie e nere creano un'atmosfera di introspezione e silenzio, dove le forme si rivelano solo parzialmente allo sguardo. Si passa gradualmente alla luce, dove i lavori di Botta si illuminano, assumendo colore e vitalità. Una voce, quella di Sergio Rubini(Bari, 1959), sussurra i versi di San Giovanni della Croce, intrecciando poesia e arte in un dialogo sensoriale profondo.
Il viaggio culmina nella luce in un ambiente luminoso come un’alba, simbolo del ciclo continuo tra il giorno e la notte. Ed è proprio attraverso il costante contrasto tra buio e luce che si offre una riflessione profonda sulla ricerca interiore, sulla spiritualità e sul rapporto tra visibile e invisibile.
Gregorio Botta vive e lavora a Roma. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1984 e da allora ha esposto le sue opere in molte gallerie italiane e estere. L'artista reinterpreta il tempo e la visibilità del mondo attraverso l'uso di elementi naturali come cera, acqua, ferro, fuoco, sangue, foglie, vetro, piombo, alabastro, pietre, terre e ossidi, mettendoli spesso in dialogo con elementi impalpabili come luce e suono. La sua ricerca è un'interrogazione costante del mistero dell'esistenza, dove ogni materiale diventa simbolo di una dimensione che sfugge alla percezione ordinaria. Le sue opere, spesso installazioni immersive, creano spazi di silenzio e contemplazione, invitando l'osservatore a riflettere su una realtà fluida e inafferrabile, in cui il tempo sembra sospeso e il visibile si dissolve nel mistero dell'invisibile.
Ha esposto in numerose gallerie italiane e straniere, tra cui Studio G7 di Bologna, Il Segno (ora Francesca Antonini arte contemporanea) di Roma, Studio Trisorio di Napoli, Lo Scudo di Verona e la galleria Simondi di Torino dove ha inaugurato l’ultima personale nel 2023. Ha firmato le scenografie di tre spettacoli di Sergio Rubini: Delitto e Castigo, Dracula e Il caso Jekyll. Scrittore e saggista ha pubblicato per Einaudi Pollock e Rothko, il gesto e il respiro e per Laterza Paul Klee, genio e regolatezza. Alla Fondazione VOLUME!, nel 2009, ha allestito la mostra Accendere una lampada e sparire a cura di Achill Bonito Oliva. Nel 2025 è in programma una sua esposizione al Man di Nuoro.
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