Nicola Bolla. Double cross
Nicola Bolla. Double cross, Torino
Dal 6 March 2014 al 5 April 2014
Torino | Visualizza tutte le mostre a Torino
Luogo: Galleria Photo&Contemporary / Galleria Zabert
Indirizzo: via dei Mille 36 / p.zza Cavour 10
Curatori: Valerio Tazzetti, Roberto Grasselli
Telefono per informazioni: +39 011 889884 / 011 8178627
E-Mail info: photoco@libero.it
Sito ufficiale: http://www.photoandcontemporary.com
La Gallerie Photo&Contemporary e Zabert sono liete di annunciare la personale di Nicola Bolla che avrà luogo congiuntamente nelle loro sedi espositive, situate in 2 noti palazzi storici del centro di Torino.
L’universo onirico e parallelo alla realtà dell’artista già invitato alle Biennali Veneziane del 1995 e del 2009 (Padiglione Italia) sarà rappresentato con nuove e tradizionali opere del repertorio creativo di Bolla, basate sull’uso di cristalli Swarowski e di carte da gioco.
Con quest’ultima tecnica, in particolare, l’autore ha realizzato alcune inedite installazioni di grande formato che sorprenderanno i visitatori tra le quali uno spettacolare fungo atomico, alcuni grandi animali che invaderanno le sale espositive, grandi ali che prenderanno slancio dalle pareti ed una serie di Mandala e di grandi stelle in basso rilievo che creeranno intriganti inganni visivi.
Opere frutto di grande virtuosismo che perdono il peso specifico tipico dell’opera scultorea attraverso l’ impressione di inconsistenza e leggerezza del materiale.
Il percorso dell’autore saluzzese si definisce talvolta attraverso la ricerca di nuovi valori formali e metaforici a partire da oggetti reali, decontestualizzati ed estremizzati nella loro fragile ed effimera esistenza, altre volte si tratta di “mirabilia naturalia”, di esseri viventi ed animali mitologici liberamente interpretati. In tal senso, il cristallo e la carta da gioco rappresentano l’idea di vanitas e l’azzardo esistenziale dunque l’ossimoro visivo tra il senso d’inutilità e la pulsione creativa, tra la rappresentazione dell’opulenza e la miseria umana, tra l’eternità dell’arte e la caducità terrena. La sua lettura dissacratoria e ludica della realtà sottolinea con forte accento post-surrealista la trasfigurazione simbolica dell’oggetto in icona contemporanea.
Mantenendosi distante dall’aura glamour che circonda molti artisti suoi coetanei Nicola Bolla, soprattutto con le sue opere realizzate con gli Swaroski (il suo teschio tempestato di cristalli del 1997 ha probabilmente ispirato Damien Hirst…), ha anticipato una profonda riflessione sulla ns. società sempre più dipendente dalla moda e dall’aspirazione al lusso ed ai suoi status symbols e sul rapporto ambiguo e promiscuo tra sistema dell’arte e fashion system.
La sua affascinante ed indipendente poetica ha condotto l’autore all’affermazione in Italia ed all’apprezzamento a livello internazionale con la partecipazione ad esposizioni personali e collettive negli USA ed in Cina negli ultimi 5 anni.
L’universo onirico e parallelo alla realtà dell’artista già invitato alle Biennali Veneziane del 1995 e del 2009 (Padiglione Italia) sarà rappresentato con nuove e tradizionali opere del repertorio creativo di Bolla, basate sull’uso di cristalli Swarowski e di carte da gioco.
Con quest’ultima tecnica, in particolare, l’autore ha realizzato alcune inedite installazioni di grande formato che sorprenderanno i visitatori tra le quali uno spettacolare fungo atomico, alcuni grandi animali che invaderanno le sale espositive, grandi ali che prenderanno slancio dalle pareti ed una serie di Mandala e di grandi stelle in basso rilievo che creeranno intriganti inganni visivi.
Opere frutto di grande virtuosismo che perdono il peso specifico tipico dell’opera scultorea attraverso l’ impressione di inconsistenza e leggerezza del materiale.
Il percorso dell’autore saluzzese si definisce talvolta attraverso la ricerca di nuovi valori formali e metaforici a partire da oggetti reali, decontestualizzati ed estremizzati nella loro fragile ed effimera esistenza, altre volte si tratta di “mirabilia naturalia”, di esseri viventi ed animali mitologici liberamente interpretati. In tal senso, il cristallo e la carta da gioco rappresentano l’idea di vanitas e l’azzardo esistenziale dunque l’ossimoro visivo tra il senso d’inutilità e la pulsione creativa, tra la rappresentazione dell’opulenza e la miseria umana, tra l’eternità dell’arte e la caducità terrena. La sua lettura dissacratoria e ludica della realtà sottolinea con forte accento post-surrealista la trasfigurazione simbolica dell’oggetto in icona contemporanea.
Mantenendosi distante dall’aura glamour che circonda molti artisti suoi coetanei Nicola Bolla, soprattutto con le sue opere realizzate con gli Swaroski (il suo teschio tempestato di cristalli del 1997 ha probabilmente ispirato Damien Hirst…), ha anticipato una profonda riflessione sulla ns. società sempre più dipendente dalla moda e dall’aspirazione al lusso ed ai suoi status symbols e sul rapporto ambiguo e promiscuo tra sistema dell’arte e fashion system.
La sua affascinante ed indipendente poetica ha condotto l’autore all’affermazione in Italia ed all’apprezzamento a livello internazionale con la partecipazione ad esposizioni personali e collettive negli USA ed in Cina negli ultimi 5 anni.
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