Paolo Novelli. Il giorno dopo la notte
Paolo Novelli, Study n. 2, 2011, gelatin silver print. Courtesy dell’Autore
Dal 14 June 2024 al 21 July 2024
Torino
Luogo: CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia
Indirizzo: Via delle Rosine 18
E-Mail info: camera@camera.to
Sito ufficiale: http://www.camera.to
Con l’esposizione Il giorno dopo la notte, invece, fino al 21 luglio 2024, la Project Room di CAMERA apre le sue porte alla personale di Paolo Novelli (Brescia, 1976) a cura del direttore artistico del Centro Walter Guadagnini, che riunisce due cicli di lavoro del fotografo – La notte non basta e Il giorno non basta - realizzati fra 2011 e 2018, considerati centrali nell’evoluzione del suo linguaggio.
Entrambe realizzate in analogico in un rigoroso bianco e nero, nel quale il processo di stampa assume un’importanza fondamentale, le due serie presentano sostanzialmente un unico soggetto, le finestre, coperte da persiane chiuse o murate, sulle facciate di edifici che non presentano alcuna caratteristica architettonica di particolare fascino. Le finestre qui vengono intese come una soglia, punto d’incontro tra dentro e fuori, luce e ombra. Il silenzio è un altro attore delle sue fotografie, avvolgente, in attesa di un movimento, un modo per sottolineare il tempo sospeso delle immagini, tra un prima e un dopo inconoscibili. I titoli delle due serie derivano da una riflessione del fotografo sui modi di dire, che si allarga a una visione esistenziale: quando le cose vanno male, qualcuno a fine giornata ci rincuora con frasi come: “dormici sopra, fai passare la notte e domani mattina vedrai...”. Poi ti svegli e non è cambiato nulla.
La ricerca di Novelli è fatta di tempi lunghi di realizzazione che richiedono tempi altrettanto lunghi di visione; le sue immagini sono fatte di variazioni minime, di spostamenti di luce e ombra, di sfumature, in un morandiano affondo nel mistero della restituzione del mondo attraverso immagini tanto più silenziose quanto più evocative
Entrambe realizzate in analogico in un rigoroso bianco e nero, nel quale il processo di stampa assume un’importanza fondamentale, le due serie presentano sostanzialmente un unico soggetto, le finestre, coperte da persiane chiuse o murate, sulle facciate di edifici che non presentano alcuna caratteristica architettonica di particolare fascino. Le finestre qui vengono intese come una soglia, punto d’incontro tra dentro e fuori, luce e ombra. Il silenzio è un altro attore delle sue fotografie, avvolgente, in attesa di un movimento, un modo per sottolineare il tempo sospeso delle immagini, tra un prima e un dopo inconoscibili. I titoli delle due serie derivano da una riflessione del fotografo sui modi di dire, che si allarga a una visione esistenziale: quando le cose vanno male, qualcuno a fine giornata ci rincuora con frasi come: “dormici sopra, fai passare la notte e domani mattina vedrai...”. Poi ti svegli e non è cambiato nulla.
La ricerca di Novelli è fatta di tempi lunghi di realizzazione che richiedono tempi altrettanto lunghi di visione; le sue immagini sono fatte di variazioni minime, di spostamenti di luce e ombra, di sfumature, in un morandiano affondo nel mistero della restituzione del mondo attraverso immagini tanto più silenziose quanto più evocative
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