L'intruso inventato cioè l'asfalto veneziano
© Tommaso Mola Meregalli, Venezia
Dal 3 July 2024 al 31 August 2024
Venezia
Luogo: Panorama Venezia
Indirizzo: Campiello San Zulian, San Marco
Curatori: Andrea Ceresa e Federico Broggini con Giovanni Paolin
E-Mail info: panoramavenezia@gmail.com
Sito ufficiale: http://panoramavenezia.com
Panorama presenta dal 3 luglio al 31 agosto 2024, “L'intruso inventato cioè l’asfalto veneziano” come quinto appuntamento di Surroundings.
Curata da Andrea Ceresa e Federico Broggini assieme a Giovanni Paolin, la mostra nasce dall’invito di Panorama di presentare il volume "Guida incompleta all’asfalto veneziano" di Broggini e Ceresa, edito dalla casa editrice veneziana El Squero. Per l’occasione, oltre ai due fotografi presenti nel volume – Giacomo Bianco e Tommaso Mola Meregalli – tre artiste - Erica Toffanin, Marina Marques (con Alessia Ugolin e Chiara Alexandra Young) e Valentina Goretti - ed un artista - Francesco Fazzi – sono stati invitati a riflettere sulla presenza imprevista dell’asfalto nell’isola di Venezia.
“I canali e le gondole, le calli, i ponti e San Marco: è la Venezia delle calamite e delle cartoline che vendono gli ambulanti ai piedi del Ponte di Rialto, è la Venezia che si vuole mettere su Instagram, quella che ci si vuole riportare negli Stati Uniti, in Cina o chissà quale altra casa dei 25 milioni di turisti ogni anno. E non si vorrebbe mai rovinare quest’immagine amena, ricolma di sogni per la sua strabiliante bellezza, ma non è mai giusto vedere solo quello che si vuole. E infatti abbiamo capito che questo progetto avesse qualcosa di interessante quando, dopo averlo raccontato, tutti, avvezzi alla città e non, domandavano: “e dov’è l’asfalto a Venezia?”.”
Venezia è probabilmente l’unica città occidentale che non ha e non ha mai avuto le automobili, simbolo della modernità per eccellenza, e ciò contribuisce alla costruzione della sua rappresentazione romantica di città eterna nell’immaginario comune. Ed è anche lo stesso motivo per cui l’asfalto viene percepito come assolutamente estraneo alla città: perché nel pensare comune è inscindibilmente connesso alle automobili e alla città moderna, mentre Venezia si visita solo percorrendo callette strette in cui Google Maps non funziona.
La presenza dell’asfalto dunque sembra illegittima, eppure l’asfalto c’è. Notare questa presenza straniera aiuta a disperdere a poco a poco la nebbia incantata che invade la città per poterla vedere più da vicino, più attentamente. Inoltre, considerando quanto l’intruso sia innocuo in questo caso, non c’è il pericolo di rovinare tutto, anzi, come direbbero i surrealisti, amici di Peggy Guggenheim: l’asfalto a Venezia “è bello come l’incontro casuale di una macchina per cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio”
Inaugurazione 3 luglio, ore 19.30
Curata da Andrea Ceresa e Federico Broggini assieme a Giovanni Paolin, la mostra nasce dall’invito di Panorama di presentare il volume "Guida incompleta all’asfalto veneziano" di Broggini e Ceresa, edito dalla casa editrice veneziana El Squero. Per l’occasione, oltre ai due fotografi presenti nel volume – Giacomo Bianco e Tommaso Mola Meregalli – tre artiste - Erica Toffanin, Marina Marques (con Alessia Ugolin e Chiara Alexandra Young) e Valentina Goretti - ed un artista - Francesco Fazzi – sono stati invitati a riflettere sulla presenza imprevista dell’asfalto nell’isola di Venezia.
“I canali e le gondole, le calli, i ponti e San Marco: è la Venezia delle calamite e delle cartoline che vendono gli ambulanti ai piedi del Ponte di Rialto, è la Venezia che si vuole mettere su Instagram, quella che ci si vuole riportare negli Stati Uniti, in Cina o chissà quale altra casa dei 25 milioni di turisti ogni anno. E non si vorrebbe mai rovinare quest’immagine amena, ricolma di sogni per la sua strabiliante bellezza, ma non è mai giusto vedere solo quello che si vuole. E infatti abbiamo capito che questo progetto avesse qualcosa di interessante quando, dopo averlo raccontato, tutti, avvezzi alla città e non, domandavano: “e dov’è l’asfalto a Venezia?”.”
Venezia è probabilmente l’unica città occidentale che non ha e non ha mai avuto le automobili, simbolo della modernità per eccellenza, e ciò contribuisce alla costruzione della sua rappresentazione romantica di città eterna nell’immaginario comune. Ed è anche lo stesso motivo per cui l’asfalto viene percepito come assolutamente estraneo alla città: perché nel pensare comune è inscindibilmente connesso alle automobili e alla città moderna, mentre Venezia si visita solo percorrendo callette strette in cui Google Maps non funziona.
La presenza dell’asfalto dunque sembra illegittima, eppure l’asfalto c’è. Notare questa presenza straniera aiuta a disperdere a poco a poco la nebbia incantata che invade la città per poterla vedere più da vicino, più attentamente. Inoltre, considerando quanto l’intruso sia innocuo in questo caso, non c’è il pericolo di rovinare tutto, anzi, come direbbero i surrealisti, amici di Peggy Guggenheim: l’asfalto a Venezia “è bello come l’incontro casuale di una macchina per cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio”
Inaugurazione 3 luglio, ore 19.30
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