Lorenzo Quinn. I Give You My Heart
Lorenzo Quinn, I GIVE YOU MY HEART III, 2020. Bronzo lucidato e resina rossa
Dal 24 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Galleria d’Arte Contini
Indirizzo: Calle Larga XXII Marzo, San Marco 2414
Orari: tutti i giorni 10.30-13 / 14-19.30
Telefono per informazioni: +39 041 523 0357
E-Mail info: venezia@continiarte.com
Sito ufficiale: http://www.continiarte.com
La Galleria d’Arte Contini è lieta di presentare a Venezia la nuova mostra personale di Lorenzo Quinn, I GIVE YOU MY HEART.
L’esposizione, in programma dal 24 aprile al 22 novembre nello spazio della galleria in Calle Larga XXII Marzo 2414, in concomitanza con la 61ª Biennale d’Arte di Venezia, rappresenta una nuova tappa del percorso espositivo iniziato la scorsa estate a Forte dei Marmi con la mostra ALL WE NEED IS LOVE, presso lo stabilimento Alpemare, e proseguito nella sede di Cortina d'Ampezzo durante l’inverno.
Il progetto si rinnova ora con opere inedite dell’artista italo-americano, attraverso una selezione di sculture e dipinti, Quinn sviluppa un dialogo intenso e coinvolgente, in cui il gesto plastico si fa linguaggio universale. Le sue celebri mani, simbolo di creazione, aiuto e unione, tornano protagoniste, rinnovate nella forma e nel significato, a testimonianza di una ricerca che coniuga forza espressiva e profondità concettuale. Un percorso che si ricollega anche alla sua installazione monumentale Building Bridges, realizzata a Venezia in occasione della 58ª Biennale e divenuta simbolo di dialogo e connessione tra culture. Le sue opere si fanno così portavoce di un messaggio di unità e consapevolezza: costruiscono ponti tra popoli e individui, invitano a superare le barriere e incoraggiano la comprensione reciproca e l’armonia. In un tempo segnato da fragilità e trasformazioni, l’artista richiama alla responsabilità condivisa e alla necessità di un impegno comune verso la comunità e il pianeta.
La mostra testimonia inoltre l’evoluzione stilistica e tecnica di Quinn, che continua a sperimentare con materiali diversi: dal bronzo e dall’acciaio inossidabile, elementi distintivi del suo linguaggio scultoreo, fino al legno, alla resina e all’acrilico. Ogni materiale viene plasmato per dare forma concreta ai sentimenti e rendere tangibili le emozioni più autentiche.
Artista di fama internazionale, Lorenzo Quinn ha esposto in numerose città del mondo, costruendo un linguaggio che intreccia ricerca estetica e impegno etico. Con questo nuovo progetto veneziano, la Galleria d’Arte Contini rinnova il proprio dialogo con il pubblico internazionale, offrendo uno spazio di contemplazione e riflessione nel cuore della città.
Lorenzo Quinn è uno scultore figurativo italo-americano di fama internazionale, è nato a Roma nel 1966 dall’attore messicano-statunitense, il premio Oscar Anthony Quinn, e dalla sua seconda moglie, la costumista Iolanda Addolori. Durante gli anni di studio presso l’American Academy of Fine Arts di New York, Quinn capì che, tra tutte le arti, il suo futuro si sarebbe realizzato nella scultura. La potenza comunicativa e l’immediatezza del messaggio sono gli elementi che caratterizzano le sue opere, in particolare le sculture monumentali di arte pubblica che, negli ultimi due decenni, Quinn ha esposto in numerosi e prestigiosi contesti internazionali, conquistando il pubblico di tutto il mondo. Le sue creazioni trasmettono valori eterni ed emozioni positive: «Preferisco continuare a realizzare opere che ispirino amore e unità, anche se sono consapevole che il mondo sembra favorire un’arte che promuove la controversia e la divisione», afferma Lorenzo. Tra le opere monumentali più celebri si ricordano “Support” (2017), esposta a Venezia — le mani di un bambino che emergono dall’acqua del Canal Grande per sorreggere Ca’ Sagredo, simbolo della bellezza e fragilità della città — e “Building Bridges” (2019), all’Arsenale di Venezia — sei coppie di mani che rappresentano sei valori universalmente riconosciuti come fondamentali: amicizia, saggezza, aiuto, fede, speranza e amore. “Give” (2020), installata nei Giardini di Boboli di Palazzo Pitti a Firenze, testimonia l’importanza del “dono”. Di grande impatto anche “Together” (2021), opera di land art presentata prima a Cannes e poi nella mostra “Forever is Now” in Egitto, in occasione del primo evento di arte contemporanea ospitato nel sito UNESCO delle Piramidi di Giza; “The Greatest Goal” (2022), realizzata in occasione dei Mondiali di calcio in Qatar. Tra le opere più recenti figurano “Baby 3.0” (2022), installata nel Giardino della Città Metropolitana di Venezia, con la quale l’artista auspica una nuova rinascita dell’Umanità; “Building Bridges” (2023) a Vieste; “Paint your Life” (2024) a Caorle (Venezia); “Building Bridges” (2024) a Marina di Pietrasanta; e “Anime di Venezia – Souls of Venice” (2024), installata a Venezia in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Marco Polo e in concomitanza con la 60ª Biennale d’Arte. Nel settembre 2024 l’opera “Artisanal Intelligence” conquista la passerella di Tod’s durante la Milano Fashion Week, mentre in ottobre viene inaugurata “Together” a Mascate. Nel 2025 “Building Bridges” prosegue il suo viaggio attraverso le città italiane come simbolo di unità e raggiunge Martina Franca, in Puglia. A maggio viene inaugurata a Roma “Urania’s Passion”, in collaborazione con la Città Universitaria della Sapienza. A giugno, le gigantesche mani di “Enlightenment” celebrano l’unione tra i popoli al Didrichsen Museum di Helsinki. La scorsa estate a Forte dei Marmi, nei giardini di Bagno Alpemare, oasi artistica della famiglia Bocelli, si è tenuta la mostra “All We Need Is Love” in collaborazione con la Galleria d’Arte Contini. La stessa mostra, con l’aggiunta di alcune opere, verrà successivamente ospitata durante la stagione invernale 2025-2026 presso la Galleria d’Arte Contini di Cortina d’Ampezzo, consolidando ulteriormente la partnership e il successo del progetto.
L’esposizione, in programma dal 24 aprile al 22 novembre nello spazio della galleria in Calle Larga XXII Marzo 2414, in concomitanza con la 61ª Biennale d’Arte di Venezia, rappresenta una nuova tappa del percorso espositivo iniziato la scorsa estate a Forte dei Marmi con la mostra ALL WE NEED IS LOVE, presso lo stabilimento Alpemare, e proseguito nella sede di Cortina d'Ampezzo durante l’inverno.
Il progetto si rinnova ora con opere inedite dell’artista italo-americano, attraverso una selezione di sculture e dipinti, Quinn sviluppa un dialogo intenso e coinvolgente, in cui il gesto plastico si fa linguaggio universale. Le sue celebri mani, simbolo di creazione, aiuto e unione, tornano protagoniste, rinnovate nella forma e nel significato, a testimonianza di una ricerca che coniuga forza espressiva e profondità concettuale. Un percorso che si ricollega anche alla sua installazione monumentale Building Bridges, realizzata a Venezia in occasione della 58ª Biennale e divenuta simbolo di dialogo e connessione tra culture. Le sue opere si fanno così portavoce di un messaggio di unità e consapevolezza: costruiscono ponti tra popoli e individui, invitano a superare le barriere e incoraggiano la comprensione reciproca e l’armonia. In un tempo segnato da fragilità e trasformazioni, l’artista richiama alla responsabilità condivisa e alla necessità di un impegno comune verso la comunità e il pianeta.
La mostra testimonia inoltre l’evoluzione stilistica e tecnica di Quinn, che continua a sperimentare con materiali diversi: dal bronzo e dall’acciaio inossidabile, elementi distintivi del suo linguaggio scultoreo, fino al legno, alla resina e all’acrilico. Ogni materiale viene plasmato per dare forma concreta ai sentimenti e rendere tangibili le emozioni più autentiche.
Artista di fama internazionale, Lorenzo Quinn ha esposto in numerose città del mondo, costruendo un linguaggio che intreccia ricerca estetica e impegno etico. Con questo nuovo progetto veneziano, la Galleria d’Arte Contini rinnova il proprio dialogo con il pubblico internazionale, offrendo uno spazio di contemplazione e riflessione nel cuore della città.
Lorenzo Quinn è uno scultore figurativo italo-americano di fama internazionale, è nato a Roma nel 1966 dall’attore messicano-statunitense, il premio Oscar Anthony Quinn, e dalla sua seconda moglie, la costumista Iolanda Addolori. Durante gli anni di studio presso l’American Academy of Fine Arts di New York, Quinn capì che, tra tutte le arti, il suo futuro si sarebbe realizzato nella scultura. La potenza comunicativa e l’immediatezza del messaggio sono gli elementi che caratterizzano le sue opere, in particolare le sculture monumentali di arte pubblica che, negli ultimi due decenni, Quinn ha esposto in numerosi e prestigiosi contesti internazionali, conquistando il pubblico di tutto il mondo. Le sue creazioni trasmettono valori eterni ed emozioni positive: «Preferisco continuare a realizzare opere che ispirino amore e unità, anche se sono consapevole che il mondo sembra favorire un’arte che promuove la controversia e la divisione», afferma Lorenzo. Tra le opere monumentali più celebri si ricordano “Support” (2017), esposta a Venezia — le mani di un bambino che emergono dall’acqua del Canal Grande per sorreggere Ca’ Sagredo, simbolo della bellezza e fragilità della città — e “Building Bridges” (2019), all’Arsenale di Venezia — sei coppie di mani che rappresentano sei valori universalmente riconosciuti come fondamentali: amicizia, saggezza, aiuto, fede, speranza e amore. “Give” (2020), installata nei Giardini di Boboli di Palazzo Pitti a Firenze, testimonia l’importanza del “dono”. Di grande impatto anche “Together” (2021), opera di land art presentata prima a Cannes e poi nella mostra “Forever is Now” in Egitto, in occasione del primo evento di arte contemporanea ospitato nel sito UNESCO delle Piramidi di Giza; “The Greatest Goal” (2022), realizzata in occasione dei Mondiali di calcio in Qatar. Tra le opere più recenti figurano “Baby 3.0” (2022), installata nel Giardino della Città Metropolitana di Venezia, con la quale l’artista auspica una nuova rinascita dell’Umanità; “Building Bridges” (2023) a Vieste; “Paint your Life” (2024) a Caorle (Venezia); “Building Bridges” (2024) a Marina di Pietrasanta; e “Anime di Venezia – Souls of Venice” (2024), installata a Venezia in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Marco Polo e in concomitanza con la 60ª Biennale d’Arte. Nel settembre 2024 l’opera “Artisanal Intelligence” conquista la passerella di Tod’s durante la Milano Fashion Week, mentre in ottobre viene inaugurata “Together” a Mascate. Nel 2025 “Building Bridges” prosegue il suo viaggio attraverso le città italiane come simbolo di unità e raggiunge Martina Franca, in Puglia. A maggio viene inaugurata a Roma “Urania’s Passion”, in collaborazione con la Città Universitaria della Sapienza. A giugno, le gigantesche mani di “Enlightenment” celebrano l’unione tra i popoli al Didrichsen Museum di Helsinki. La scorsa estate a Forte dei Marmi, nei giardini di Bagno Alpemare, oasi artistica della famiglia Bocelli, si è tenuta la mostra “All We Need Is Love” in collaborazione con la Galleria d’Arte Contini. La stessa mostra, con l’aggiunta di alcune opere, verrà successivamente ospitata durante la stagione invernale 2025-2026 presso la Galleria d’Arte Contini di Cortina d’Ampezzo, consolidando ulteriormente la partnership e il successo del progetto.
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