Stefano Cescon. Geologie Incerte
Opera di Stefano Cescon
Dal 11 Novembre 2021 al 30 Dicembre 2021
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Spuma-Space for the Arts
Indirizzo: Fond.ta S.Biagio 800R
Orari: gio-sab 11.00 - 18.00 (Gli altri giorni apertura su appuntamento. Chiuso il 24, 25 e 26 dicembre)
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Sito ufficiale: http://www.veniceartfactory.org
Contemporis ETS in collaborazione con VeniceArtFactory presenta “Geologie Incerte”, la mostra personale di Stefano Cescon a SPUMA - Space for the Arts, in Giudecca.
Action painting senza azione. La distanza tra intenzione ed espressione, che in molta pittura novecentesca è stata sostanzialmente azzerata nella prossimità bruciante tra i due poli, in cui l’intenzione inceneriva risolvendosi nell’atto pittorico, viene esplorata dalla pratica di Stefano Cescon. Misurata, mappata, quasi coltivata fino a disperderne l’origine, la radice. Perché le ipnotiche superfici cromatiche delle sue opere, le velature, le stratificazioni, le saturazioni e gli affioramenti, non derivano in modo immediato da un’intenzione o da un’intuizione – sia pur inconscia.
Non c’è, nell’intelletto dell’artista, un’immagine mentale da tradurre in figura tangibile. Il lavoro quotidiano con la materia (cera, paraffina, pigmenti) rimpiazza le leggi dell’intenzionalità. La trasformazione, il cambiamento di stato, la mutazione – non la tela bianca – costituiscono il dato di partenza su cui Cescon innesta un lavoro mentale e una disciplina di sperimentazione, che conduce a un punto in cui la metamorfosi si manifesta in forme compiute.
Ma questo, si sa, accade solo raramente.
Ed è lì, giunti agli stadi finali del processo, che Cescon pesa con lo sguardo gli innumerevoli esiti dei suoi esperimenti, e solo in pochi riconosce – come nel lampo di chi per caso rivede un amico dopo tanto tempo – il germe dell’idea che vi aveva seminato.
Le sue opere sono i magnifici fenotipi di un genoma pittorico che egli ha imparato a manipolare con pazienza, studio, acume, fino a farne la propria grammatica. Dall’adozione di questo linguaggio, fatto di mescole di sostanze molli, colate e attese, il suo spettro espressivo ha dilatato le varietà iniziali di sedimentazioni a strati, aprendo il campo a soluzioni più marcatamente pittoriche, che tuttavia non smarriscono il timbro della profondità, dello spessore della materia. Cescon dipinge nelle tre dimensioni dello spazio, iscrivendo la durata temporale nell’immagine.
Stefano Cescon:
È un artista emergente, che lavora a Venezia (Italia), particolarmente conosciuto per le sue opere di cera tra la scultura e la pittura, caratterizzate da multiple stratificazioni colorate. La ricerca sviluppata negli ultimi anni di lavoro, si fonda sul rapporto dialettico tra elementi speculari: l’equilibrio tra forze di superficie (laterali e frontali) e i passaggi tonali. Dove la forma è costretta o contenuta in una struttura geometrica, la cera si pone come contraltare in grado di restituire morbidezza ed espressività al risultato finale.
Stefano Cescon è nato a Pordenone nel 1989. Attualmente vive e lavora a Venezia. È stato vincitore dell’ottava edizione del Premio Cramum.
www.stefanocescon.it
Instagram: @stefanocescon.hb
Action painting senza azione. La distanza tra intenzione ed espressione, che in molta pittura novecentesca è stata sostanzialmente azzerata nella prossimità bruciante tra i due poli, in cui l’intenzione inceneriva risolvendosi nell’atto pittorico, viene esplorata dalla pratica di Stefano Cescon. Misurata, mappata, quasi coltivata fino a disperderne l’origine, la radice. Perché le ipnotiche superfici cromatiche delle sue opere, le velature, le stratificazioni, le saturazioni e gli affioramenti, non derivano in modo immediato da un’intenzione o da un’intuizione – sia pur inconscia.
Non c’è, nell’intelletto dell’artista, un’immagine mentale da tradurre in figura tangibile. Il lavoro quotidiano con la materia (cera, paraffina, pigmenti) rimpiazza le leggi dell’intenzionalità. La trasformazione, il cambiamento di stato, la mutazione – non la tela bianca – costituiscono il dato di partenza su cui Cescon innesta un lavoro mentale e una disciplina di sperimentazione, che conduce a un punto in cui la metamorfosi si manifesta in forme compiute.
Ma questo, si sa, accade solo raramente.
Ed è lì, giunti agli stadi finali del processo, che Cescon pesa con lo sguardo gli innumerevoli esiti dei suoi esperimenti, e solo in pochi riconosce – come nel lampo di chi per caso rivede un amico dopo tanto tempo – il germe dell’idea che vi aveva seminato.
Le sue opere sono i magnifici fenotipi di un genoma pittorico che egli ha imparato a manipolare con pazienza, studio, acume, fino a farne la propria grammatica. Dall’adozione di questo linguaggio, fatto di mescole di sostanze molli, colate e attese, il suo spettro espressivo ha dilatato le varietà iniziali di sedimentazioni a strati, aprendo il campo a soluzioni più marcatamente pittoriche, che tuttavia non smarriscono il timbro della profondità, dello spessore della materia. Cescon dipinge nelle tre dimensioni dello spazio, iscrivendo la durata temporale nell’immagine.
Stefano Cescon:
È un artista emergente, che lavora a Venezia (Italia), particolarmente conosciuto per le sue opere di cera tra la scultura e la pittura, caratterizzate da multiple stratificazioni colorate. La ricerca sviluppata negli ultimi anni di lavoro, si fonda sul rapporto dialettico tra elementi speculari: l’equilibrio tra forze di superficie (laterali e frontali) e i passaggi tonali. Dove la forma è costretta o contenuta in una struttura geometrica, la cera si pone come contraltare in grado di restituire morbidezza ed espressività al risultato finale.
Stefano Cescon è nato a Pordenone nel 1989. Attualmente vive e lavora a Venezia. È stato vincitore dell’ottava edizione del Premio Cramum.
www.stefanocescon.it
Instagram: @stefanocescon.hb
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