Da Palermo un forte NO ad ogni conflitto: è lo sguardo dissacrante di Max Papeschi a tracciare un confine oltre cui non andare. In un tempo si assiste a guerre reali, economiche o silenziose contro il futuro del pianeta, Papeschi attinge al suo modus non conformista per affrontare il tema della pace – e dunque della guerra – in maniera del tutto inedita: e ritorna a Palermo con il suo “esercito impossibile”. Extinction, dopo Milano, Parigi e Matera, arriva da oggi nei giardini esterni del Teatro Massimo, grazie al sostegno della Fondazione Pietro Barbaro, con il supporto del Comune di Palermo e della Fondazione lirica, in collaborazione con la Settimana delle Culture e in continuità con il gemellaggio con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
Extinction è un progetto di Max Papeschi, curato da Stefania Morici e Antonio Calbi, prodotto da Arteventi che nasce da un’ipotesi provocatoria: in un futuro prossimo, la specie umana si è ormai estinta e una civiltà extraterrestre tenta di ricostruire la storia attraverso frammenti digitali distorti. L’esposizione si articola in tre interventi diffusi in città, ma ha il suo cuore nei giardini del Massimo dove è allestita Zwergen Dämmerung (Il crepuscolo dei nani), installazione di 47 statue monumentali che uniscono i corpi dei famosi guerrieri di terracotta di Xi’an, alle teste dei nani da giardino. Alla Fondazione Barbaro, a Palazzo Trinacria, sono invece esposte una grande scultura e alti tre “guerrieri”, mentre su grandi cartelloni pubblicitari ha preso vita una campagna-teaser con frasi-shock da “1984” di Orwell che denunciano in maniera dissacrante. “L’arte non deve essere spiegata, ma restare provocatoria, deve far discutere e far scoprire - dice Max Papeschi - Il mio esercito di terracotta arriva da una realtà parallela, è la ricostruzione fatta dagli alieni dei nostri umani, perennemente in guerra: è un ossimoro visivo, uno gnometto, kitsch, stupidino, simpatico nel corpo di un guerriero che per sua costituzione, porta la morte”. Da questa ipotesi nasce un racconto visivo che mette in luce guerre, idolatria, decadenza culturale e autodistruzione. “Adottando uno sguardo alieno, Papeschi mette a nudo l’assurdità della nostra epoca - dice Stefania Morici, curatrice con Antonio Calbi del progetto - Idoli effimeri, memoria corrotta, conflitti permanenti, decadenza culturale. L’effetto è straniante e ironico, una caricatura spietata che mostra l’umanità come oggetto di studio archeologico, vittima della propria autodistruzione”. L’allestimento è stato studiato dall’architetto Giovanni Musica di studio MGAlab che spiega di aver ideato per Papeschi “una messinscena architettonica disposta come un ritrovamento archeologico, ma di fatto un grande simbolo storico: un cortocircuito che mette in difficoltà il visitatore”.
L’installazione nei giardini del Teatro Massimo crea un forte contrasto tra alto e basso, eroico e grottesco, in uno dei luoghi simbolo della cultura europea. Le opere esposte nei giardini del teatro appartengono ad ArTI. "Opere di arte urbana contro le ideologie tossiche di questo nostro Terzo millennio, ponendo una riflessione sui modelli culturali, politici e sociali dell'Occidente” dice Giampiero Cannella, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Palermo “È una narrazione in cui potere, violenza e intrattenimento si fondono fino a diventare indistinguibili". Per il sovrintendente Marco Betta, “l’armata dissacrante dei guerrieri di Papeschi crea un cortocircuito visivo con l’architettura monumentale del Teatro. Un’occasione per riflettere sull’idea di estinzione che riguarda innanzitutto i modelli culturali”.
Nella sede della Fondazione Pietro Barbaro, a Palazzo Trinacria, è ospitata Full Metal Karma, installazione che nasce dalla fusione simbolica tra Buddha e Napoleone. L’opera sviluppa l’idea di una cultura terrestre fraintesa, in cui pace interiore e conflitto si sovrappongono fino a suggerire la guerra come destino inevitabile dell’umanità. “Esiste un modo di amare una città che va oltre le parole: offrirle un’arte che disturba, che interroga, che non consola - intervengono Gianni e Alfredo Barbaro - Con Extinction cerchiamo, ancora una volta, attraverso la provocazione di portare ad una riflessione collettiva senza cercare il consenso, ma la verità”. “Una mostra che vuole stimolare uno sguardo consapevole, capace di cogliere nel gesto artistico una forma di resistenza poetica” per Marcella Aiello, direttrice della Fondazione Pietro Barbaro.
Il progetto si completa con 2 + 2 = 5, un intervento urbano che porta nei luoghi pubblici di Palermo le celebri frasi tratte da 1984 di George Orwell, trasformandole in slogan mimetizzati nel linguaggio del presente. Un’azione che rafforza il senso complessivo di Extinction, inteso non come evento improvviso ma come processo lento di erosione culturale e critica. Il progetto è realizzato in collaborazione con Alessi.
Il progetto espositivo è diviso in tre parti:
Zwergen Dämmerung al Teatro Massimo
Full Metal Karma alla Fondazione Pietro Barbaro
2 + 2 = 5 su cartelloni e led luminosi in giro per Palermo
Bio dell’artista
Max Papeschi approda nel mondo dell’arte contemporanea nel 2008, dopo una decennale esperienza da regista teatrale, televisivo e cinematografico. Il clamore sollevato da una sua opera gigante affissa su un palazzo di Poznan in Polonia lo proietta molto rapidamente sulla scena artistica internazionale. Ha esposto le sue opere in tutto il mondo in oltre 70 mostre personali. Nel 2014 esce in Italia la sua autobiografia edita da Sperling & Kupfer (Gruppo Mondadori).
Ad aprile 2016 inaugura a Milano il progetto culturale-umanitario Welcome to North Korea in collaborazione con Amnesty International, un vero precedente artistico che unisce arte digitale, performance e installazioni attraverso una parodistica propaganda di regime che svela gli orrori della dittatura di Kim Jong Un. Sempre nel 2016 realizza negli Stati Uniti il videoclip e la copertina dell’album IT’S ALL DEVO di Gerald Casale (DEVO). Nel 2018 esce il suo nuovo libro Max vs Max, edito da Giunti. Da maggio 2022 collabora con il mensile FQ Millennium diretto da Peter Gomez.
A gennaio 2023 debutta Extinction Chapter 1 presso Palazzo delle Stelline a Milano, primo capitolo di un progetto itinerante che pone sotto i riflettori i peggiori difetti degli esseri umani, attraverso un racconto in cui s'immagina un'umanità ormai estinta riscoperta dagli alieni. La stessa mostra è poi riproposta all’Aeroporto internazionale di Malpensa, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, ai Sassi di Matera e all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Nel 2025 presenta insieme alla fotografa e regista Arianna Bonucci il progetto Eau de Eau, un finto lancio di un profumo di lusso che, tra ironia e critica sociale, denuncia la crisi idrica globale e la mercificazione delle risorse. Dopo il debutto di Milano, Eau de Eau viene portato in tour negli Stati Uniti in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura, toccando le città di San Francisco, Los Angeles, Washington e New York.
Mostra Max Papeschi. Extinction Zwergen Dämmerung a Palermo. Le informazioni sulla mostra Max Papeschi. Extinction Zwergen Dämmerung, i curatori, gli orari di ingresso, il costo dei biglietti, i numeri per prenotare, il comunicato stampa sulla mostra Max Papeschi. Extinction Zwergen Dämmerung del museo Teatro Massimo | Giardini di Palermo.
Scheda Mostra
Max Papeschi. Extinction Zwergen Dämmerung
Max Papeschi
- Luogo: Teatro Massimo | Giardini
- Curatori: Stefania Morici, Antonio Calbi
- Città: Palermo
- Provincia: Palermo
- Data inizio: 7 February 2026
- Data fine: 8 March 2026
- Costo del biglietto: Ingresso libero




