Fondazione Maddalena Di Giacomo
Venezia, Palazzo Valier, San Polo 1022
- Indirizzo: Palazzo Valier, San Polo 1022
- Sito E-Ticketing: http://https://www.tickettailor.com/self-service/fondazionemaddalenadigiacomo
- E-Mail: info@fondazionemaddalenadigiacomo.org
DESCRIZIONE:
Il 21 maggio 2026, in concomitanza con la Biennale Arte di Venezia, la Fondazione Maddalena Di Giacomo aprirà ufficialmente le sue porte con La Nota Mancante, un progetto espositivo ispirato alla musica del silenzio e all’Impresa delle Pause di Isabella d’Este: un intreccio di tempi, sensibilità e memorie che prende forma in una mostra concepita come un percorso immersivo tra arte, percezione e immaginazione.
La Fondazione è una realtà no profit aperta al pubblico, dedicata alla promozione dell’intersezione tra arte e scienza, con l’obiettivo di restituire all’arte il suo valore più profondo: quello di strumento di supporto ai processi emotivi, al lutto e alla salute mentale. A pochi passi dal Ponte di Rialto, nel cuore di Venezia, la Fondazione Maddalena Di Giacomo aprirà nel maggio 2026, in concomitanza con la 61ª Biennale d’Arte di Venezia.
Situata al piano nobile del rinascimentale Palazzo Valier, lo stesso edificio in cui visse e morì Giorgione, la Fondazione, presieduta e diretta da Alexandra Mazzanti, nasce con l’obiettivo di preservare e promuovere l’eredità culturale di Maddalena Di Giacomo (Roma, 1950 - 2016), realizzando ed espandendo il suo progetto incompiuto, il Petit Musée de la Femme: uno scrigno d’arte e storia dedicato alla narrazione dell’universo femminile attraverso il tema della memoria.
Ispirata al concetto di “Alchimia della Memoria”, la mostra inaugurale esplorerà l’incontro tra arte, sensorialità e neuroscienze, offrendo un percorso multisensoriale e inclusivo che, attraverso una selezione di artefatti e opere dal XVII secolo fino alla contemporaneità, mira a ridefinire l’esperienza del museo contemporaneo.

Courtesy Fondazione Maddalena Di Giacomo, Venezia
• Missione e Visione •
Guidata da un Comitato Scientifico, la Fondazione si configura come un’istituzione museale dedicata allo studio della memoria in relazione all’arte, all’universo femminile e alla narrazione matriarcale.
Tra i suoi principali obiettivi figurano: promuovere studi interdisciplinari che uniscano arte, neuroscienze e pratiche museali orientate a un’esperienza multisensoriale, con particolare attenzione alla neurodivergenza; organizzare mostre, residenze per artisti, concerti e simposi; pubblicare opere scientifiche e letterarie; creare archivi; e instaurare collaborazioni con università, accademie e conservatori.
Questo progetto profondamente personale, una narrazione matriarcale nata dal lutto, prende forma nella mostra La Nota Mancante, che indaga il tema dell’assenza intesa come presenza percepita, ispirandosi alle “pause” di Isabella d’Este.
Il progetto coinvolge rinomati storici dell’arte internazionali per la realizzazione del catalogo e dei contributi teorici, in dialogo con i membri del Comitato Scientifico della Fondazione, riflettendo lo spirito cosmopolita di Venezia e la sua storica vocazione come Porto d’Oriente, crocevia di culture e lingue.

Courtesy Fondazione Maddalena Di Giacomo, Venezia
• Maddalena Di Giacomo •
Figura visionaria e anticonformista, Maddalena Di Giacomo ha dedicato la sua vita alla musica, all’editoria, alla danza e all’arte. Pianista diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia, negli anni ’80 ha fondato, insieme alla sorella Maria Grazia, la casa editrice Di Giacomo Editore, specializzata in tecniche di balletto classico e nella storia del cinema.
A metà degli anni ’90 ha aperto a Roma, insieme all’étoile Denis Ganio dell’Opéra di Parigi, la Maison de la Danse, un centro dedicato alla formazione e alla valorizzazione di giovani talenti nella danza.
Nel 2007 ha fondato, insieme alla figlia Alexandra Mazzanti, laDorothy Circus Gallery, oggi tra le gallerie internazionali più rinomate, riconosciuta per aver contribuito al rilancio dell’arte figurativa in Italia e per aver introdotto il Neo e Pop Surrealism sulla scena contemporanea.
La Fondazione Maddalena Di Giacomo ridefinisce il concetto stesso di museo. Si configura come una vera e propria capsula del tempo vivente, instaurando una dialettica temporale consapevole tra maestri storici e pratiche contemporanee. Questo dialogo, tuttavia, si estende oltre la dimensione visiva.
La Fondazione si fonda su una rigorosa metodologia sinestetica, che indaga l’intersezione tra arte e scienze cognitive. Attraverso l’integrazione di livelli sensoriali come il profumo e il suono, la percezione si trasforma in un’esperienza incarnata. Questa immersione multisensoriale restituisce all’esperienza estetica una funzione profondamente psicologica.
La Fondazione si propone come un rifugio per lo spirito inquieto, uno spazio in cui l’arte diventa strumento di benessere mentale e in cui la forza generativa della fragilità umana può essere esplorata in sicurezza.
La scelta di Venezia nasce da questa visione, trovando dimora tra le mura del seicentesco Palazzo Valier, storicamente associato al Maestro rinascimentale Giorgione.
• Il Restauro •
La Fondazione nasce come una casa della memoria, più che come uno spazio espositivo tradizionale. Il palazzo è stato ripensato stanza dopo stanza come un racconto abitato, in cui arte, profumo, musica, interior e collezionismo sentimentale dialogano con la storia stessa degli ambienti.
Il lavoro sugli interni è una parte fondamentale del progetto. Insieme alla designer inglese Rachel Chudley, con il contributo degli architetti Laura Bellucci e Enrico Borsato (Venezia), il restauro di Palazzo Valier è stato realizzato cercando una nuova lettura degli spazi: un intervento ispirato, nei toni e nelle atmosfere, all’English Heritage, ma profondamente radicato nella natura veneziana del palazzo. L’idea era creare ambienti organicamente integrati, in cui colore, decorazione, tessuti, opere e architettura evolvessero insieme, senza mai apparire come elementi separati.
Ogni stanza ha un proprio tema, una propria palette e un’identità precisa. Attraversando la Fondazione si percepisce anche il legame storico di Venezia con l’Oriente: un intreccio di influenze che ritorna negli ambienti dedicati al profumo, all’alchimia e alla memoria sensoriale, dall'Alchemical Lab alla stanza The Wish.

Courtesy Fondazione Maddalena Di Giacomo, Venezia
Il 21 maggio 2026, in concomitanza con la Biennale Arte di Venezia, la Fondazione Maddalena Di Giacomo aprirà ufficialmente le sue porte con La Nota Mancante, un progetto espositivo ispirato alla musica del silenzio e all’Impresa delle Pause di Isabella d’Este: un intreccio di tempi, sensibilità e memorie che prende forma in una mostra concepita come un percorso immersivo tra arte, percezione e immaginazione.
La Fondazione è una realtà no profit aperta al pubblico, dedicata alla promozione dell’intersezione tra arte e scienza, con l’obiettivo di restituire all’arte il suo valore più profondo: quello di strumento di supporto ai processi emotivi, al lutto e alla salute mentale. A pochi passi dal Ponte di Rialto, nel cuore di Venezia, la Fondazione Maddalena Di Giacomo aprirà nel maggio 2026, in concomitanza con la 61ª Biennale d’Arte di Venezia.
Situata al piano nobile del rinascimentale Palazzo Valier, lo stesso edificio in cui visse e morì Giorgione, la Fondazione, presieduta e diretta da Alexandra Mazzanti, nasce con l’obiettivo di preservare e promuovere l’eredità culturale di Maddalena Di Giacomo (Roma, 1950 - 2016), realizzando ed espandendo il suo progetto incompiuto, il Petit Musée de la Femme: uno scrigno d’arte e storia dedicato alla narrazione dell’universo femminile attraverso il tema della memoria.
Ispirata al concetto di “Alchimia della Memoria”, la mostra inaugurale esplorerà l’incontro tra arte, sensorialità e neuroscienze, offrendo un percorso multisensoriale e inclusivo che, attraverso una selezione di artefatti e opere dal XVII secolo fino alla contemporaneità, mira a ridefinire l’esperienza del museo contemporaneo.

Courtesy Fondazione Maddalena Di Giacomo, Venezia
• Missione e Visione •
Guidata da un Comitato Scientifico, la Fondazione si configura come un’istituzione museale dedicata allo studio della memoria in relazione all’arte, all’universo femminile e alla narrazione matriarcale.
Tra i suoi principali obiettivi figurano: promuovere studi interdisciplinari che uniscano arte, neuroscienze e pratiche museali orientate a un’esperienza multisensoriale, con particolare attenzione alla neurodivergenza; organizzare mostre, residenze per artisti, concerti e simposi; pubblicare opere scientifiche e letterarie; creare archivi; e instaurare collaborazioni con università, accademie e conservatori.
Questo progetto profondamente personale, una narrazione matriarcale nata dal lutto, prende forma nella mostra La Nota Mancante, che indaga il tema dell’assenza intesa come presenza percepita, ispirandosi alle “pause” di Isabella d’Este.
Il progetto coinvolge rinomati storici dell’arte internazionali per la realizzazione del catalogo e dei contributi teorici, in dialogo con i membri del Comitato Scientifico della Fondazione, riflettendo lo spirito cosmopolita di Venezia e la sua storica vocazione come Porto d’Oriente, crocevia di culture e lingue.

Courtesy Fondazione Maddalena Di Giacomo, Venezia
• Maddalena Di Giacomo •
Figura visionaria e anticonformista, Maddalena Di Giacomo ha dedicato la sua vita alla musica, all’editoria, alla danza e all’arte. Pianista diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia, negli anni ’80 ha fondato, insieme alla sorella Maria Grazia, la casa editrice Di Giacomo Editore, specializzata in tecniche di balletto classico e nella storia del cinema.
A metà degli anni ’90 ha aperto a Roma, insieme all’étoile Denis Ganio dell’Opéra di Parigi, la Maison de la Danse, un centro dedicato alla formazione e alla valorizzazione di giovani talenti nella danza.
Nel 2007 ha fondato, insieme alla figlia Alexandra Mazzanti, laDorothy Circus Gallery, oggi tra le gallerie internazionali più rinomate, riconosciuta per aver contribuito al rilancio dell’arte figurativa in Italia e per aver introdotto il Neo e Pop Surrealism sulla scena contemporanea.
La Fondazione Maddalena Di Giacomo ridefinisce il concetto stesso di museo. Si configura come una vera e propria capsula del tempo vivente, instaurando una dialettica temporale consapevole tra maestri storici e pratiche contemporanee. Questo dialogo, tuttavia, si estende oltre la dimensione visiva.
La Fondazione si fonda su una rigorosa metodologia sinestetica, che indaga l’intersezione tra arte e scienze cognitive. Attraverso l’integrazione di livelli sensoriali come il profumo e il suono, la percezione si trasforma in un’esperienza incarnata. Questa immersione multisensoriale restituisce all’esperienza estetica una funzione profondamente psicologica.
La Fondazione si propone come un rifugio per lo spirito inquieto, uno spazio in cui l’arte diventa strumento di benessere mentale e in cui la forza generativa della fragilità umana può essere esplorata in sicurezza.
La scelta di Venezia nasce da questa visione, trovando dimora tra le mura del seicentesco Palazzo Valier, storicamente associato al Maestro rinascimentale Giorgione.
• Il Restauro •
La Fondazione nasce come una casa della memoria, più che come uno spazio espositivo tradizionale. Il palazzo è stato ripensato stanza dopo stanza come un racconto abitato, in cui arte, profumo, musica, interior e collezionismo sentimentale dialogano con la storia stessa degli ambienti.
Il lavoro sugli interni è una parte fondamentale del progetto. Insieme alla designer inglese Rachel Chudley, con il contributo degli architetti Laura Bellucci e Enrico Borsato (Venezia), il restauro di Palazzo Valier è stato realizzato cercando una nuova lettura degli spazi: un intervento ispirato, nei toni e nelle atmosfere, all’English Heritage, ma profondamente radicato nella natura veneziana del palazzo. L’idea era creare ambienti organicamente integrati, in cui colore, decorazione, tessuti, opere e architettura evolvessero insieme, senza mai apparire come elementi separati.
Ogni stanza ha un proprio tema, una propria palette e un’identità precisa. Attraversando la Fondazione si percepisce anche il legame storico di Venezia con l’Oriente: un intreccio di influenze che ritorna negli ambienti dedicati al profumo, all’alchimia e alla memoria sensoriale, dall'Alchemical Lab alla stanza The Wish.

Courtesy Fondazione Maddalena Di Giacomo, Venezia
VENEZIA ● IN MEMORIA ● MICHELE BERNARDI ● ALEXANDRA MAZZANTI ● FONDAZIONE MADDALENA DI GIACOMO ● MADDALENA DI GIACOMO ● PETIT MUSEE DE LA FEMME ● FONDAZIONE MUSEO
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