Emigrazione sul tram in mostra
Mostra tram
26/02/2004
Quale luogo migliore di un tram, metafora di un treno più grande, potrebbe ospitare una mostra dedicata al tema dell’emigrazione ? Nessuno.
Per Roma, città simbolo di antico che si mischia con il moderno, gira silenzioso un tram che ogni tanto si ferma e sosta in una piazza.
Il tram otto si sposta attraverso sei diverse piazze romane - largo di Torre Argentina, piazza di Porta Maggiore, piazzale Flaminio, piazza Risorgimento, largo Preneste e Porta San Paolo – e mostra su una fiancata le toccanti foto degli emigranti di un secolo fa, sull’altra quelli di oggi. Facce di un tempo, facce di oggi. Negli occhi di tutti : la sorpresa, la nostalgia, la paura, il disagio, la simpatia.
L’impatto del treno parcheggiato in una piazza è forte. Colore, presenza, mobilità trattenuta, esso offre ai passanti l’occasione di riflettere sul fenomeno emigrazione, ieri italiano, oggi italiano in senso inverso. Tra il 1876 e il 1976 milioni di emigranti italiani si sono spostati all’estero, soprattutto in America e in Australia. Oggi, l’Italia, come altri paesi, vive un momento di forte immigrazione. Ieri gli Italiani erano accolti, oggi accolgono. Questo rapporto speculare tra ieri e oggi, altri e noi, è il tema ispiratore della mostra.
All’interno del tram, due diverse tecniche. Una antica per le bellissime foto d’epoca provenienti dagli archivi fotografici più prestigiosi del mondo - come la New York Public Library, il Museum of the City of New York, la George Eastman House e il Center for Migration Studies of New York – ed una tecnica moderna per i video, le diapositive, i filmati, e i dati su cd-rom che scandiscono il “percorso” della mostra. Dentro al tram domina un senso di movimento, di instabilità, di transitorietà, a causa delle luci proiettate oblique, ma anche a causa delle quattro svolazzanti tende, che segnano il punto di accesso dal di fuori, come il confine non ben definito di un paese. Mentre si passeggia nel tram, dalle tende sbuca sempre qualche testa di un passante incuriosito e, naturalmente, non sempre italiano.
“Emigrazioni Immigrazioni” è una mostra che fa vivere e vive il concetto che vuole rappresentare. Per il solo fatto di essere itinerante. Finalmente questa esposizione, ideata da Manuela Fugenzi, Franco La Cecla, Lucetta Scaraffia, e coordinata da Lorenzo Romito, realizza per Roma una situazione che è arte, che è nuovo, che è multietnico, che è, in definitiva, presa di coscienza.
Perché, in fondo, emigranti lo siamo un po’ tutti.
Fino all’otto dicembre 2000
Ingresso gratuito
ITINERARIO:
Martedi LARGO PRENESTE
Mercoledì P.ZZA DI PORTA MAGGIORE
Giovedì PORTA SAN PAOLO
Venerdi P.ZZALE FLAMINIO
Sabato L.GO DI TORRE ARGENTINA
Domenica P.ZZA RISORGIMENTO
ORARIO
Martedi – Domenica ORE 11.00-19.00
Lunedi CHIUSO
VEDI ANCHE
-
Quando guardare un'opera diventa una terapia: la scienza lo conferma
Ventisette secondi non bastano davanti a un quadro. L'arte che cura, secondo la scienza
-
Roma | Dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027
Keith Haring torna a Roma. La mostra a Palazzo Braschi
-
In mostra al Must dal 29 ottobre all’11 dicembre
La Dama col liocorno di Raffaello vola in Lombardia
-
I programmi dal 5 all’11 ottobre
La settimana dell’arte in tv, tra Assisi, Gibellina, Matera
-
I nuovi appuntamenti da Arezzo a Bologna
San Francesco, 800 anni dopo. Le mostre da vedere
-
Sul piccolo schermo dal 28 settembre al 4 ottobre
La settimana in tv, tra Picasso, l’aeroplano di Marinetti e il rapporto tra arte e propaganda
LA MAPPA
NOTIZIE