Il Museo Civico di Albano
I Musei della Provincia di Roma
01/03/2001
Il Museo civico di Albano fu fondato nel 1973, ma dopo dieci anni, fu spostato dalla modesta sede originaria alla prestigiosa villa in stile neoclassico dei Marchesi Ferrajoli che al suo interno conserva la delicata decorazione pittorica eseguita dal Caretti nei primi dell’Ottocento.
Gli obiettivi primari perseguiti dall’istituzione museale si sono concentrati sulla conoscenza e la salvaguardia del territorio comunale, il recupero del semidisperso patrimonio archeologico, il restauro dell’importante circuito monumentale cittadino, la ricerca scientifica ed un’intensa attività didattica.
La ricca raccolta archeologica occupa 23 sale e abbraccia, quasi senza interruzione di documentazione, un arco temporale che va dal paleolitico inferiore sino al Rinascimento.
La sezione pre-protostorica del museo conserva preziosi reperti della Civiltà Laziale. All’età arcaica risalgono oggetti provenienti da luoghi di culto, tra cui spicca la testa policroma in terracotta di guerriero latino del V sec. a. C. che costituisce un documento importantissimo non solo per l’area albana ma anche per quella del Latium Vetus.
Numerosi sono i reperti di epoca romana, che vanno dall’età repubblicana a quella imperiale e che provengono in gran parte da scavi ancora in corso delle ville suburbane costruite nell’Albanum.
Interessante è il materiale del periodo paleocristiano, che proviene dallo scavo della catacomba di S. Senatore , mentre i reperti medievali e quelli rinascimentali sono stati recuperati dalla necropoli, dal palazzo Savelli e dal complesso edilizio annesso al santuario di S. Maria della Rotonda.
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