Nostalgia dell’origine
Something wrong di Natalia Saurin
20/10/2005
Alla Fabbrica del Vapore di Milano, fino al 26 ottobre, la rassegna dal titolo Sotto la superficie. Nostalgia dell’origine propone una riflessione originale sul senso dell’arte visiva. Una nuova generazione di artisti si addentra sotto la superficie dell’opera d’arte assecondando un’irresistibile “nostalgia dell’origine”, alla ricerca del significato profondo della creazione. In vario modo le opere esposte comunicano l’origine che le ha generate, manifestando uno sguardo attento sul reale e mettendo in comunicazione artefice e spettatore attraverso il mistero che abita l’esistenza.
I dieci artisti invitati hanno realizzato opere caratterizzate da un forte legame tra forma e contenuto, rivelando un superamento dell’arte concettuale, basata sull’idea, a favore di manualità, gestualità e presenza fisica. Alcuni hanno creato un’opera appositamente per il progetto (Claudio Bitetti, Letizia Cariello, Federico Guida, Gabriele Pesci, Natalia Saurin, Silvia Zotta), altri hanno ripensato lavori già realizzati (Arthur Duff, Paul Horn, Silvia Levenson, Matteo Montani, Mario Taddei), tutti hanno comunque inteso il concetto di superficie come pelle dell’opera d’arte, sotto la quale vibra il contenuto reale.
Ognuno ha dato un’interpretazione personale della superficie sotto cui cercare le proprie radici (l’origine): per l’argentina Silvia Zotta sono i tetti di Buenos Aires nell’installazione di ceramiche colorate Prosciugatori di acque oceaniche; per il romano Matteo Montani è la superficie della luna vista dal basso nell’installazione pittorica Lunatici; per la milanese Letizia Cariello è la superficie dell’acqua di una piscina nell’installazione fotografica Non Respirare Respira; per l’austriaco Paul Horn è la superficie dalla natura nell’installazione pittorica Le Alpi.
Anche “L’origine che genera” subisce varie forme di traduzione artistica: può essere la casa come luogo di tensioni familiari nel lavoro di Silvia Levenson e di Natalia Saurin; la patria per Silvia Zotta; o ancora il corpo, come tensione tra carne e spirito per Federico Guida; il pianeta terra del video di Gabriele Pesci, che si avvicenda alla luna dipinta da Matteo Montani, simbolo di viaggio interiore. L’origine attraversa il mondo della comunicazione nei dipinti di Paul Horn o la relazione tra persone, espressa da Arthur Duff attraverso un’installazione – telaio che ribalta la percezione dello spazio e delle parole. Anche nella scultura-libreria del designer Claudio Bitetti, creata come contenitore di poesie e racconti brevi editi per Subway, la forma e il contenuto si rafforzano a vicenda.
SOTTO LA SUPERFICIE. Nostalgia dell’origine
Milano, Fabbrica del Vapore - via Procaccino, 4.
7 - 26 ottobre 2005
Orari: martedì –sabato 10.00 – 18.30. Domenica 14.00 –18.30. Lunedì chiuso.
Ingresso Libero
Evento a cura di Marina Mojana e Giuliana Montrasio
INFO: Opera d’Arte, tel. 02 45487400 – info@operadartemilano.it
I dieci artisti invitati hanno realizzato opere caratterizzate da un forte legame tra forma e contenuto, rivelando un superamento dell’arte concettuale, basata sull’idea, a favore di manualità, gestualità e presenza fisica. Alcuni hanno creato un’opera appositamente per il progetto (Claudio Bitetti, Letizia Cariello, Federico Guida, Gabriele Pesci, Natalia Saurin, Silvia Zotta), altri hanno ripensato lavori già realizzati (Arthur Duff, Paul Horn, Silvia Levenson, Matteo Montani, Mario Taddei), tutti hanno comunque inteso il concetto di superficie come pelle dell’opera d’arte, sotto la quale vibra il contenuto reale.
Ognuno ha dato un’interpretazione personale della superficie sotto cui cercare le proprie radici (l’origine): per l’argentina Silvia Zotta sono i tetti di Buenos Aires nell’installazione di ceramiche colorate Prosciugatori di acque oceaniche; per il romano Matteo Montani è la superficie della luna vista dal basso nell’installazione pittorica Lunatici; per la milanese Letizia Cariello è la superficie dell’acqua di una piscina nell’installazione fotografica Non Respirare Respira; per l’austriaco Paul Horn è la superficie dalla natura nell’installazione pittorica Le Alpi.
Anche “L’origine che genera” subisce varie forme di traduzione artistica: può essere la casa come luogo di tensioni familiari nel lavoro di Silvia Levenson e di Natalia Saurin; la patria per Silvia Zotta; o ancora il corpo, come tensione tra carne e spirito per Federico Guida; il pianeta terra del video di Gabriele Pesci, che si avvicenda alla luna dipinta da Matteo Montani, simbolo di viaggio interiore. L’origine attraversa il mondo della comunicazione nei dipinti di Paul Horn o la relazione tra persone, espressa da Arthur Duff attraverso un’installazione – telaio che ribalta la percezione dello spazio e delle parole. Anche nella scultura-libreria del designer Claudio Bitetti, creata come contenitore di poesie e racconti brevi editi per Subway, la forma e il contenuto si rafforzano a vicenda.
SOTTO LA SUPERFICIE. Nostalgia dell’origine
Milano, Fabbrica del Vapore - via Procaccino, 4.
7 - 26 ottobre 2005
Orari: martedì –sabato 10.00 – 18.30. Domenica 14.00 –18.30. Lunedì chiuso.
Ingresso Libero
Evento a cura di Marina Mojana e Giuliana Montrasio
INFO: Opera d’Arte, tel. 02 45487400 – info@operadartemilano.it
LA MAPPA
NOTIZIE
VEDI ANCHE
-
Roma | Arte e inclusione: un’installazione diventa un documentario
Oculus Spei di Annalaura di Luggo diventa un cortometraggio che celebra la speranza e la diversità
-
Presto in mostra a Venezia
Etruschi e Veneti, il racconto delle acque sacre
-
Roma | A Roma dal 15 gennaio al 12 aprile
Affrettati lentamente. Alla Fondazione Memmo cinque artisti si confrontano con il tempo
-
Mondo | Dal 13 febbraio al 27 settembre al Kunstmuseum
A Berna vanno in scena i grandi maestri, da Duccio di Buoninsegna a Jean-Étienne Liotard
-
Brescia | Dal 24 gennaio a Palazzo Martinengo
L’Italia del Liberty va in scena a Brescia
-
Milano | Dal 13 febbraio al 2 agosto 2026
Depero Space to Space. L’invasione futurista al Museo Bagatti Valsecchi