Gli appuntamenti in Italia da ottobre 2020

Van Gogh e Hiroshige, Correggio, Ligabue, Gentileschi: le mostre che inaugurano in autunno

Vincent van Gogh, L'arlesiana (Madame Ginoux), 1890, olio su tela, 50 x 60 cm, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea © Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo
 

Samantha De Martin

23/07/2020

Le Madonne di Correggio e i colori di Van Gogh. Le spettacolari “Fughe” di Orazio Gentileschi a dialogo tra loro per la prima volta, la natura indomita di Ligabue a riempire di una linfa vitale le stanze cinquecentesche di Palazzo Tarasconi, nel cuore di Parma, le Avanguardie a Palazzo Reale.
Il palinsesto dell’arte guarda con ottimismo all’autunno attraverso una serie di appuntamenti in calendario dal mese di ottobre. Eccone alcuni cui non mancare.

DAL 3 OTTOBRE  a Parma l’Ottocento e il mito di Correggio
Più che una semplice mostra L’Ottocento e il mito di Correggio, alla Nuova Pilotta, è la virtuosa soluzione di un problema allestitivo di lunga data con il quale si sono confrontati tutti i direttori dell’ex Galleria Nazionale.
Ma è anche un omaggio a Maria Luigia d’Asburgo, Duchessa di Parma, e all’incisore Paolo Toschi, due figure fondamentali della storia parmense, oltre a determinare l’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo.
Teatro di questa “mostra permanente”, sarà infatti La Rocchetta, uno spazio importantissimo dal punto di vista storico, ma di difficile musealizzazione, in cui si trovano le pale del Correggio in un allestimento ottocentesco storicizzato e quindi inamovibile. Questi capolavori si trovano tuttavia, alla fine del percorso, cronologicamente decontestualizzati dalla produzione coeva e vengono dopo le opere del Settecento, esposte negli antichi saloni dell’Accademia.

Grazie a un percorso concepito dal direttore della Pilotta, Simone Verde, i visitatori troveranno spiegato il senso della rimozione delle opere dagli edifici sacri da cui provengono e - grazie alla esposizione per la prima volta al pubblico della pittura ottocentesca della Pilotta - capiranno il contesto artistico di questa reinvenzione.
Accanto ai quattro capolavori del Correggio - La Madonna con la scodella e la Madonna di San Girolamo più le due tele provenienti dalla Cappella del Bono - il percorso presenta anche il meglio della produzione ottocentesca del Ducato, nell’epoca in cui questo Correggio “secolarizzato” diventa l’eroe della pittura nazionale parmigiana.
A conclusione del lungo periodo espositivo, la mostra si trasformerà in sezione definitiva della grande pinacoteca della Nuova Pilotta.


Antonio Allegri detto il Correggio Correggio, Madonna col Bambino e i santi Gerolamo e Maddalena (detta Madonna di san Gerolamo o Il giorno), 1526-1528, olio su tavola, Parma, chiesa di Sant'Antonio

DAL 17 SETTEMBRE  a Parma Ligabue e Vitaloni a confronto 
Uno dei pittori più originali del Novecento italiano incontra 15 opere plastiche di Michele Vitaloni, l’artista contemporaneo che condivide con il maestro di Gualtieri una particolare empatia verso il mondo naturale e animale.
Con "Ligabue e Vitaloni. Dare voce alla natura" in programma fino al 30 maggio, Parma si riappropria del cinquecentesco Palazzo Tarasconi, un nuovo spazio espositivo nel cuore della città ducale. Il percorso si snoda tra 83 dipinti e quattro sculture di Ligabue, che insistono sui temi che più hanno caratterizzato la sua parabola artistica, dagli autoritratti agli animali selvaggi, fino ai paesaggi, a confronto con i lavori di Vitaloni.
Un allestimento di grande impatto visivo, condurrà gli ospiti all’interno dell’immaginario creativo di Ligabue, analizzando, specie attraverso gli autoritratti, la perenne condizione umana di angoscia e  smarrimento di un artista che si batteva
la testa con un sasso cercando di scacciare gli spiriti maligni.


Antonio Ligabue, Tigre assalita dal serpente, 1953, Olio su faesite, 66 x 80 cm | Courtesy Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma

DAL 10 OTTOBRE
  a Cremona Orazio Gentileschi
Per la prima volta alla Pinacoteca "Ala Ponzone" di Cremona, le due versioni del Riposo durante la fuga in Egitto di Orazio Gentileschi si potranno contemplare una di fianco all’altra.
Fino al 31 gennaio 2021, le due tele - una conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna, la seconda in collezione privata, ma realizzate una dopo l’altra - saranno mostrate per la prima volta insieme accanto a una selezione di altri dipinti. Si tratta di sculture, avori, incisioni sulla popolare “Fuga” tramandata dal solo Vangelo di Matteo, ma protagonista dei Vangeli apocrifi, e che grande interesse riscosse tra i committenti.


Orazio Gentileschi, Riposo durante la fuga in Egitto, olio su tela. Vienna, Kunsthistoriches Museum

DAL 10 OTTOBRE
   Padova si tinge dei colori di Van Gogh
Van Gogh si racconta attraverso le sue lettere, accompagnando il visitatore lungo un sorprendente percorso volto a far conoscere alcune trame inedite della sua vita e delle opere. A tracciare questo itinerario artistico ma soprattutto interiore saranno 78 opere, tra quadri e disegni del pittore, eccezionalmente riuniti fino all’11 aprile 2021 al Centro Altinate San Gaetano di Padova.
Grazie alla collaborazione del Kröller-Müller Museum e del Van Gogh Museum, la mostra, a cura di Marco Goldin, proporrà i capolavori dei diversi periodi della vita di Van Gogh, da quello olandese fino al tempo francese vissuto tra Parigi, la Provenza e Auvers-sur-Oise. Con dipinti celebri - come l’Autoritratto con il cappello di feltro, Il seminatore, Il postino Roulin, Il signor Ginoux - dialogheranno una quindicina di capolavori di artisti come Gauguin, Seurat, Signac, Hiroshige. Del grande artista giapponese della prima metà del XIX saranno esposte alcune stampe.
Le stampe giapponesi dovettero ispirare Van Gogh nella realizzazione delle sue diverse fioriture. Nel 1887 il maestro aveva tra l’altro realizzato in pittura una copia da un pruno in fiore di Hiroshige, autore che resterà sempre il suo maggior riferimento visivo.


Vincent van Gogh, Mietitori, 1888, olio su tela, 54 x 73 cm, Parigi, Musée Rodin © Musée Rodin | Foto: © Jean de Calan

DAL 17 OTTOBRE
  ad Abano Terme Magnasco a confronto con De Chirico e Fontana
L’artista Alessandro Magnasco, celebre per la sua originale pittura di genere popolaresco, per la pennellata densa di contrasti luminosi, sarà al centro di un dialogo che vedrà protagonisti anche Moretto da Brescia De Chirico, Severini, Guttuso.
La cornice sarà il Museo Villa Bassi Rathgeb, ad Abano Terme, dove, fino al 5 aprile 2021, il percorso 6/900 da Magnasco a Fontana. Dialogo tra collezioni si snoderà attraverso tre sezioni che prendono spunto dai tre generi - Ritratto, Natura morta e Paesaggio - presenti nelle collezioni Rossi Rathgeb e Merlini.
Le opere dialogheranno anche con gli affreschi delle varie sale (databili dal ‘600 al’800) che offrono narrazioni cariche di suggestioni. Di particolare interesse le piccole sculture di Wildt, Fontana e Ontani, che si accompagnano alla malinconia della Testa in terracotta di Casorati del 1919.


Giacomo Antonio Ceruti detto il Pitocchetto, Il mendicante 

DAL 25 OTTOBRE
 a Montevarchi un Ottone Rosai “privato” 
Fino al 31 gennaio, nel centenario della prima personale fiorentina di Rosai, che lo impose all’attenzione del mondo dell’arte, la città di Montevarchi dedica al pittore fiorentino la mostra inedita "Ottone Rosai" che sarà ospitata al Palazzo del Podestà.
Il percorso riunirà cinquanta opere di Rosai tutte riferite agli anni tra il 1919 e il 1932, il ventennio tra le due Grandi Guerre. I lavori provengono da collezioni private e i visitatori potranno ammirare tele celebri accando ad opere del tutto inedite, emerse dalle ricerche condotte dal curatore, Giovanni faccenda, nelle collezioni private e nelle case di chi, in Toscana ma non solo, intrattenne rapporti con Rosai o con i suoi galleristi ed eredi.

DAL 30 OTTOBRE  a Milano le Divine Avanguardie
Palazzo Reale - in collaborazione esclusiva con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo - si prepara ad accogliere una mostra che racconta l’evoluzione culturale e sociale delle donne in Russia attraverso le espressioni artistiche dal XIV al XX secolo. Cento capolavori, in buona parte mai esposti in Italia, tra icone, pitture, sculture, grafiche e raffinate porcellane, faranno luce, da un lato sulle donne russe raffigurate, dall’altro sulle artiste in Russia.


Ottone Rosai, Partita a briscola, 1920, olio su tela, 50 x 70 cm

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