Dal 23 marzo la grande mostra
Raffaello superstar al MET nel 2026
Raffaello Sanzio, Stendardo della Santissima Trinità (dettaglio), 1499 circa. Olio su tela. Pinacoteca comunale di Città di Castello
Francesca Grego
14/07/2025
Mondo - Oltre 200 opere per un percorso completo nell’arte di un’icona del Rinascimento: è l’esperienza che attende i visitatori del Metropolitan Museum of Art di New York nella prossima primavera, quando andrà in scena la grande mostra Raphael Sublime Poetry. Firmato da Carmen Bambach, che per il MET ha già curato memorabili esposizioni su Leonardo (2003) e Michelangelo (2017), dal 23 marzo al 28 giugno 2026 il progetto riunirà nella Grande Mela capolavori provenienti da musei come gli Uffizi, il Louvre, il Prado, il British Museum, la National Gallery, i Musei Vaticani, ma anche da piccole realtà che ancora oggi custodiscono tesori di valore inestimabile.
È il caso di Città di Castello, nei pressi di Perugia, dove Raffaello giunse appena diciassettenne e iniziò la sua attività di magister. Nella Pinacoteca comunale della cittadina umbra è conservato lo Stendardo della Santissima Trinità, la prima opera di cui è stata già resa nota la partecipazione alla mostra newyorkese.

Raffaello Sanzio, Stendardo della Santissima Trinità (dettaglio), 1499 circa. Olio su tela. Pinacoteca comunale di Città di Castello
Stimato circa 6 milioni di euro, il dipinto sarà restaurato per l’occasione nei laboratori dell’Istituto Centrale per il Restauro di Roma (ICR) con un intervento di 30 mila euro finanziato dal MET come compenso per il prestito. I lavori saranno preceduti da indagini preliminari con strumenti d’avanguardia che permetteranno di saperne di più sulla storia del dipinto e sul modus operandi del giovane Raffaello.
Dipinto a olio su tela intorno al 1499 e oggi circondato da una cornice seicentesca, lo Stendardo è ritenuto particolarmente prezioso perché rappresenta uno dei primissimi lavori attribuiti al maestro urbinate, oltre che l’unico rimasto a Città di Castello e l’unica opera mobile di Raffaello in Umbria. Al MET sarà visibile per la prima volta dopo il restauro, che avrà soprattutto un carattere estetico vista la presenza di lacune non reintegrabili.

Raffaello Sanzio, Stendardo della Santissima Trinità, 1499 circa. Olio su tela. Pinacoteca comunale di Città di Castello
È il caso di Città di Castello, nei pressi di Perugia, dove Raffaello giunse appena diciassettenne e iniziò la sua attività di magister. Nella Pinacoteca comunale della cittadina umbra è conservato lo Stendardo della Santissima Trinità, la prima opera di cui è stata già resa nota la partecipazione alla mostra newyorkese.

Raffaello Sanzio, Stendardo della Santissima Trinità (dettaglio), 1499 circa. Olio su tela. Pinacoteca comunale di Città di Castello
Stimato circa 6 milioni di euro, il dipinto sarà restaurato per l’occasione nei laboratori dell’Istituto Centrale per il Restauro di Roma (ICR) con un intervento di 30 mila euro finanziato dal MET come compenso per il prestito. I lavori saranno preceduti da indagini preliminari con strumenti d’avanguardia che permetteranno di saperne di più sulla storia del dipinto e sul modus operandi del giovane Raffaello.
Dipinto a olio su tela intorno al 1499 e oggi circondato da una cornice seicentesca, lo Stendardo è ritenuto particolarmente prezioso perché rappresenta uno dei primissimi lavori attribuiti al maestro urbinate, oltre che l’unico rimasto a Città di Castello e l’unica opera mobile di Raffaello in Umbria. Al MET sarà visibile per la prima volta dopo il restauro, che avrà soprattutto un carattere estetico vista la presenza di lacune non reintegrabili.

Raffaello Sanzio, Stendardo della Santissima Trinità, 1499 circa. Olio su tela. Pinacoteca comunale di Città di Castello
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