Alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e alla Rocca Albornoz di Spoleto dal 31 ottobre al 18 gennaio
L’Umbria omaggia Mimmo Paladino con un percorso in due tappe
Mimmo Paladino, Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro, 1977, olio su tela, 70 x 50 cm. | Ph. Peppe Avallone
Samantha De Martin
29/07/2025
Perugia - La Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e la Rocca Albornoz di Spoleto rendono omaggio a Mimmo Paladino con una mostra in due tappe.
Dal 31 ottobre al 18 gennaio l’artista di Paduli, tra le figure dell’arte contemporanea più conosciute e apprezzate a livello internazionale, celebrerà a sua volta l’Umbria, le sue tradizioni e i suoi paesaggi straordinari con una serie di iniziative frutto della collaborazione tra i Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei Nazionali Umbria, il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia.
Il progetto, intitolato Mimmo Paladino. Antologica, è a cura di Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali di Perugia, e Aurora Roscini Vitali, storica dell’arte della Galleria Nazionale dell’Umbria, in collaborazione con l’artista stesso.
La Galleria Nazionale dell’Umbria, accogliendo un nucleo di oltre 40 opere provenienti da musei pubblici italiani e stranieri e da collezioni private, ripercorrerà i cinquant’anni di carriera del maestro campano, dalle sperimentazioni fotografiche degli anni Settanta al ritorno alla figurazione negli anni Ottanta del secolo scorso, raccontando i principali temi affrontati, con un’attenzione particolare ai lavori di grande formato e alla pittura che invade lo spazio.
Capisaldi della cifra espressiva, come Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro (1977), primo dipinto figurativo, si alterneranno a interventi che si interrogano sulle potenzialità “architettoniche” della pittura, offrendo continui spunti di riflessione circa il rapporto tra Paladino e l’Arte Povera.
Particolarmente interessante sarà un’incursione nelle relazioni tra l’artista e i maestri americani della Pop Art, come Robert Rauschenberg.
La sezione allestita presso i saloni della Rocca Albornoz di Spoleto sarà invece dedicata alla celebre installazione dei Dormienti (1998) e vedrà protagonista la scultura.
La mostra dedicata al maestro, tra i principali esponenti della transavanguardia italiana, sarà l’occasione per la realizzazione di alcuni interventi urbani inediti ad opera dalla Galleria Nazionale dell’Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia. Dalla fine di giugno sulla facciata di Palazzo Baldeschi è possibile ammirare l’opera Concerto in piazza, ideata da Paladino per vestire il cantiere che interesserà l’edificio della Fondazione Perugia nei prossimi mesi, un omaggio alle tradizioni umbre rivisitate in chiave contemporanea.
Il telo sarà il motivo che ispirerà anche le luminarie d’artista che per la prima volta faranno brillare Corso Vannucci durante il periodo natalizio.
Dal 31 ottobre al 18 gennaio l’artista di Paduli, tra le figure dell’arte contemporanea più conosciute e apprezzate a livello internazionale, celebrerà a sua volta l’Umbria, le sue tradizioni e i suoi paesaggi straordinari con una serie di iniziative frutto della collaborazione tra i Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei Nazionali Umbria, il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia.
Il progetto, intitolato Mimmo Paladino. Antologica, è a cura di Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali di Perugia, e Aurora Roscini Vitali, storica dell’arte della Galleria Nazionale dell’Umbria, in collaborazione con l’artista stesso.
La Galleria Nazionale dell’Umbria, accogliendo un nucleo di oltre 40 opere provenienti da musei pubblici italiani e stranieri e da collezioni private, ripercorrerà i cinquant’anni di carriera del maestro campano, dalle sperimentazioni fotografiche degli anni Settanta al ritorno alla figurazione negli anni Ottanta del secolo scorso, raccontando i principali temi affrontati, con un’attenzione particolare ai lavori di grande formato e alla pittura che invade lo spazio.
Capisaldi della cifra espressiva, come Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro (1977), primo dipinto figurativo, si alterneranno a interventi che si interrogano sulle potenzialità “architettoniche” della pittura, offrendo continui spunti di riflessione circa il rapporto tra Paladino e l’Arte Povera.
Particolarmente interessante sarà un’incursione nelle relazioni tra l’artista e i maestri americani della Pop Art, come Robert Rauschenberg.
La sezione allestita presso i saloni della Rocca Albornoz di Spoleto sarà invece dedicata alla celebre installazione dei Dormienti (1998) e vedrà protagonista la scultura.
La mostra dedicata al maestro, tra i principali esponenti della transavanguardia italiana, sarà l’occasione per la realizzazione di alcuni interventi urbani inediti ad opera dalla Galleria Nazionale dell’Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia e la Fondazione Perugia. Dalla fine di giugno sulla facciata di Palazzo Baldeschi è possibile ammirare l’opera Concerto in piazza, ideata da Paladino per vestire il cantiere che interesserà l’edificio della Fondazione Perugia nei prossimi mesi, un omaggio alle tradizioni umbre rivisitate in chiave contemporanea.
Il telo sarà il motivo che ispirerà anche le luminarie d’artista che per la prima volta faranno brillare Corso Vannucci durante il periodo natalizio.
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